venerdì 24 ottobre 2014

Europa, cosa nostra


Pare che Barroso non abbia gradito la pubblicazione della lettera inviata da Katainen al ministro Padoan.
Apprezzabile il gesto di Renzi di renderla pubblica.
Poiché "è finito il tempo delle lettere segrete" seguirà sicuramente pubblicazione degli accordi presi a via del Nazareno con il signor Berlusconi.

mercoledì 15 ottobre 2014

Dilemma etico

Piove a dirotto e hai fame. E' tardi e dopo una giornata di lavoro la stanchezza lascia poche energie per mettersi a cucinare qualcosa. In frigorifero non c'è neanche l'occorrente per fare un'insalata al volo. Puoi ordinare una pizza con consegna a domicilio. Basta una telefonata e nel giro di mezz'ora un pony express ti porta a casa la pizza calda, magari con un paio di supplì.
Chi consegna pizze a domicilio deve muoversi in fretta e lo fa su due ruote, non può ripararsi dalla pioggia. Ultimamente questo è un lavoro che fa anche chi il lavoro lo ha perso o non lo trova, non è più un lavoretto per arrotondare la paghetta. Normalmente chi fa questo lavoro è pagato a numero di consegne, il resto lo guadagna con le mance che riesce a raccogliere.
Cosa fai? Ordini la pizza o rinunci perchè non vuoi che qualcuno si bagni per portartela a casa?

martedì 7 ottobre 2014

Ho messo una sentinella!


Il Signore mi ha detto:
'Metti una sentinella di guardia
perché riferisca quel che vede.
Faccia attenzione, tenga gli occhi
ben aperti!
Vedrà carri a due cavalli, carovane di asini
e di cammelli'.
Isaia 21, 6-7 (Trad. interconfessionale in lingua corrente)

venerdì 3 ottobre 2014

Il comico e la spalla

I numeri sull'incidenza dell'articolo 18 sul cosiddetto "mercato del lavoro" sono riportati in questo articolo. Tutti riferimenti pubblici e da agenzie internazionali, noti da tempo e non particolarmente difficili da trovare. Eppure in qualsiasi dibattito televisivo o articolo di giornale raramente emergono questi dati. Il mantra è che l'eliminazione dell'articolo 18 rilancerà gli investimenti ma i cosiddetti giornalisti del martedì e del giovedì sera non si fanno nemmeno sfiorare dalla tentazione di chiedere ai loro ospiti di quali informazioni dispongono per stabilire la relazione tra la definitiva cancellazione di quello che è rimasto dell'articolo 18 e il rilancio degli investimenti. La giaculatoria ricorrente dei lavoratori superprotetti è una bufala ma i numeri non contano né per politici arrembanti né per giornalisti che fanno da spalla ai comici.

Stesso discorso vale per il TFR da "mettere nelle tasche degli italiani". Da un lato c'è chi è a favore per rilanciare i consumi - magari lo stesso "rilancio" dei famosi, o famigerati, 80 euro! - dall'altro c'è chi non è favorevole perché toglierebbe risorse alle aziende creando più danno che beneficio all'economia. Nessuno che si periti di dire se sono stati fatti i conti della serva per stabilire quale effetto possa avere lo spostamento delle risorse. Nessuno che si preoccupi di chiederli questi benedetti conti della serva. I conti della serva sto dicendo, mica previsioni modellistiche!

A mio avviso chi vuole cambiare le cose ha il dovere di portare dati e argomenti per sostenere il cambiamento, lo stesso vale per chi sostiene la tesi contraria. Chi si occupa di informazione ha il dovere di sollecitare argomenti verificabili e/o falsificabili (vedi lezione di Popper). Chi si occupa di informazione in televisione non deve concedere nulla a retorica e monologhi. Chi si occupa di informazione deve far venire fuori i dati concreti, le previsioni di impatto delle riforme, deve far emergere se una proposta è formulata solo perché non si sa che pesci prendere. Già, perché è forte l'impressione che il governo avanzi proposte di riforma con la malcelata intenzione di alzare la polvere sufficiente per nascondere l'incapacità di incidere su una situazione economica drammatica.

Dopo decenni di evasione fiscale, corruzione, economia sommersa, fuga di capitali, delocalizzazioni, depauperamento dei salari a favore di profitti non reinvestiti, passaggio del rischio dall'imprenditore al lavoratore con annessa promozione del precariato, tassazione del reddito da lavoro e detassazione delle rendite finanziarie, cancellazione della progressività contributiva, mescolamento di attività commerciali e finanziare delle banche, spostamento delle risorse dall'economia tradizionale alla finanza, aumento vertiginoso della distanza tra ricchi e poveri,  dopo tutto questo la situazione è tragica e nonostante il "consenso" non vedo alcun segno che mi faccia pensare che l'attuale salsicciaio voglia intervenire su nessuno di questi problemi.

La situazione oggi è come quella descritta 2500 anni fa da Aristofane nella commedia i cavalieri. Due demagoghi si confrontano in piazza a colpi di bassa retorica. Alla fine vince Salsicciaio e Popolo ritorna giovane. Oggi, a differenza di 2500 anni fa, il confronto tra Paflagone e Salsicciaio è preceduto dalla copertina di un comico geniale, il resto fa da spalla al comico, una spalla debole. Vale la pena di vedere solo la copertina.

lunedì 29 settembre 2014

Passeggiata

Al primo sole, fresco come formaggio primo sale, Roma sbadiglia. Il Tevere si ferma sopra pensiero. Le piazze sono tele metafisiche ammantate di silenzio rubato per pochi minuti, il tempo di una boccata d'aria prima di tornare sott'acqua.


I palazzi si preparano al duello. Incrociano lame di luce e sciabolate lente tagliano le facciate.
Il sole si incunea tra medioevo e rinascimento a Campo de' fiori, già fitta di bancarelle di spezie all'ombra di una eresia irredenta.


Qui, come al mercato di Piazza Vittorio, l'umanità non ha sacro da confinare, non ha agnelli da sacrificare. Campo de' fiori è l'unica piazza di Roma senza chiese perché è chiesa, come il mercato di Piazza Vittorio.


Campo de' Fiori è una banda di musicisti che non si conoscono e che vengono dai posti più disparati: da Roma imperiale, dal medioevo, dal rinascimento, dal secolo dei lumi. Si ritrovano tutti qui a suonare insieme e sorprende quell'armonia, sorprende quel concerto di perfetta e inattesa corrispondenza. Campo de' fiori è la piazza delle dissonanze della musica popolare. Piazza Navona invece è una partitura sinfonica, scritta dal principio, prima che i compositori venissero al mondo. Qui si suona la cosiddetta musica colta che non ha nulla da insegnare alla musica popolare che si suona pochi metri lontano.


Palazzo Fioravanti. Sul cornicione dell'angolo che si affaccia a piazza Farnese c'è un'edicola con due putti che reggono l'immagine di Maria, segno di profonda misericordia. Il portone sul lato di via dei Farnesi ha sul primo gradino una grata con spuntoni di ferro, per impedire a mendicanti e altri viandanti di sedersi, segno di profonda miseria.
Controllare l'etimo di misericordia e miseria.


Il campanile di Santa Brigida è un prospero rosso di zolfo che il primo sole infiamma e finisce di ardere al tramonto.


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