martedì 8 novembre 2011

Dies irae


G. Verdi, Dies irae, dalla Messa da Requiem
Claudio Abbado, dirige la Berlin Philarmonic,2002.

10 comments:

Lara ha detto...

Ciao Antonio, hai scelto un brano molto adatto a questi tempi.
Non solo, è bellissimo e con un direttore d'orchestra che ho sempre molto amato.
Buona giornata!
Lara

Adriano Maini ha detto...

Possente!

Antonio ha detto...

stasera mi auguro di cambiare musica!

intherainbow ha detto...

Ira funesta!!!!!.......stai preparando l'alleluja???
Ciaooooo:))

Berica ha detto...

Grande Abbado, grandi Berliner!
Mi associo a intherainbow

Garbo ha detto...

Antonio,
ascolta di tutto per esultare, eccetto l'inno alla gioia di Beethoven, appena usato dal PD a Roma e di vaghe reminescenze naziste. Sconsiglierei di insistere ancora su Verdi, qualcuno potrebbe sospettare simpatie leghiste. A me viene in mente il Gaudeamus igitur, magari accompagnato da qualche calice di buon vino.
Ciao

Sandra M. ha detto...

Pezzo potente. La direzione è sublime e l'orchestra...non ci sono aggettivi.

Antonio ha detto...

Diciamo che mi aspettavo una disfatta ancora più bruciante del migliore statista che l'Italia abbia avuto negli ultmi 50683 anni ma bisogna accontentarsi soprattutto alla luce del comunicato emesso dal Quirinale.
Garbo il Gaudeamus igitur è un bel pezzo (da ascoltare questa bellissima interpretazione di Mario Lanza) ma avevo pensato al più classico dei brani, nessun mistero, Intherainbow ha fatto centro.
Per quanto riguarda le reminiscenze che dici per Beethoven o Verdi non me ne curo, se delle capre, naziste o leghiste che siano, pensano di impossessarsi di spiriti così alti questa non è che la dimostrazione della loro misera natura. Bene ha fatto il maestro Muti a insistere così tanto sul Va pensiero durante le celebrazioni del 150°, prendere quel brano come manifesto di un movimento secessionista e razzista oltre ad essere anacronistico è da idioti.
E poi ti lancio una provocazione, per non dire di Wagner e Nietzsche, pensa a nomi storicamente più controversi, Gentile, Heidegger, Carl Schmitt, per dirne alcuni, prova a farli sparire dal panorama culturale e poi dimmi che cosa ottieni.

Garbo ha detto...

Ma certo Antonio, hai perfettamente ragione, in alcuni casi c'è stata appropriazione indebita di musica o di pensiero, in altri casi qualche collusione, ma non butterei via Essere e tempo solo perché Heidegger aderì al nazismo, come non butterei via Pirandello per essersi compromesso col fascismo. Anche Miguel de Unamuno, in Spagna fu inizialmente franchista. L'arte, la letteratura, il pensiero sono universali, mentre l'artista, il letterato o il pensatore possono anche fare scelte discutibili. Però ho una strana reazione, ogni volta che ascolto la musica di Wagner mi viene voglia di invadere la Polonia (la battuta non è mia, è di Woody Allen).
Ciao

Antonio ha detto...

...da non dimenticare neanche gli scivoloni dell'immenso Borges! E' una faccenda complicata in effetti.

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