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domenica 18 dicembre 2011

Il diario ai tempi della rete

Il termine blog è una contrazione di web-log, in altre parole diario in rete. Secondo Wikipedia a febbraio scorso c'erano più di 156 milioni di blog nel mondo. Non conosco stime affidabili del numero di blog in Italia, si va da 500.000 ad almeno 3 milioni.
In rete ci sono blog di tutti i tipi, di politica, di informazione scientifica, sport, viaggi, poesie, ricette, musica, racconti, ecc. ecc.
Indipendentemente dai contenuti dei blog mi sono sempre chiesto per quale motivo una persona decida di aprire un blog, va da sé che mi chiedo anche perché una persona decida di chiuderlo, come feci io ad un anno dall'apertura di questo blog, salvo ricredermi tre mesi dopo!
Prendo spunto dall'ultimo post di Aldo, alias il Monticiano, per fare (e continuare a farmi) alcune domande.
Cosa spinge a scrivere qualcosa che sia disponibile alla lettura di altri? Quali sono le caratteristiche della comunicazione nei blog? Si tratta davvero di comunicazione? Quali sono le modalità di aggregazione dei lettori intorno ad un blog? Perché si decide di lasciare un commento in un post? E perché si decide di non lasciarne affatto?
Mi piacerebbe nascesse un confronto e una riflessione su queste domande che rigiro a chi passa da queste parti augurando a tutti buone feste.

13 commenti:

  1. Per me è una finestra aperta sul mondo: dalla mia stanza guardo fuori e vedo e "sento" attraverso le parole e le immagini la vita nel mondo. Non è tutto! Ho la pretesa di riuscire a conoscere le persone attraverso la loro scelta dei post...e loro possono conoscere me, quindi c'è anche una certa comunicazione, a volte una vera empatia!
    Buone feste carissimo Antonio!
    Un abbraccio
    Nou

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  2. Ho provato a scrivere sull'argomento mesi fa. Credo nella libertà del racconto, di qualsiasi genere. Ma dovrei raccogliere meglio le idee ...

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  3. Se dovessi pensare ad una metafora per questo mio blog sarebbe quella di continui inviti per delle feste che vanno puntualmente deserte, questo post ne è un emblema. Cara Nou e Adriano volevo aprire una tavola rotonda e ci ritroviamo in un tavolino a tre, ammetterete che se il blog è comunicazione allora non si può dire che io sia un mago ad attivarla. Forse il nocciolo sta in quello che dice Adriano, scrivere in un blog è un'espressione di libertà che con meno disincanto potrebbe essere letta come una sorta di autoerotismo intellettuale. Sono contento di aver conosciuto tramite questo strumento poche persone con cui scambiare qualche opinione. Abbiate pazienza, non ho voglia di scrivere oltre stasera, sicuramente continuerò in un post successivo, senza fare l'errore di chiedere una partecipazione che non avrei.
    Di nuovo buone feste.

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  4. Caro Antonio,
    ho imparato molto faticosamente che un blog non necessariamente coincide col dialogo, anche se talvolta sembrano coincidere almeno in parte ... manca ad esempio tutta quella comunicazione non verbale, non razionale che è altrettanto (se non più) importante delle parole. Il blog, poi, essendo una conoscenza virtuale, deresponsabilizza, superficializza, come se al di la non ci fosse una persona, ma un elettrodomestico che puoi accendere e spegnere tutte le volte che vuoi. Anch'io ho la tua stessa concezione dell'invito al dialogo, invito spesso non raccolto, ma essendo appunto un invito posso dispiacermene, ma la questione finisce li, altrimenti l'invito si trasforma quasi in un obbligo ... e non è questo lo spirito del blog, molti sono qui solo per distrarsi, per passare un po' di tempo serenamente, per non turbarsi, per non pensare, o affaticarsi. Vedo che colpisce molto lo slogan esportabile, molto meno lo spunto di discussione, soprattutto se è uno spunto a riflettere insieme e non qualcosa di già confezionato, un prodotto finito che posso giocarmi altrove. Qualche mese fa ci scrissi un post sul perché scriviamo in rete, perché un blog, era un momento di crisi da blog quello ... non l'ho mai pubblicato ... e questo è significativo.
    Ciao, Buone Feste

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  5. "..molti sono qui solo per distrarsi, per passare un po' di tempo serenamente, per non turbarsi, per non pensare, o affaticarsi."

    Le parole di Garbo hanno un fondamento di realtà che io penso più sfacettata. Un lato potrebbe essere anche la difficoltà di entrare ad un certo livello di argomentazione che richiederebbe tempo di approfondimento: tempo che non tutti hanno pur desiderando comunicare e quindi subentra la rinuncia. Un altro aspetto è dovuto al fatto che il dialogo è pubblico e quindi ci si mette in gioco rischiando qualche figuraccia con relativa mortificazione (a me è successo), ci vuole il coraggio di scoprirsi per quel che si è per gli altri e soprattutto per se stessi. I livelli culturali, umani, sociali delle persone sono molto diversi fra loro e...non è facile.
    Sono circa 11 anni che frequento il web prima con un sito per il bed&breakfast che ho gestito per 4anni, in seguito trasformato in blog dove risultavo con tutte le mie ufficiali credenziali. Il mese scorso lo lasciato "morire" perché non ce la faccio a seguire troppe cose insieme. Da novembre del 2009 ho iniziato con "Punto e Virgola" con l'intento di scrivere liberamente e per questo mi celavo dietro un simpatico orsacchiotto. Ma è troppo difficile mantenersi completamente liberi. Di fatto trattengo e faccio sfumare molte insofferenze di tipo sociale; mi trattengo anche da manifestare le mie delusioni esistenziali perché penso che sarebbe come appesantire ancor più la difficoltà del vivere. In pratica ho tradito il mio intento iniziale, un po' trasportata dal timore di annoiare e un po' perché ogni blog prende un suo proprio cammino determinato dalle relazioni che intreccia. E' un mezzo eccezionale per il dialogo. Per un dialogo aperto. Ma è piuttosto impegnativo perché è fatto di parola scritta, testimoniante nel tempo. A me richiede un certo impegno e per questo posso seguire solo un limitato numero di blog amici. Ho avuto poche mortificazioni (che mi sono inflitte da sola), molte gratificazioni e qualche soddisfazione. Attraverso la scrittura, la scelta di brani, poesie di vari autori si può conoscere la persona che stà alla tastiera di un PC...impegnandosi approfonditamente.
    Ciao un abbraccio!
    Nou
    P.S. Invio senza rileggere e quindi con propabili errori :)

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  6. eccolo l'errore grave: "lo" al posto di l'ho lasciato..

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  7. Io ci sono arrivata veramente per caso. Un'amica una sera mi dice "sai che ho un blog?"...io non avevo mai sentito questa parola. Ho continuato per settimane a leggere i suoi post e a restare assolutamente convinta che non fosse per me: troppo tecnologico e difficile...poi "mi scappò l'occhio" in alto a destra , su "CREA BLOG" e son rimasta con il dito in sospensione per diversi attimi, quasi avessi paura di innescare chissà che....Poi ho cliccato.
    E' nato tutto così, quasi due anni fa. Ora vivo questa esperienza allo stesso modo di Nounors(e), nel suo primo commento.

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  8. Dimenticato...ho il click impulsivo, grave difetto:
    Buone feste!

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  9. Seguo poco il mio blog, preferisco piuttosto frequentare i blog altrui come se aprissi una finestra e vedessi che aria tira!!....a volte la respiro quell'aria, altre volte chiudo subito!!
    Auguri di Sereno e Gioiose Festività!!!:))

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  10. Anton intanto ti saluto,come vedi son passata a trovarti !
    a presto
    anto ch

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  11. Carissimi, sto imparando anche io molto faticosamente quali siano le proprietà della comunicazione in un blog. Vedo in voi un atteggiamento decisamente più sereno del mio, così pieno di aspettative che peraltro non saprei bene identificare. Mi capita spesso di allontanarmi dallo spirito della presentazione di questo blog o dalle parole di benvenuto affidate a Saramago. Entrambe scritte diverso tempo dopo l'apertura del blog, quando era ormai evidente che scrivere era "un ottimo esercizio di solitudine, un utile allenamento per dare forma al nulla." All'epoca peraltro non avevo neanche i vostri commenti, anzi, non ne avevo proprio nessuno! Hai proprio ragione Nou quando dici delle mortificazioni che ci infliggiamo da soli. Invece hai meno ragione quando dici della paura di figuracce, tutti facciamo errori, di ortografia ;-) o di concetto, nel mio primo commento ho scritto "con meno disincanto" quando avrei dovuto dire "con più disincanto", ecco questo errore, Garbo lo chiamerà lapsus calami, secondo me è più grave del tuo perché rivela ancora un incanto al quale fatico a rinunciare o che dovrei imparare a gestire con più leggerezza!
    Tempo fa, nella foga piazzai l'Ermitage a Mosca anziché a San Pietroburgo, errore che intherainbow non mancò di rilevare subito ;-)
    Ho capito tante cose dai vostri commenti, cose importanti per me, grazie davvero e buon anno a tutti voi, anche a chi, dopo qualche anno, è passato per salutare.

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  12. Io l'ho aperto nel 2004, il primo.
    Che dire, é uno spazio davvero dove darsi, peccato che poi molti vengano a leggere per vedere quanto stai male, a volte.
    Mors tua vita mea:(

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