mercoledì 25 marzo 2015

Prolusione con intermezzi

La recente prolusione di Bagnasco contiene diversi passaggi interessanti, alcuni condivisibili, altri sono autentiche troiate e sono interessanti per la disinformazione che disseminano e i danni che dalla disinformazione scaturiscono. Mi soffermerò solo sulle scempiaggini perché ritengo utile chiarire alcuni punti. Come si dice in questi casi, è necessario fare un po' di luce, altrimenti si rischia di brancolare nella notte temuta da Hegel, quando tutte le vacche sono nere!

Gli stralci costituiscono un intero paragrafo della sezione 3 della prolusione. In grassetto gli stralci, in carattere "normale" i miei intermezzi.
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L’attenzione al mondo della cultura e della scuola – compresa la formazione professionale – è promettente: è in gioco la libertà di educazione dei genitori per i loro figli.

Traduzione: sta ringraziando Renzi per gli sgravi fiscali alle scuole private.
Mi viene in mente un componimento di molto tempo fa diviso in strofe e commi, scritto in versi liberi, a volte...sdruccioli, con una metrica irregolare. La strofa 33 del poema a un certo punto recita: "Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato." Non c'è neanche la rima baciata. Sarà per questo che è difficile da ricordare nelle sale governative. Nelle sale vaticane invece la strofa è ignorata del tutto. Lì c'è uno smodato attaccamento alla strofa numero 7 che fa trascurare le altre.


Non è una cortesia concessa a qualcuno, ma è un diritto dei genitori: diritto fondamentale che – unico caso in Europa – in Italia è stato affermato a parole, ma negato nei fatti da troppo tempo.

La strofa di cui sopra non nega il diritto bensì gli oneri economici per lo Stato. Il diritto è quello all'istruzione e lo Stato lo garantisce con la scuola pubblica ma in materia di diritti tra cardinali e papi c'è sempre stata un'imbarazzante confusione che non aiuta a capire i sottili equilibri di questa materia.
Quanto al sostegno economico pubblico alle scuole private, cattoliche in particolare, andrebbe fatto un discorso sul funzionamento e sul gettito dell'8 per mille o dell'esenzione da IMU e TASI prima di dire che quel sostegno è stato negato.
Infine si tenga presente come in questo passaggio l'Europa è richiamata per fare da modello all'Italia. Non molte righe dopo, nello stesso paragrafo, il plauso del cardinale all'Europa s'affievolirà!


A proposito di cultura, non possiamo non dar voce anche alla preoccupazione di moltissimi genitori, e non solo, per la dilagante colonizzazione da parte della cosiddetta teoria del “gender”, “sbaglio della mente umana”, come ha detto il Papa a Napoli sabato scorso.

Moltissimi genitori. Quanti? E' davvero singolare questo modo di contare. Mi ricorda quello di alcune tribù di aborigeni australiani: uno, due, molti. Ma qui abbiamo fatto un passo avanti: uno, due, molti, moltissimi!
Premesso che con "teoria del gender" si richiamano gli studi di genere che si interrogano sul significato sociale della sessualità e sul processo di identificazione sessuale, quanti sono effettivamente "terrorizzati" dalla "teoria del gender"? E soprattutto quanti hanno letto qualcosa sugli studi di genere? Basta fare un giro in rete per verificare quanto siano "sereni" gli argomenti di chi vuole una crociata contro la "teoria del gender", quanto questa gente sia aperta al confronto.
Simone de Beauvoir sosteneva: "Donne non si nasce, lo si diventa." Che l'uomo maschio eterosessuale non abbia detto nulla di simile rivela solo la sua condizione di dominanza sociale che dal mio punto di vista ne fa un castrato, suo malgrado e nonostante tutto, quando manca di quel processo - cosciente, direi coscientissimo - di autoriconoscimento della propria sessualità, con buona pace anche di Papa Francesco.
Nonostante le categoriche affermazioni del signor Bagnasco e di altri, affermazioni indimostrate e indimostrabili, la sessualità non è solo un fatto biologico, è anche un processo di riconoscimento psichico e sociale, altrimenti l'uomo è solo un maschio e la donna solo una femmina! Gli scaffali di psicologia e di sociologia sono pieni di questa roba, basta leggerli. Suggerisco testi più recenti del De Gubernatione Dei. Judith Butler, ad esempio, un'altra donna, ha scritto cose molto interessanti sul costrutto culturale della sessualità. Non mi pare abbia scritto nulla in latino ma nelle librerie è facile reperire testi in una delle lingue correnti.


Il gender si nasconde dietro a valori veri come parità, equità, autonomia, lotta al bullismo e alla violenza, promozione, non discriminazione… ma, in realtà, pone la scure alla radice stessa dell’umano per edificare un “transumano” in cui l’uomo appare come un nomade privo di meta e a corto di identità. La categoria “Queer Theory”, nata negli Stati Uniti, combatte contro il normale, il legittimo, e ingloba tutte le soggettività fluide: non si riferisce a nulla in particolare, si presenta paradossalmente come “un’identità senza essenza”.

A Freud viene attribuita una frase molto arguta che, sono certo, avrebbe potuto fare sua: "A volte un sigaro è soltanto un sigaro." Mai pensato che la riflessione intorno al "gender" sostenga e persegua solo la realizzazione di "valori veri come parità, equità, autonomia, lotta al bullismo e alla violenza, promozione, non discriminazione..."?
La mezza citazione di David Halperin, non attribuita e usata al rovescio, ("Per definizione queer è tutto ciò che è contro la normalità, la legittimità, l'egemonia. Non si riferisce a qualcosa di specifico. E' un'identità senza essenza. 'Queer' allora, non delimita una positività, ma un posizionalità vis-à-vis con il normativo...", Saint Foucault: Towards a Gay Hagiography, Oxford University Press, p. 62) tralascia intenzionalmente il termine "egemonia" e il resto della citazione che rivela come la "lotta" sia indirizzata alla dominanza della normatività sociale che inibisce quel "conosci te stesso" da cui nasce tutto il pensiero occidentale. Inoltre la mezza citazione usata ad arte, o artificio, trascura il dibattito intorno al concetto di "identità senza essenza" che diventa piuttosto di "ricerca di essenza", senza mai diventare imposizione di essenza. Ecco il motivo di quel "soggettività fluide" usato da Bagnasco come spauracchio. Questa è l'onestà intellettuale di Bagnasco & co.


Sembra di parlare di cose astratte e lontane, mentre invece sono vicinissime e concrete: costruire delle persone fluide che pretendano che ogni loro desiderio si trasformi in bisogno, e quindi diventi diritto. Individui fluidi per una società fluida e debole. Una manipolazione da laboratorio, dove inventori e manipolatori fanno parte di quella “governance mondiale” che va oltre i governi eletti, e che spesso rimanda ad Organizzazioni non governative che, come tali, non esprimono nessuna volontà popolare!

I desideri sono bisogni, ça va sans dire! Quando i bisogni diventano istanze sociali passano attraverso un processo di riconoscimento sociale e sono codificati nei diritti che ne sanciscono la legittimità. Questa è la natura inclusiva della democrazia, fatevene una ragione! C'è un sacco di manuali di filosofia politica che ne parlano. Se proprio non volete leggere letteratura laica allora fate almeno lo sforzo di passare dal Sillabo ("Socialismo e democrazia sono una sorta di flagello", 1864) a Gaudium et Spes ("È pienamente conforme alla natura umana che si trovino strutture giuridico-politiche che sempre meglio offrano a tutti i cittadini, senza alcuna discriminazione, la possibilità effettiva di partecipare liberamente e attivamente sia alla elaborazione dei fondamenti giuridici della comunità politica, sia al governo degli affari pubblici, sia alla determinazione del campo d'azione e dei limiti dei differenti organismi, sia alla elezione dei governanti", 1965).
Una manipolazione da laboratorio, governance mondiale! Siamo al delirio. Questo è autentico delirio da paranoia. Sarà la "lobby gay" che dirige i destini del mondo! Sveglia. Se c'è una "governance mondiale" è quella che ci fa consumatori prima che esseri umani ed è una governance diffusa, senza testa. Al mercato non importa nulla se sei gay, etero, sciapode o cardinale, basta che consumi. Se c'è una "governance mondiale" è quella che trasforma i bisogni in consumi. Questa è la società liquida di cui parla Zygmunt Bauman, richiamato impropriamente da quel "società fluida", e tra le ragioni della "liquefazione" considerate da Bauman non c'è la psicosi da contaminazione omosessuale. La lotta per il riconoscimento dei diritti civili degli omosessuali è una rivendicazione di bisogni che prescindono dal consumo, esattamente come la lotta per il riconoscimento dei diritti dei neri cinquant'anni fa.


Vogliamo questo per i nostri bambini, ragazzi, giovani? Genitori che ascoltate, volete questo per i vostri figli? Che a scuola – fin dall’infanzia – ascoltino e imparino queste cose, così come avviene in altri Paesi d’Europa?

Non sia mai che la provincia del Vaticano prenda esempio da "altri Paesi d'Europa" in tema di diritti civili e di rispetto degli orientamenti sessuali! Le analogie con la storia sono agghiaccianti. L'organo ufficiale del Partito Nazista, il Volkischer Beobachter del 31 ottobre 1928 titolava su nove colonne: "Gli omosessuali come oratori nelle scuole. A Magnus Hirschfeld, il combattente per l'abolizione del l'articolo 175 è consentito parlare nelle scuole superiori. Questa è la distruzione della gioventù! Madri tedesche, donne lavoratrici volete che i vostri figli siano irretiti dagli omosessuali?". Prudenza e intelligenza suggerirebbero di non ripeterne almeno i toni!
Si noti che l'Europa non è più un modello da seguire ma un luogo di perdizione. Capisco che non si può condividere tutto dell'Europa ma nello stesso paragrafo... Del resto io stesso ammetto che alcune cose sono apprezzabili e altre meno. Ad esempio nella prolusione ci sono cose che condivido, come la denuncia della corruzione, ma quando intendo denunciare la corruzione non cito la prolusione che per altri versi è un rantolo di sciocchezze dettate dall'ignoranza e dal pregiudizio!
 

Reagire è doveroso e possibile, basta essere vigili, senza lasciarsi intimidire da nessuno, perché il diritto di educare i figli nessuna autorità scolastica, legge o istituzione politica può pretendere di usurparlo. È necessario un risveglio della coscienza individuale e collettiva, della ragione dal sonno indotto a cui è stata via via costretta. Sappiate, genitori, che noi Pastori vi siamo e vi saremo sempre vicini.

Per conseguenza logica ne deriva che i genitori degli altri paesi d'Europa sarebbero stati usurpati del diritto di educare i figli! Non so se la prenderebbero bene, ma qui in Italia stiamo tranquilli, le conseguenze logiche di un discorso a vanvera non vengono quasi mai considerate.
Squillino le trombe, siano alzati i vessilli. Uniamoci a corte siam pronti alla morte. Ricordate il pugno del papa, non lasciate che vi offendano. Sentinelle in piedi, alfieri della libertà, combattiamo il comune nemico, attingiamo alla nostra vecchia forza e soprattutto alla nostra Forza Nuova.

domenica 22 marzo 2015

Appunti

Le nostre democrazie hanno perso la bussola. La crisi economica ha accelerato un processo di smarrimento cominciato da molto tempo, forse fin dalla fondazione delle moderne democrazie. Si potrebbe dire che l'epilogo di questo smarrimento è cominciato negli anni '80. Dalle guerre del golfo in avanti si sta compiendo l'ultimo atto.
Società che si sono dette fondate sui diritti, sull'inalienabilità di valori intrinseci, sull'uguaglianza, sul diritto al lavoro, alla salute si sono trovate di fronte all'evidenza che tali valori sono subordinati al mercato, soggetti al libero scambio e alla contrattazione. I diritti vengono messi l'uno di fronte all'altro, esposti a scelte inconcepibili. Le promesse mancate della democrazia mostrano il loro esito. Promesse necessarie anche di fronte all'evidenza che l'elitismo economico ha sempre diretto i fili della messa in scena democratica. Ora tutto questo è chiaro, nessuna messa in scena è più valida per dissimulare la realtà. Le società occidentali si indeboliscono se colpite nell'opulenza marginale che percola fino alla base popolare, smarriscono i loro valori, non possono più appellarsi a quei valori nemmeno come proiezione di buoni propositi da realizzare in futuro. Le società occidentali diventano gigantesche tribù senza futuro che lottano solo per mantenere lo status presente.
La distanza tra ideali di democrazia e realtà diventa evidente. I diritti sono subordinati all'economia di mercato. I diritti diventano merce. La stessa democrazia è intesa come menzogna che apre spazi al fascismo e all'intolleranza. Non c'è più collante per tenere insieme queste società se non la paura di perdere lo status presente. Nessun progetto è possibile perché nessun obiettivo di conquista civile e sociale è più disponibile all'orizzonte. Diventano indispensabili forze esterne che minacciano queste società, forze il cui potere disgregante è maggiore dell'autoconsunzione. Cè bisogno di forze che inneschino meccanismi di compattamento. A questo serve la lotta contro il terrorismo, questa è la perversa e paradossale necessità dell'Isis e dell'apparato mediatico che gli gravita intorno. Con "folli assetati del sangue occidentale" ci ritroviamo uniti nell'irrazionale islamofobia che è stata coltivata ad arte da anni perché venisse in soccorso di società decadenti, incapace di realizzare i propri valori fondanti, incapace di rinnovare la promessa e approssimare quei valori sempre di più.
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Il nazismo e il fascismo hanno inaugurato le "forze di compattamento" contro il nemico comune delle democrazie. Con il nazismo e il fascismo gli Stati eredi dell'imperialismo e del colonialismo potevano finalmente dirsi democratici. La menzogna era inaugurata con stile e argomenti a favore. Il meccanismo di coesione continua con la guerra fredda e l'avversione contro il comunismo. Queste "forze coesive" hanno esaurito il loro effetto, le conquiste sociali ottenute anche come effetto della opposizione all'indispensabile nemico stanno cadendo una dopo l'altra. Stato sociale e diritti vengono erosi lasciandosi dietro una rendita di memoria che affiora nei confronti tra Europa e Stati Uniti (con la felice parentesi della riforma sanitaria di Obama). Oggi la "forza coesiva" occidentale è la lotta al terrorismo.
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Il contrasto al terrorismo, alla Russia di Putin e all'egemonia economica cinese. Sono le attuali forze coesive per l'occidente. L'ultima è una priorità degli Stati non delle plutocrazie che ne dirigono, anche indirettamente, i destini. Nella lotta al terrorismo la Russia sarebbe un utile alleato ma la crisi Ucraina, voluta dall'Europa con un processo di integrazione troppo frettoloso stravolge l'assetto. Anche tra ciò che dovrebbe fare da collante manca il collante!
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Il senso di colpa degli occidentali di cui parla Slavoj Zizek nasce dalla constatazione delle menzogne occidentali ma per mettere riparo a quelle menzogne e smetterla di alimentarle allora bisogna pretendere la realizzazione delle promesse democratiche, bisogna pretendere la progressiva riduzione della distanza tra il dominio degli ideali democratici e il potere dell'economia e del mercato. Smettere di allargare l'abisso tra gli uni e gli altri significa anche non ammettere impunità per i crimini del terrore, qualunque sia la loro genesi, poiché tra le promesse delle democrazie c'è anche la realizzazione dello stato di diritto.
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«L'IS è stato un fallimento. Abbiamo fallito nel voler creare una guerriglia anti-Assad credibile. Il fallimento di questo progetto ha portato all’orrore a cui stiamo assistendo oggi in Iraq», Hillary Clinton, ex Segretario di Stato USA (intervista a Jeffrey Goldberg su The Atlantic). In: Le guerre non scoppiano più, Fabio Mini, Limes 1/2015, p. 136.
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Nelle file dell'Isis ci vanno giovani nati e cresciuti in occidente, nelle tante banlieue dell'occidente. Giovani nutriti dalle promesse non mantenute delle nostre società. L'Isis è una partita nata in seno all'occidente che si gioca altrove. L'Isis è nato nell'abisso delle nostre società del benessere, nella distanza tra ideali di democrazia e realtà, tra ciò che sosteniamo o desideriamo di essere e ciò che siamo.

mercoledì 11 marzo 2015

Distopia

"...dopo aver letto un sacco di idiozie, a partire da chi immagina che parlare di rispetto dei generi a scuola significhi far masturbare in classe i bimbi, o insegnargli a usare i preservativi, o, addirittura, a indossare un tanga, tutti pensieri che spiegano quanto morbosa sia l’immaginazione di chi li pronuncia piuttosto che di chi vi si oppone...", L’ideologia Gender? Non esiste. L’omofobia invece sì!, Il fatto Quotidiano, Blog di Eretica, 11 marzo 2015.


Un tempo c'erano soggetti educati alla menzogna che camuffavano la tolleranza e il rispetto con la retorica di termini inconsistenti come "ideologia gender". Era gente malata che combatteva il sesso che vedeva ovunque per non confessare i propri desideri. Usavano ogni mezzo per difendere il "diritto" di discriminare chi ritenevano anormale. Tristi personaggi  che usavano i bambini come scudo e dicevano di difenderli dalla decadenza che loro stessi temevano, era la decadenza che avevano in corpo ma non sapevano riconoscerla. Nelle loro case allevavano giovani prepotenti che perpetuassero i loro comandamenti, gli stessi a cui avevano obbedito loro malgrado. Non sopportavano l'idea che altri potessero non obbedire a quei comandamenti. Non sopportavano l'idea che altri avessero capito che i loro comandamenti erano fasulli e perversi. Poiché tutta la loro vita era stata sacrificata all'obbedienza di quei comandamenti gli altri dovevano fare altrettanto. Non avevano uno straccio di argomento razionale per difendere la loro angusta visione del mondo e volevano imporla leggendo libri scritti da spose sottomesse e necrofili del dolore. Sostenevano di subire l'imposizione di inesistenti ideologie perché non sopportavano la tolleranza e il rispetto. Concepivano il rispetto nell'unico modo che gli era stato insegnato e che gratificava la loro miserabile condizione: la compassione paternalista. Dio e Natura erano i loro giocattoli preferiti, li brandivano come clave per sostenere le loro tesi. La volontà di Dio e la legge di Natura erano gli argomenti della loro incolmabile ignoranza, meno ne sapevano più ne parlavano.  Erano sempre pronti a crocifiggere un povero Cristo vivo perché si sentivano riscattati dall'adorazione di un povero Cristo morto. Si richiamavano all'amore in misura proporzionale alla loro malvagità. Non erano in grado di vedere sulle loro mani il sangue di adolescenti suicidi che avevano bevuto il veleno della discriminazione che loro ritenevano giusto inoculare.
Poi un giorno tutto questo è finito. Spariti. Estinti. Come i dinosauri! Come per i dinosauri oggi costruiamo musei per mostrare i resti di questi fossili ma nessuno sogna un jurassic park con esperimenti per riportarli in vita.


domenica 22 febbraio 2015

Geni umani

Tra i numerosi geni del bagaglio genomico che caratterizzano il comportamento umano si annoverano geni dell'omosessualità, geni della generosità, geni della criminalità, geni dell'idiozia, geni dell'acquisto e del consumo ossessivo compulsivo e chissà quant’altri. Per niente scoraggiati dalla abissale distanza tra numero di geni e collegamenti sinaptici siamo in trepidante attesa del giorno in cui sarà dato l’annuncio della scoperta del gene dell’uomo e parimenti fiduciosi nell'avvento del gene della donna. La sintesi estrema che alleggerisca l'umanità dallo sforzo di costruirsi una nicchia etica in relazione alle mutevoli condizioni dell'esistenza. Che gran giorno sarà quello, che liberazione finalmente! La fiducia in questa scoperta a venire non sarà minimamente scalfita dalla conoscenza della complessità della storia di ogni individuo e dei fenomeni ambientali e sociali, le interazioni di ogni soggetto con il proprio contesto saranno solo rumore di fondo. Finalmente vedremo la fondatezza scientifica di scrivere alla lavagna i buoni e i cattivi, antica saggezza delle maestre delle scuole elementari quando affidavano l'incarico all'alunno più obbediente mentre loro andavano a prendere il caffè.

giovedì 12 febbraio 2015

A terra è tunna!

Cinzia Sciuto. La Terra è rotonda. 
Kant, Kelsen e la prospettiva cosmopolitica.
2015, Mimesis edizioni.
"A terra è tunna!" dicevano i miei bisnonni, "a terra è tunna!" dicevano i miei nonni. Così dicono ancora i miei genitori. Significa "la terra è rotonda", è un'espressione usata per rispondere alla violazione di un profondo senso di giustizia, quando c'è un sopruso apparentemente impunito. La terra è rotonda perché è uguale per tutti e non ci sono posti privilegiati, prima o poi ci si incontra e le ingiustizie devono essere riparate. La terra è rotonda e prima o poi toccherà occupare il posto di qualcun'altro, magari proprio il posto della persona offesa, lo stesso posto della persona indigente per la nostra indifferenza, per la nostra tracotanza.
La terra è rotonda è una di quelle espressioni che considero infinite, perché non finirei mai di scavarne significati. Nella sua disarmante semplicità questa espressione rivela un profondo senso etico, un bisogno di giustizia che ancora oggi non trova soddisfazione. Rivela la consapevolezza di quanto sia necessario un equilibrio nelle vicende del mondo, un equilibrio in cui nessuno, persona o Stato, prevalga sull'altro. Mi sono ricordato di questa espressione ricorrente in famiglia leggendo il titolo del libro di Cinzia Sciuto appena pubblicato e che leggerò presto. Lei mi ha fatto ricordare che "la terra è rotonda" è un'espressione di Kant. Non ricordavo più quel passaggio di "Per la pace perpetua" dove Kant dice "Nessun individuo, avendo, in origine, diritti maggiori di un altro sovra una porzione della terra, e questa essendo sferica, gli uomini devono sempre, alla fin fine, tollerarvisi reciprocamente."
Sono passati molti anni da quando lessi il saggio di Kant, sicuramente meno di quanti ne sono passati da quando ho sentito dire per la prima volta "a terra è tunna". Allora non seppi riconoscere nelle parole di Kant quanto ascoltavo in casa. Nessuno nella mia famiglia contadina aveva letto Kant. Forse certe voci si possono capire chiaramente solo quando sono lontane.

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