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venerdì 4 novembre 2011

Piaghe e calamità

Questa mattina, mentre andavo al lavoro con il mio scooter, ho visto fermi lungo la strada uno scooter riverso per terra e un'auto che lo aveva appena investito. L'incidente doveva essere avvenuto da poco e la situazione non sembrava grave, spero. Non ho visto una particolare concitazione, le persone stavano sbrigando le formalità del caso. Sono cose che capitano nelle città particolarmente congestionate dal traffico.
Eh sì il traffico è un problema davvero enorme per le città. Emblematico di quali danni il traffico possa fare è quell'indimenticabile frammento di Johnny Stecchino quando il grande Paolo Bonacelli spiegava all'attonito Benigni le piaghe della Sicilia!


Paolo Bonacelli ha dato un'interpretazione magistrale di quello che è il meccanismo di rimozione del nesso causale dando un effetto comico davvero straordinario. Se pensate che questo possa avvenire solo nei film vi sbagliate. Fuori dalla finzione filmica si ride molto meno, anzi non si ride affatto ma vi assicuro che succede e anche molto spesso, sotto gli occhi di tutti. Succede tutte le volte che una pioggia provoca morti e frane e un esercito di coglioni dicono che la causa è la pioggia intensa, succede tutte le volte che una frana invade un paese e esperti del cazzo si sperticano a trovare il punto di cedimento delle montagne. In questo paese di mercanti del cemento incentivati, di abusivismi condonati, di campi agricoli abbandonati, di alberi sradicati, di dissesti idrogeologici ignorati ogni tanto piove e ogni tanto si muore.
Ecco la piaga di questo assurdo paese, la pioggia, esattamente come il traffico per Palermo.

12 commenti:

  1. Il dissesto idro-geologico é una grave colpa di tanta parte della classe politica.

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  2. Sottoscrivo. E la mia maledizione raggiunga, ovunque essi si trovino, i signori Maiali Del Cemento.

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  3. Caro Antonio,
    purtroppo a Palermo quella del traffico è davvero una calamità, ci sono stato di recente in macchina e ti assicuro che non mi sono mai stressato tanto al volante come in quella città: c’erano persone con qualsiasi cosa che potesse assomigliare ad un veicolo a motore (è incredibile la varietà di catorci, trabiccoli, rottami, macinini, carriaggi vari e pittoreschi che un palermitano ha il coraggio di mettere su strada a affidarvi la vita sua e dei propri cari) che ti tagliavano la strada, ti superavano a destra, a sinistra, a momenti ti passavano pure sopra (e attenzione, sono siciliano anch’io, conosco il gioco di chi fa finta di buttarsi per metterti paura e superarti, sono una sfinge ... ma nonostante questo riuscivano a svincolare da tutte le parti).
    Contrariamente ad altre zone della Sicilia, Catania ad esempio, il loro superarti non produceva uno scorrimento più fluido del traffico, ti superavano scriteriatamente per andare ad imbottigliarsi davanti a te e ad imbottigliare pure che, che poi dovevi fare infinite manovre poi per districarti.
    Ne avrò mandati a quel paese a centinaia nel mio dialetto “babbo” (sarebbe proveniente da una provincia, Siracusa, di persone poco furbe), prima che scendesse in me il “karma” (e soprattutto la “karma”) allora l’ho presa allegramente, con più ironia e da li ho iniziato a insultarli in romanesco, in napoletano, in toscano (fiorentino, perché conosco solo quello) e in veneziano.
    A parte gli scherzi, io sono davvero incazzato per ciò che è successo in Liguria e nello spezzino, per l’assoluta mancanza di ogni tipo di previdenza, per il mancato allarme nella città di Genova, mentre la Protezione Civile aveva avvisato di stare attenti perché si temeva il peggio, per questa continua emergenza a disastro avvenuto senza fare un minimo di controlli e di prevenzione.
    Fra l’altro gli amministratori locali guadagnano più da un’emergenza, da una catastrofe, piuttosto che dalla prevenzione; se chiedi soldi allo Stato, alla Regione, per mettere in sicurezza edifici, colline, montagne, che potrebbero crollare, ti rispondono che c’è la crisi, ti rispondono con i tagli.
    Con i morti ancora caldi sono costretti a darteli, senza contare a tutti gli aiuti economici che arriveranno da più canali, assolutamente incontrollati.
    Con tutto il rispetto per la rabbia, per i morti, per i feriti, per chi ci ha rimesso attività, abitazioni, averi, per cui si è sacrificato una vita, ma credo che dovremmo smetterla, all’indomani di ogni disastro, di cercare i responsabili SOLTANTO (non che non lo siano, non sono gli unici) fra i politici (a tutti i livelli), fra i funzionari e fra i tecnici.
    Abbiamo uno Stato allo sbando, una maggioranza che si è liquefatta e che si teneva soltanto sull’interesse reciproco, la politica è fatta di escort (e non mi riferisco alle ragazze che allietano le serate di qualcuno ma ai parlamentare che vendono il proprio voto al maggior offerente incuranti che dovrebbero rendere conto a chi li ha votati delle loro azioni e delle loro decisioni), un’amministrazione locale che boccheggia o per incapacità o per impossibilità di muoversi per mancanza di fondi (in tal caso io, se non mi fosse venuta qualche idea per reperire la liquidità che mi occorre per espletare al meglio il mio mandato, mi sarei dimesso).
    Queste persone rapaci, inadeguate, ridicole in molti casi, le abbiamo elette noi (e non raccontiamoci, per tranquillizzarci, che nessuno di noi ha votato questa maggioranza, che l’opposizione che abbiamo invece votato non ha fatto niente ... la verità è che nemmeno noi abbiamo fatto niente).
    (segue)

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  4. Le tragedie sul nostro territorio si susseguono, purtroppo, a cadenze sempre più ravvicinate, che siano terremoti o alluvioni (data la sismicità del suolo e la conformazione idrogeologica dell’Italia), sono piuttosto frequenti; non molto tempo fa ho passato l’autunno fino alle feste natalizie ad aiutare vecchietti e disabili ad abbandonare gli istituti dove vivevano che si erano allagati, solo poco dopo avviene l’alluvione nel messinese ... ora a distanza di quasi un anno frana la Liguria.
    Mi chiedo: “Ma davvero pensiamo che da noi non possa succedere? Perché non ci preoccupiamo della solidità della nostra casa, della stabilità delle nostre colline, e delle nostre montagne: d’estate colpite dalla piaga degli incendi dolosi (che bruciano alberi e con essi le radici che tengono salda la terra alle rocce quando l’acqua arriva e spazza via tutto) e negli altri periodi modifichiamo il territorio spianando ed estirpando, per renderlo idoneo a coltivazioni redditizie o all’edilizia delle prime, seconde, terze case.
    Mi viene in mente il sindaco di Sarno, che nonostante le pessime previsioni e i primi smottamenti, non ritenne di allertare la popolazione, addirittura non era neanche in Paese quando successe la disgrazia, mi viene in mente il sindaco di San Giuliano di Puglia, che non soltanto permette il funzionamento di una scuola non collaudata, ma ci manda pure la figlia, mi vengono in mente i camorristi di Casal di Principe, che prima svuotano nel suolo campano tonnellate e metri cubi di rifiuti tossici e sopra questo cumulo di veleno ci si costruiscono le ville e ci fanno gli allevamenti di bufali, penso anche ad un summit fra malavita campana e calabrese che riguardava il reperimento di qualche sede nuova dove sversare altri rifiuti tossici, ad un certo punto qualcuno obietta timidamente: “Ma se li interriamo ancora più in basso, c’è il rischio che contaminino la falda acquifera” e qualcuno gli risponde: “Che ce ne frega a noi, beviamo acqua minerale!”.
    Come si può essere così ciechi,, così insensibili, così stupidi da votare questi amministratori, da permettere a gente senza onore e senza cervello di inquinare la MIA terra, di devastare il territorio, di speculare sul mio benessere, sulla mia salute, sulla mia stessa sopravvivenza e sul futuro dei miei figli?
    Ci vuole gente seria, responsabile, capace a gestire le cose a tutti i livelli, occorre che capiamo una volta per tutte che il voto non è l’unica forma di democrazia concessa, che la democrazia è partecipazione, attraverso l’attenta selezione e il controllo dei propri rappresentanti politici e dei propri amministratori.
    Se a dirigere un reparto ospedaliero ci metto (o tollero che venga messo) un primario incapace ma amico ( o supporter) di ..., non posso poi lamentarmi se il reparto non funziona; se eleggo un sindaco solo perché lui e la sua giunta chiuderanno un occhio sulla villa al mare abusiva che sto costruendo, non posso poi lamentarmi se mi crolla addosso alla prima scossetta di terremoto; se a dirigere l’Italia ci mettiamo un pagliaccio, questo non sarà più un Paese ma un circo.
    Ciao

    P.S. Perdonate il lungo sfogo, non sono solito infierire sulle vittime, ma credo che sia ora di svegliarci e non perpetuare il solito gioco scaricandoci di ogni responsabilità.

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  5. Che posso aggiungere io a quanto è stato detto così efficacemente sia da te che da chi mi ha preceduto?
    Condivido totalmente.
    Sono disgustato e nauseato dallo stato in cui versa il nostro paese
    a causa di questi politicanti che occupano abusivamente le poltrone del potere, nominati e non eletti.

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  6. Quante piaghe abbiamo in questo paese!!!....ci scivola tutto addosso fino a quando non scappano i morti!!...dopo di che ci dispiaciamo, piangiamo, ci lamentiamo..ma appena torna un raggio di sole, non è successo niente...tutto torna come prima e peggio di prima!!!...mi chiedo, davvero, quando ci prendiamo le nostre responsabilità di questo scatafascio totale!!!
    Ciao:))

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  7. Poi sembra, ci fanno sembrare, che questi disastri siano inevitabili.

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  8. Rispondere ai vostri commenti richiederebbe molto di più di un commento. Salvatore Settis ha scritto un magnifico libro su questi temi, ve ne consiglio caldamente la lettura, si tratta di Paesaggio Costituzione cemento – La battaglia per l’ambiente contro il degrado civile, edito da Einaudi nel 2010. Nel libro troverete le origini della devastazione del nostro territorio che possono essere ecumenicamente distribuite tra la cosiddetta destra e la cosiddetta sinistra, nel primo caso per la manifesta incapacità di concepire sviluppo che vada oltre la crescita del deposito bancario, nel secondo per la manifesta incapacità di guardare oltre il proprio naso.
    Io ritengo più gravi le responsabilità della sinistra perché sono e resto di sinistra e perché ritengo fin troppo facile essere schifati dai vergognosi condoni edilizi di una destra affarista, meno facile è pensare agli effetti devastanti della cancellazione degli oneri di urbanizzazione della legge Bucalossi, cancellazione di cui è responsabile Bassanini, siamo nel 2001 negli ultimi giorni del governo Amato. Con quella legge gli oneri di urbanizzazione dovevano essere utilizzati dai Comuni per coprire le spese di urbanizzazione, aver cancellato quel nesso ha permesso ai Comuni di svendere il proprio territorio per fare cassa senza dover pianificare le spese connesse all'urbanizzazione. Meno facile è pensare al già precario equilibrio delle tematiche ambientali tra gestione della materia urbanistica e tutela dei beni culturali che già caratterizzava la Costituzione del '48 e che la riforma costituzionale del 2001, sempre ad opera della sinistra, ha acuito smembrando le competenze dello Stato tra le Regioni nell'assurdo tentativo di anticipare un federalismo per evitare l'avanzata dei legaioli, il risultato di questa brillante commedia: la Lega è ancora al Governo insieme ai suoi compari di merende e continua a fare scempio proprio di quel territorio che chiama a suo fondamento e in Italia non si sa più chi ha le competenze della tutela ambientale, anzi giuridicamente parlando non si capisce bene se guardando un orizzonte lontano stiamo guardando un paesaggio, l'ambiente, il territorio, il bene culturale o naturale e chissà che altro. Non sono disquisizioni puramente terminologiche, di fatto rendono impossibile il governo di quello che ci circonda dove tutto è fermo in contese tra ruoli incrociati tra enti locali di ogni tipo e Stato. Caro Garbo, hai ragione a dire che dovremmo smetterla di piangerci addosso e scegliere bene i rappresentanti, che posso dirti? Che i rappresentanti da un po' di tempo, dal 2005, neanche li scegliamo più grazie ad una legge elettorale vergognosa votata anche da Fini e Casini che, nell'eterogenesi dei fini di hegeliana memoria, adesso si candidano a salvatori della patria con il plauso dei sinistrati, come chiamò la sinistra Edmondo Berselli. (Detto tra parentesi, quelli che ho votato io non hanno fatto davvero nulla, almeno in questa legislatura, perché trattandosi di Rifondazione, come sai, sono extraparlamentari!)
    Detto questo la tragedia di Genova e altre simili sicuramente sono dovute alla pioggia eccezionalmente intensa (e lasciamo perdere le eventuali cause), non possiamo escludere che le cose possano sfuggire al nostro controllo né pensare di poter controllare tutto, ma quello che possiamo e dobbiamo fare lo abbiamo fatto? Questa è la domanda alla quale mi piacerebbe avere risposta.

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  9. Condivido in pieno il tuo pensiero, il troppo abusivismo edilizio ha distrutto tutto il territorio.
    Saluti a presto.

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  10. ma di quello non parla nessuno... dell'incoscienza delle scelte fatte e che si continuano a fare

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  11. E come al solito toccherà a noi darci da fare ad aiutare i sinistrati, a vigilare sull'operato dei governi a tutti i livelli, a protestare e a pretendere che se ne vadano i loschi figuri. Dobbiamo romperci l'anima a sostenere l'idea di legalità e giustizia durante la vita quotidiana, facendo sentire chiara la nostra voce, a fronte di qualsiasi evento di "furbismo" o opportunismo. Chi lo dovrebbe fare sennò?
    Ci sono livelli in cui ci vuole una responsabilità degli amministratori ed è là il nocciolo duro della questione. Il sistema è farraginoso e si protegge al suo interno, ma la vigilanza può portare a una maggior trasparenza di comportamenti. Agire in questo senso è impegnativo, ma penso che possa portare a un graduale cambiamento. Gli abusi edilizi non dovrebbero mai più essere condonati. E' un argomento difficile quello della responsabilità, dopo aver avuto uno spappolamento del cervello con modelli televisivi diseducativi. Ci sono da rivendicare i valori fondamentali a una buona vita di relazione con le persone e le cose. Ora che il denaro non può più essere l'unico fine, questa crisi insegna, si dovrà riprendere a considerare la solidarietà prima di tutto anche da parte di chi non ne ha vocazione. Intanto, per la mancanza di responsabilità sono morte troppe persone. Speriamo che se ne tornino da dove sono venuti i politici di questa ancora attuale maggioranza, che di guai ne hanno procurati oltre misura! Non sono per nulla convinta degli scenari che si stanno ipotizzando per il prossimo futuro: sono rispuntati personaggi della 1° Repubblica, che hanno fallito a suo tempo. Non vedo cosa potrebbero fare ora nello stato in cui ci troviamo, ma tant'è e, speriamo che ce li possiamo levare di torno con una nuova legge elettorale. Dovrebbero fare una lista di persone responsabili e "per bene". Ho virgolettato le ultime due parole, perché in un'occasione in cui le ho espresse, sono stata accusata di essere retorica. Sinceramente non riesco ad accorgermi dei miei passaggi retorici, se mi sono espressa in tal modo, mi scuso in anticipo perché non mi sembra buona cosa e non vorrei aasolutamente che fosse un mio difetto, soprattutto in questo frangente.
    Ciao
    Un abbraccio

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  12. Cara Nou, la democrazia, se è democrazia, è vigilanza continua dei governanti sui governanti. Vigilanza a tutti i livelli, nella vita quotidiana, nei nostri comportamenti più comuni, nella voglia di sapere cosa viene deciso a qualsiasi livello. Democrazia è partecipazione, diceva Gaber, io aggiungo partecipazione informata perché una partecipazione senza informazione serve solo a supportare lo straccione di turno dotato di buona favella e sorriso facile.
    Abdicare al compito della vigilanza riduce la democrazia a mero esercizio del voto che non è che l'emergenza di un processo partecipativo costante e attento.
    Anche io mi auguro che l'armento che passa per classe dirigente se ne vada ma non sono così ottimista da pensare che questo cambierà le cose. Forse servirà mantenere alto il livello di attenzione con chiunque venga dopo. Non bisogna delegare il potere dimenticando che in una democrazia questo discende dal popolo, questa non è retorica come quella di chi si riempie la bocca di "popolo sovrano" usando il popolo per i propri scopi personali.

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