martedì 29 novembre 2011

Il sarto di Ulm

Lucio Magri, foto da la Repubblica.


Il sarto di Ulm
(Ulm 1592)

"Vescovo, so volare",
il sarto disse al vescovo.
"Guarda come si fa!"
E salì, con arnesi
che parevano ali,
sopra la grande, grande cattedrale.
Il vescovo andò innanzi.
"Non sono che bugie,
non è un uccello, l'uomo:
mai l'uomo volerà",
disse del sarto il vescovo.
"Il sarto è morto", disse
al vescovo la gente.
"Era proprio pazzia.
Le ali si son rotte
e lui sta là, schiantato
sui duri, duri selci del sagrato".
"Che le campane suonino
Erano solo bugie.
Non è un uccello, l'uomo:
mai l'uomo volerà",
disse alla gente il vescovo.
Bertold Brecht, Il sarto di Ulm (Ulm 1592), da Poesie di Svendborg, 1939.

7 comments:

Riverinflood ha detto...

È morto il nostro passato, ma anche ciò che ci avevano fatto credere. Al di là del bene e del male, quella sinistra si era avvitata in sé, nulla più producendo per le future "rivoluzioni". Un plauso, comunque, alla sua militanza politica e umana.

Ernest ha detto...

un grande applauso!

Francesco Zaffuto ha detto...

un caro saluto a lui e al come eravamo

stefanover ha detto...

un abbraccio...

Berica ha detto...

mi associo all'applauso di Ernest

Adriano Maini ha detto...

Già! Quanti ricordi.

Antonio ha detto...

Vi saluto con questo articolo di Adriano Sofri, e un saluto al sarto di Ulm che si è schiantato al suolo dopo aver volato, solo dopo aver volato alto.

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