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domenica 27 luglio 2014

Noi accusiamo

Segnalo e sostengo questo appello lanciato dal Prof. Angelo D’Orsi, storico dell’Università di Torino, sul sito della rivista da lui diretta, Historia Magistra. D'Orsi aveva segnalato già qualche giorno fa il "rovescismo" in atto sulla guerra a Gaza.


NOI ACCUSIAMO

Noi firmatari di questo Appello, sgomenti per gli avvenimenti in corso nella “Striscia di Gaza”,

accusiamo i governanti attuali di Israele, che nei confronti del popolo palestinese stanno portando avanti una politica all’insegna dell’espansionismo coloniale, della pulizia etnica, del massacro;

noi accusiamo i precedenti governanti dello Stato di Israele, i quali hanno avviato la spoliazione della terra, dei beni, della stessa memoria di un popolo vivente nella Palestina da millenni;

noi accusiamo l’esercito israeliano, e tutti gli altri corpi armati di quello Stato, che fanno ricorso ai metodi più infami del colonialismo (quelli non a caso ereditati dal Terzo Reich), usano armi proibite dalle convenzioni internazionali, e si comportano come una forza coloniale di occupazione, trattando i palestinesi da esseri inferiori, da espellere, e quando possibile, con il minimo pretesto, da eliminare;

noi accusiamo la classe politica, imprenditoriale e finanziaria degli Stati Uniti d’America, senza il cui sostegno costante Israele non potrebbe neppure esistere, e che garantisce l’impunità di cui lo Stato israeliano gode;

noi accusiamo governi e parlamenti degli Stati aderenti all’Unione Europea, e il Parlamento e la Commissione Europea, per complicità attiva o passiva con l’espansionismo coloniale, la pulizia etnica, e massacri inferti popolo palestinese;

noi accusiamo l’ONU per la sua incapacità di bloccare Israele, di fermare la sua arroganza, di applicare le sanzioni di condanna (ad oggi 73) che nel corso degli anni sono state promulgate dal Consiglio di Sicurezza, contro Israele, in particolare quelle che impongono il rientro di Israele nei confini ante-1967 e il ritorno dei 700.000 profughi palestinesi;

noi accusiamo il sistema dei media occidentale, del tutto succube a Stati Uniti e Israele, che fornisce una volta di più una rappresentazione falsa e addirittura rovesciata della realtà, presentando l’azione militare israeliana come una “legittima difesa”, tutt’al più talora “sproporzionata”;

noi accusiamo il ceto intellettuale internazionale troppo sordo e lento davanti al massacro in atto;

noi accusiamo le autorità religiose del cristianesimo internazionale, a partire dalla Chiesa di Roma, che non riescono a dire se non qualche flebile parola “per la pace”, trascurando di dire chi sono le vittime e chi i carnefici;

noi accusiamo la società israeliana nel suo complesso che, avvelenata dallo sciovinismo e dal razzismo, mostra indifferenza o peggio nei confronti della tragedia del popolo palestinese e fa pesare una grave minaccia sulla stessa minoranza araba;

mentre esprimiamo la nostra solidarietà e ammirazione per le personalità della cultura e cittadini e cittadine del mondo ebraico che, nonostante il clima di intimidazione, condannano le infamie inflitte al popolo palestinese, noi accusiamo i gruppi dirigenti delle Comunità israelitiche sparse per il mondo che spesso diventano complici del governo di Tel Aviv, il quale sta diventando la principale fonte di una nuova, preoccupante ondata di antisemitismo, che, nondimeno, noi respingiamo e condanniamo in modo categorico, in qualsiasi forma esso si presenti. Esprimiamo il nostro più grande apprezzamento per quelle organizzazioni come la Rete “ECO (Ebrei contro l’occupazione), che svolgono il difficile ma fondamentale compito di dimostrare che non tutti gli ebrei condividono le scellerate politiche dei governi israeliani e lottano per la libertà del popolo palestinese.

Perciò noi chiediamo che il mondo si mobiliti contro Israele: non basta la pur importante e lodevole campagna BDS (“Boycott Disinvestment Sanctions”); riteniamo che si debba portare lo Stato di Israele davanti a un Tribunale speciale internazionale per la distruzione della Palestina. Non singoli esponenti militari o politici, ma un intero Stato, (e i suoi complici): il suo passato, il suo presente e il suo presumibile futuro. Se vogliamo salvare con il popolo palestinese, la giustizia e la verità, dobbiamo agire ora, fermando non solo il massacro a Gaza, ma il lento genocidio di un popolo. Noi vogliamo lottare per la pacifica convivenza di arabi, ebrei, cristiani e cittadini di qualsiasi confessione religiosa o provenienza etnica, respingendo le pretese di qualsiasi Stato “etnicamente puro”.
Noi chiediamo

UNA NORIMBERGA PER ISRAELE

25 luglio 2014

Per adesioni inviare una mail a: info@historiamagistra.it
con Nome – Cognome – Professione – Città – Stato

34 commenti:

  1. Sinceramente io accuso sia Israele che la Palestina, rei di non avere mai trovato un accordo in tutti questi anni e di continuare a sacrificare i loro figli uccidendo da entrambe le parti persone innocenti.
    Accuso i governi del mondo, l'ONU e tutti i potenti che non fanno mai qualcosa di concreto, loro che avrebbero il potere di fermare questo bagno di sangue.
    E per una volta non accuso la Chiesa: il Papa può fare tante cose, ma non ha il potere materiale di fermare una guerra. Che senso ha accusarlo?

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    1. Studia con attenzione la storia contemporanea, poi mi dirai se è ragionevole la posizione di "equidistanza"!

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    2. Ma grazie di cuore per aver pensato che io sia una persona ignorante che scrive senza cognizione di causa, sono pensieri che fanno bene al cuore.
      La Storia l'ho studiata e non perchè sono andata a scuola e quindi ho dovuto aprire i libri limitandomi al nozionismo dei fessi, ma perchè studiare e sapere per me sono dei doveri oltre che delle passioni: non tollero l'ignoranza, è un mio limite.

      Hai parlato di Storia contemporanea?
      Risaliamo anche a quella moderna, allora, anzi facciamo una puntatina nel Medioevo e la nascita dell'Islam con la conseguente cacciata del popolo israelita dalla sue terra natia, poi se vuoi andiamo alla disfatta dell'Impero Ottomano e all'intervento nel 1917 del Regno Unito con le Nazioni Unite (che allora avevano un altro nome) per ridare ai coloni inglesi israeliti la terra della Cisgiordania e di Gaza, poi se ti va facciamo un salto di trent'anni avanti e ragioniamo un pò sulle guerre che hanno portato alla situazione odierna.
      Guerre volute da Israele, Palestina, Nato, Egitto, Emirati Arabi...

      Come vedi non ho fatto un solo nome.
      Tu la chiami equidistanza, io la chiamo visione oggettiva.
      Da quando una guerra si inizia da una parte sola, nel paese delle favole?
      O forse sei come certi revisionisti che credono ancora, per esempio, che la WWII sia stata voluta solo da Hitler mentre è evidente e chiaro che è stata voluta anche dalle altre potenze mondiali, in primis le forze europee che non hanno voluto fermare il Fuhrer...

      Palestina e Israele potrebbero convivere pacificamente, ma in nome di interessi religiosi ed economici e con un meschino sistema di vendette e stragi che dura da anni da entrambe le parti non raggiungono mai una vera tregua.
      Puntare il dito contro una parte sola è uno sbaglio.

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    3. Bravissima. Solo che dalla loro terra gli ebrei erano già stati cacciati dai romani, e prima ancora c'era stata la deportazione di Nabucodonosor. Perché siano sempre perseguitati francamente non lo so, ma è un dato innegabile. Ma stare dalla parte di quelli che mettono i missili dove dovevano stare i bambini (per recente ammissione dell'ONU stessa non mi pare sia visione oggettiva). E se non è odio antiebraico è sicuramente antisionismo paranazista. Non è un caso che di Israele si dice che vuole imitare Hitler. Balbuzie o non balbuzie, il linguaggio ha le sue astuzie.

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  2. Una guerra si comincia in due, la si porta avanti in due e la si termina in due.
    Nessuno ha ragione e tutti hanno torto, sono due popoli nati sotto lo stesso cielo, parlano la stessa lingua ma l'unica cosa che li accomuna veramente è l'ODIO che provano l'uno verso l'altro. Tutti questi J'accuse sono inutili, non portano alla PACE, ora non è più il tempo delle parole ma è il tempo del FARE concretamente. Troppo facile ACCUSARE solo una parte dimenticando che anche l'ALTRA ha le mani sporche di SANGUE INNOCENTE!
    La storia lasciamola ai libri e basta con la retorica inutile. FARE, NON ACCUSARE.

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    1. Parlano la stessa lingua: questo sì che se ne intende. Ma forse intendeva dire che anche norvegesi e greci parlano la stessa lingua.

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  3. pensa un po', io invece sono convinto che in questi casi l'equidistanza che, bada bene, è diversa dall'imparzialità, sia la posizione più ipocritamente comoda che il telespettatore medio possa assumere seduto sul divano di casa propria mentre sorseggia una bevanda dissetante prima di dispensare irenistiche perle di saggezza per i posteri!
    E' proprio perché la storia la lasciamo nei libri che non sappiamo leggere né il presente né il futuro. Visto che hai le idee chiare sul "FARE concretamente" immagino che sia stato elaborato anche un programma dettagliato per la pace, un programma che al momento sfugge ai più.

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    1. Il sarcasmo puoi anche mettertelo in tasca e magari tirarlo fuori quando sei seduto sul divano, con in mano un bicchiere di tè freddo e tirarlo fuori quando il campionato di calcio è finito.
      La storia va lasciata nei libri perchè una volta studiata non occorre un libro per insegnarci quello che non dobbiamo fare. Tu che sei invece portatore sano di verità e a quanto pare fai parte degli illuminati e sei pronto a puntare il dito che fai? Io non avrò nessun programma dettagliato per la pace o sul fare e forse non avrò neppure le idee chiare ma a differenza tua non punto il dito e non sono cieco! Ora accusa pure chi vuoi, mantenendo una posizione non equidistante ma di finta imparzialità.

      p.s. evita di trattarmi come un cretino perchè non lo sono!

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  4. Bene, ora che mi avete rinfrescato la memoria sulle recenti vicissitudini dell'impero ottomano, sulle promesse del dio degli eserciti e sulle ovvie banalità della serie che al gioco della guerra perdono tutti - non l'avrei mai detto! - torniamo all'oggetto del post.
    Anche se non condividete l'appello entrambi potreste vedere in quei punti, tra le altre cose, il richiamo alla maestà del diritto internazionale che detto in altri termini è il riconoscimento di un arbitro superpartes. Il punto, sebbene puntualmente ignorato, è dirimente in tutta la questione israelo-palestinese ma probabilmente l'acerba presunzione di voler dare lezioni di morale da omelia o dipanare visioni hegeliane della storia impedisce di cogliere quel punto. Xavier, visto che cogli al volo le metafore calcistiche, un arbitro che fa bene il suo mestiere è imparziale perché assume a regola del suo comportamento un codice condiviso, non è ammissibile un arbitro equidistante che tiene il conto dei falli fischiati a una squadra per fischiarne un numero uguale all'altra. Da parte mia ritengo l'equidistanza (spesso confusa con una fantomatica visione oggettiva) la retorica più stanca e benpensante dell'in-differenza, dell'incapacità di vedere le differenze-distanze e quello che penso degli indifferenti lo ha già detto molto tempo fa uno che la storia sapeva leggerla meglio di tutti noi.
    Non sono e non mi sono mai ritenuto portatore sano di verità, ma di ovvietà come "la questione è difficile", "quelli lanciano razzi", del cerchiobottismo che si autoassolve dicendo "biririchini" agli israeliani perché usano artiglieria pesante sui civili ne ho le scatole piene, di questo sono pieni tutti i tg, dal tg1 al tg la7 col supplemento di tripudio nazionale per il "successo" della missione concordia! Qui, in questo blog, questi non argomenti gradirei tenerli fuori.
    I j'accuse possono non piacere ma il punto essenziale è il ristabilimento del diritto internazionale e questo lo sanno bene anche gli israeliani illuminati e ce ne sono tanti.

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  5. Le ovvie banalità sono scritte anche in questa pseudo petizione che vuole una Norimberga per Israele, anzi direi che c’è una banale e poco rispettosa ironia: cosa c’entra il processo di Norimberga con questo conflitto? Mescolare l’Olocausto con il conflitto Israele - Palestina è di una bassezza morale infinita e da te non me lo sarei mai aspettato.
    La pace, come la guerra, si deve volere in due: so che per te è una stupida ovvietà ma è il fulcro di questa lunga scia di morti che in questi giorni si trascina.
    I due governi in questione usano tanto le armi quanto i loro popoli per alimentare il conflitto, tutto uccide che si tratti di un razzo, di una bomba, di un mitra… muoiono tutti, palestinesi e anche israeliani ma sembra che i morti di Israele per te non contino un cazzo.
    Morti di serie A e morti di serie B: bella classifica.
    Sarò banale ma a questo punto me ne vanto: per me quei morti sono tutti morti di serie A.
    Vuoi l’arbitro super partes?
    Chiediti perché l’ONU, che dovrebbe essere l’arbitro in questione, non interviene.
    A proposito, hai stuzzicato la mia curiosità di giovane ragazzo stronzo che capisce al volo il calcio: mi chiedevo perché avessi usato la parola equidistante (che io non avevo inserito nel mio primo commento) in contrapposizione al termine imparziale.
    Strano, io sapevo che erano sinonimi.
    Infatti, questa è la definizione di equidistante: in usi figurativi, posizione imparziale, che non dimostra propensione, preferenza, parzialità: il governo ha seguito una linea di e. tra i due paesi in conflitto; e. tra due contendenti, tra due opposti blocchi.
    Sorpresa, equidistante è sinonimo di imparziale!
    Tornando dunque alle cose serie, chiede un intervento equidistante non significa dire birichino a uno e poverino all’altro, significa dire “signori governatori di Israele e Palestina, siete responsabili di questa carneficina, siete entrambi colpevoli: ora vi sedete a un cazzo di tavolo e non vi alzate finchè non avrete raggiunto un vero accordo”.
    Per quanto riguarda i telegiornali, sinceramente non li seguo e non mi interessano, preferisco informarmi con altri canali e non stare lì a farmi tante seghe mentali su argomenti come la Costa Concordia (questo argomento a te sgradito l’hai sollevato tu, semmai prenditela con te stesso).
    Di Israeliani illuminati e anche di Palestinesi illuminati ce ne sono tanti: infatti un’israeliana e una palestinese, due grandi artiste, hanno entrambe detto che i loro governi stanno sbagliando.
    Che altro vuoi?
    Se lo dicono loro che conoscono la situazione dei loro paesi meglio di tutti noi perché ci vivono ogni giorno, chi sei tu per dire che è un solo paese a sbagliare?

    Ps: se devi rispondere ad altre persone, fallo nel commento di chi ti ha scritto. Non mettere tutti nel calderone.
    E il vostro j'accuse vale un tanto al chilo, ce ne sono di conflitti e orrori per cui varrebbe la pena di incazzarsi, non solo questo.

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  6. ok Xavier, i tuoi commenti qui possono bastare, attribuirmi che ci sono morti di serie a e di serie b significa superare il mio segno, per le inesattezze disseminate sul conflitto ti suggerisco di cambiare fonte di informazione.

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  7. Non credo, come sostiene Melinda, che esista una “visione oggettiva”, la storia la scrivono sempre i vincitori ed è fatta di argomenti che ne sostengono il potere, poi ci sono “le” storie, una per ciascuna parte in causa, ciascuna si strutturerà intorno ad argomenti e punti di forza reali, enfatizzati o puramente inventati per sostenere le proprie ragioni. Ogni “visione oggettiva” è affacciarsi da una finestra, in base alla finestra da cui ti affacci vedrai cose diverse, anche completamente diverse; sono stati fatti degli esperimenti in psicologia sociale in cui i soggetti sono stati osservatori di un evento, poi a ciascuno di loro è stato detto di descrivere ciò che avevano visto, ad altri soggetti che non avevano assistito all’evento sono state fatte ascoltare le descrizioni senza dir loro che si trattava della descrizione dello stesso evento, la stragrande maggioranza dei soggetti che avevano ascoltato soltanto le descrizioni non ha capito che si trattava dello stesso evento, pensavano si trattasse di eventi completamente diversi.
    Io non sono per l’equidistanza, che sembrerebbe quasi un “hanno tutti ragione” o “tutti torto”, io sono per sospendere il giudizio moralistico per capire, prima ancora che per punire o per criminalizzare: anche perché criminalizzare è il primo passo verso la trasformazione di esseri umani in mostri, animali o oggetti, è il primo passo verso il nazismo e verso i regimi totalitaristici, che non si contraddistinguono soltanto per l’uso spregiudicato del potere, ma anche per la trasformazione degli uomini in masse, in cose, in strumenti per raggiungere un fine in genere narcisistico (teso cioè a ripristinare l’antica gloria e l’antico valore perduti) o paranoideo (teso cioè a scongiurare un pericolo o un inganno che si teme imminente).
    Questo documento è per prima cosa un documento moralistico, perché pensa già di aver capito come stanno le cose ed è teso solo a condannare, mentre io sono ben lontano dall’aver capito e temo che le cose siano molto più complesse di ciò che si crede di aver capito; in secondo luogo è troppo sproporzionato per i miei gusti, troppo sbilanciato da una parte sola, troppo teso a rintracciare errori, mancanze e crimini in Israele e in tutti i suoi complici o nelle persone o negli enti che non fanno abbastanza per denunciare e per intervenire duramente.
    Credo manchino le responsabilità gravi e/o gravissime dei palestinesi, che si sono affidati per le loro rivendicazioni agli estremisti di vario genere come l’Olp prima e Hamas ora, l’errore di aver fatto entrare nelle loro giuste rivendicazioni la Siria, l’Egitto, il Libano, la Giordania, l’Iraq, l’Arabia Saudita (la Lega Araba), che hanno trasformato il conflitto in qualcosa di molto più grande, una lotta per il predominio in Medio Oriente giocata fra oriente ed occidente, fra popoli cristiani e musulmani, in un conflitto per il controllo dell’oro nero in cui era giocoforza che intervenissero anche gli Stati Uniti, legando così la sorte dello stato di Israele al predominio in quell’aria e al controllo del petrolio.
    Pur senza dare credito alla storia che Hamas sfrutti i civili e i bambini deliberatamente come scudi umani, non si può non riflettere sul fatto che i razzi contro Israele vengano lanciati dai territori Palestinesi; visto che la pericolosità dei razzi stessi è molto limitata, che creano più panico che reale pericolo, il sospetto è che più che danneggiare intendano sfidare gli israeliani a venirli a snidare dai loro covi, e questo avviene con i risultati che conosciamo: bombardamenti indiscriminati, vittime civili, bambini morti, ospedali distrutti, e dove nemmeno più il simbolo dell’Onu o della Croce Rossa proteggono più sa nulla.
    (segue)

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  8. Io credo che le rispettive credenze religiose siano una grave zavorra verso una pace fra i due popoli e credo anche che il sangue scorso in questi lunghi decenni fra i due popoli e quello storico scorso da sempre, da quando Giosué si affacciò sulla terra di Canaan proveniente dall’Egitto, il fatto che praticamente ogni famiglia può annoverare almeno un morto, oltre ai danni morali e materiali subiti, oltre alla paura costante a cui non ci si abitua mai, oltre al conflitto sempre acceso che basta una scintilla per farlo brillare ancora una volta ed andare ad alimentare con nuovi morti, nuovi soprusi, nuova barbarie le diffidenze e l’odio reciproci.
    Penso che solo un disarmo bilaterale e un presidio armato di militari super partes, accettati da tutti o dalla maggioranza come soluzione possibile, che si prolunghi per decenni, insieme all’educazione di nuove generazioni che non siano vissute nell’iodio e nella guerra, che non vengano permeate di continuo da propositi di vendetta, e una ripartizione più equa del territorio e delle risorse, possa far si che una pace in quei luoghi possa semplicemente essere pensata.
    Ciao

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    1. Un disarmo unilaterale sarebbe un suicidio per Israele nel giro di 48 ore, gli arabi sono tutti lì pronti a saltare alla gola di Israele un minuto dopo che le armi vengono deposte. Ma dove vivi sulla luna?

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    2. @ Anonimo,
      fammi capire, si tratta solo di un problema di scarsa familiarità con la lettura, o hai difficoltà a comprendere le parole e le frasi? Io credo che se Israele avesse usato più la bocca per denunciare invece della bocca da fuoco del cannone avrebbe già vinto la guerra, moralmente di sicuro e anche tatticamente (lo stesso discorso vale per la Palestina).
      Certo che hai un’immagine degli “arabi” poco edificante, se li vedi come tagliagole pronti a farti la festa alla prima occasione allora ti sentirai autorizzato ad anticiparli, magari dilaniandoli con proiettili calibro 105/82 o con bombe sganciate dagli aerei dovunque decidano di cadere, come il parmigiano sui maccheroni.
      Vedere gli altri come pericolosi indiscriminatamente, solo perché appartengono ad un popolo, ad una “razza”, perché sono “altri” è il primo passo verso la paranoia; vedere gli altri come abietti, subumani, appartenenti ad una razza inferiore, è il primo passo verso il nazismo; vedere gli altri non più come persone, ma come “masse”, come “popolo”, come “razza”, come strumenti per un nobile fine, è il primo passo verso il totalitarismo.
      Se gli “arabi” si limitassero a tagliare la gola agli imbecilli, io tiferei per loro, ma purtroppo non è cosi.
      Se vivo sulla luna? Certo, nel mare della tranquillità.

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  9. Non richiesto da alcuno, e mi scuso pertanto per questo intervento improvvido, esprimo il mio parere, che coincide con quello di Garbo: "sospendere il giudizio moralistico per capire", dopo decenni di mia "militanza" filopalestinese senza se e senza ma, è l'urgenza incomprimibile che da un paio d'anni a questa parte mi pressa dentro sempre più nettamente.
    Concordo con lui su tutto, e in particolare rammento che uno dei nodi centrali della drammatica distanza di posizioni tra i contendenti in campo è la rivendicazione di Gerusalemme quale città cardine irrinunciabile, al centro di feroce infinita disputa, per tutti: non solo per i due avversari di fede islamica od ebraica, ma anche per i cristiani...

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  10. Antonio ha già risposto adeguatamente, tanto nel contenuto quanto nella forma. Sintetizzando da un precedente intervento pubblicato altrove, la storia è inscindibile dal suo uso politico – cioè di parte –, sin dai tempi di Erodoto e di Tucidide in avanti. La ricerca e l’interpretazione sono sempre politicamente orientate, il che non dovrebbe scandalizzare nessuno.

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  11. Sul piano del diritto internazionale pubblico, Israele ha tutto l'interesse a non riconoscere lo Stato palestinese. In tal modo può continuare a condurre la sua guerra "asimmetrica", una guerra cioè formalmente condotta non contro un altro Stato ma contro una fazione - Hamas - che si vuole far passare sul piano internazionale come illegittima e criminale. Poiché con coloro che sono ritenuti criminali non si può scendere notoriamente a patti, l'uso della forza diventa illimitato, conducendo a pratiche di annientamento.

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  12. "Credo manchino le responsabilità gravi e/o gravissime dei palestinesi"

    Sarebbe di sicuro interesse un foglio diviso verticalmente in cui siano incolonnati da una parte i j'accuse nei confronti di Israele e dall'altra quelli nei confronti degli arabi.

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  13. Garbo, conosci appelli che non abbiano un carico morale? per quale altra ragione si scrive un appello? Non si tratta di sapere o volere decidere da quale parte sia la ragione, tanto più che di ragioni etniche, religiose o altri attributi etologici a me non può fregare di meno, io mi accontento di cercare di intravvedere dove sia la ragionevolezza. Dov'è la ragionevolezza in questo conflitto? nei tre ragazzi che sarebbero stati uccisi da Hamas? Sono state cercate le prove e non sono state trovate. Quanta diffusione ha avuto questa notizia in Italia. Quanti sanno che Hamas ha sempre rivendicato ogni atto? E' il rovescismo di cui parla d'Orsi e di cui sono restato vittima anch'io, accusato nel blog di xavier di offendere le vittime dell'olocausto perché aderisco a un appello che chiede una Norimberga per Israele (xavier, lo dico tra parentesi con quella frase hai deciso che qui hai lasciato il tuo ultimo commento). Lo ripeto, si tratta di riportare i negoziati nell'alveo del diritto internazionale. Ci sono sanzioni dell'Onu che impongono a Israele il ritiro dai territori occupati ma nessuno se ne preoccupa. Un'occupazione che dura da più di 40 anni e neanche in questi commenti il punto è stato sollevato, evidentemente non appare rilevante. Una terra occupata, la gente nasce e cresce in una terra occupata e poi ci stupiamo che vengano fuori atti violenti? Ma no! Tutti chiudono gli occhi in occidente sui territori occupati perché fa comodo un "baluardo della democrazia" in territorio arabo, questo baluardo. Dov'è la ragionevolezza in questo conflitto? nella "soluzione finale" invocata da Netanyahu? Nei più di mille morti civili da una parte e 50 militari dall'altra? a questa contabilità ci siamo ridotti? Sono d'accordo che ci voglia un disarmo bilaterale. Togliamo i bombardieri agli israeliani, anche quelli con cui cresce il nostro adorato PIL, sarà più facile disarmare i palestinesi dei sassi e mettere in minoranza i fanatici che non mancano in nessun schieramento. Questo è un genocidio lento, programmato con l'occidente che continua a dire "dobbiamo fare qualcosa, dobbiamo fare qualcosa" per lavarsi l'anima. Cri, il tuo intervento non è affatto non richiesto e non devi scusarti, non ho da aggiungere altro a quanto ho scritto. Gerusalemme è oggetto di contesa, vero ma senza un arbitro imparziale e credibile non sarà risolto nulla. Non vedo arbitri all'altezza del compito. HIV credo di non stupirti se affermo che Hamas è una creatura palestinese ma è stata allevata da Israele con l'appoggio del cosiddetto occidente civile.
    Marcoz, sarebbe senz'altro un utile esercizio, giusto per mettere in ordine le idee.

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  14. " ... conosci appelli che non abbiano un carico morale?", si: "Disarmiamoli! Fermiamoli!", certo non elimina del tutto una valutazione moralistica, perché come minimo devi valutarli come incapaci di fermare da soli questa barbarie, ma almeno non attribuisce le colpe solo ad una parte cadendo nella trappola del clichè vittima-carnefice. Non ci sono vittime soltanto o carnefici soltanto, ci sono due popoli che so stanno massacrando da decenni (da millenni) e lo stanno facendo metodicamente, in base alla loro forza e potenza attuale, due popoli che se potessero si eliminerebbero l'un l'altro, tanto è grande ormai l'odio. E in questo contesto andare a rintracciare chi ha iniziato per primo, chi ha cominciato, o dove stanno le ragioni, chi dice la verità o chi mente, non ci sono ragioni in questa guerra, ci sono solo i morti. E i morti una cosa ce la dicono, incontrovertibile, è una guerra impari, muoiono molti più palestinesi che israeliani, ma non facciamoci ingannare da questo dato, perché se i palestinesi avessero armi più sofisticate le userebbero ... tutte, e se il rapporto di potenza si ribaltasse non credo che i palestinesi ne sarebbero imbarazzati.
    Non esiste in nessuna delle due culture (come non esiste nemmeno nel cristianesimo, nonostante quell'invito a porgere l'altra guancia) il concetto di non-violenza, solo un indiano poteva inventarselo e solo un popolo con una religione senza Dio poteva combattere una guerra non violenta e vincerla. Poi, purtroppo, morto il leader, si sono massacrati fra indù e musulmani, fra indiani e pakistani, nonostante s fossero divisi in due stati distinti. Alla non violenza bisogna educarci, non è un fiore spontaneo e, come prima cosa, io farei i conti con le religioni monoteiste, che in nome dei più alti principi hanno scatenato le guerre più sanguinose e ci hanno trascinati in millenni di battaglie, hanno benedetto armi e hanno invocato guerre giuste e guerre sante. Essere depositari dell'unico vero Dio crea intolleranza, diffidenza, alimenta le divisioni, gli odi e crea il substrato per la guerra infinita per la supremazia di questo unico vero Dio.
    Ciao .

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    1. "...solo un popolo con una religione senza Dio..." o con molti déi direi nel caso di Gandhi. Caro Garbo per molti versi le mie riflessioni coincidono con le tue riguardo le religioni monoteiste, ma in definitiva dio non è che la trasfigurazione della nostra natura, da una parte vertiginose altezze dall'altra infernali abissi, quindi il discorso con cui fare i conti è sempre quello, quale natura scegliamo di avere?
      Tu stesso ammetti che disarmiamoli non è privo di valutazione morale, dici che non attribuisce colpe solo a una parte, è vero ma davvero credi che io, o chi ha scritto l'appello, pensi che da una parte ci sono gli angeli e dall'altra i demoni? Hai ragione quando dici che se i rapporti di forza fossero rovesciati i palestinesi non avrebbero scrupoli ad usarli e come argutamente fa notare l'anonimo che risponde a sproposito al tuo commento "un disarmo unilaterale sarebbe un suicidio per Israele nel giro di 48 ore". Tutto vero e bisogna tenerne conto, ma da decenni i rapporti di forza sono quello che sono, da decenni Israele ignora le sanzioni ONU, da decenni Israele gode di un appoggio incondizionato (o meglio condizionatissimo ma non per ragioni umanitarie), allora quale è la speranza di far dialogare due popoli se non c'è un arbitro imparziale che fa rispettare le regole e sanziona i trasgressori da qualunque parte vengano, ripeto qualunque parte. Non amo parlare di palestinesi e israeliani criminalizzando gli uni piuttosto che gli altri, in entrambi i popoli c'è gente che vuole vivere la propria vita e in entrambi i popoli ci sono fanatici che minano il processo di pace, in entrambi i popoli ci sono morti e nessuna vita troncata è di serie b, ma il sentimento umano nei confronti delle persone è altra cosa dal giudizio politico nei confronti di uno stato. I fanatici non mancano né da una parte né dall'altra, ricordi chi ha assassinato Rabin? I palestinesi vengono accusati di terrorismo ma pur volendo trascurare la genesi, e non sarebbe corretto, oggi, in questo conflitto a Gaza, guardando i freddi numeri, quale dei due stati diresti terrorista? La guerra che si sta combattendo è scoppiata per la barbara uccisione di tre ragazzi ebrei ma lo stesso portavoce della polizia israeliana ha detto che Hamas non è responsabile di quelle morti (qui il link corretto che nel precedente commento ho sbagliato), ne hai sentito parlare? Eppure la guerra continua, evidentemente per altre ragioni.
      Purtroppo queste faccende sono da sempre arene per faziosità acritiche, preconcette, non è il tuo caso Garbo e non ce l'ho con te ma a chi ama la tifoseria dico che questo non è il posto per voi e la stessa cosa dico a chi ama l'equilibrismo per non prendere posizione. Non ho sindromi da guerra fredda che mi fanno schierare con una parte piuttosto che con un'altra e tanto meno ho sindromi da guerra fredda da espiare alla Adriano Sofri che mi fanno dire un esangue, quanto ovvio, "tutte le vittime sono innocenti".
      Ciao.

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    2. "guardando i freddi numeri, quale dei due stati diresti terrorista?"

      Davvero, qualcuno avrebbe il coraggio di rispondere alla domanda (ammesso che la si possa considerare ragionevole) sulla base delle percentuali delle due torte?

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  15. Dalla lettura del post e dei commenti noto che vi sono molti punti di osservazione. A me interessa evidenziare che questa guerra va avanti da più di mezzo secolo e non si ferma. Perchè? Questa è la domanda che mi pongo e scopro che non si ferma perché conviene a tutti (USA, Eu, Oriente e Paesi Arabi) specialmente ai venditori di armi. Domanda: chi produce armi le tiene in cassa o cerca di venderle? A chi conviene attizzare il fuoco di guerra nel mondo (specie nei paesi poveri)?
    Io penso che se non ci fosse stato nessuno a soffiare sul conflitto Israelo-Palestinese esso sarebbe già finito da molto tempo, ma esso conviene a molti; soprattutto potenti!
    Lascio ai commentatori ragionarci sopra.

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  16. "sarebbe senz'altro un utile esercizio, giusto per mettere in ordine le idee"

    Certo, soprattutto nella testa di chi non la pensa come no. Giusto?

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  17. "Ci sono sanzioni dell'Onu che impongono a Israele il ritiro dai territori occupati ma nessuno se ne preoccupa". Mi chiedo che senso abbia avere una ONU che non sia in grado di far rispettare le proprie sanzioni. Questo tipo di istituzione deve essere più potente di qualsiasi Stato singolo e nessuno Stato dovrebbe avere diritto di veto. Inoltre, nessuno Stato dovrebbe poter condizionare o ricattare gli altri Stati membri ed esercitare la coercizione affinché votino secondo le sue direttive o i suoi interessi (nessuno Stato dovrebbe essere sottomesso ad un altro economicamente e attraverso il debito pubblico).
    Ciao

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    1. Caro Garbo, l'ONU è ancora espressione dell'assetto post seconda guerra mondiale, nel frattempo il mondo è cambiato ma quelle dinamiche continuano a operare, all'ONU e fuori. Del resto l'ONU è sempre stato un gigante zoppo che dipende dai finanziamenti che i principali stati gli hanno sempre negato. Intanto il sogno sovranazionale che citi e che fu già di Kant si allontana sempre più e le speranze di riavviarlo con quella che era l'europa unita si spengono nel "democratico" genocidio della Grecia, nel "democratico" sostegno al conflitto ucraino, anche questo terreno di scontro di opposte propagande più che di confronto e informazione. Un saluto a te.

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  18. Qui si raccolgono i vari punti di vista dai quali si evince che:
    1) ci sono troppi interessi in ballo, da parte della comunità internazionale, perché il conflitto abbia qualche speranza di cessare;
    2) bisogna fare un doveroso distinguo prima di poter parlare di equidistanza. E' chiaro che i palestinesi non sono degli stinchi di santo; è chiaro che quando due entità (che siano singoli individui o intere nazioni) litigano la colpa non è mai di uno solo dei due; però qui ci troviamo di fronte al classico caso del ragazzo grande e grosso, pesantemente armato (gli israeliani) che se la prende con quello piccolo e malaticcio (i palestinesi), spalleggiato dagli amici (cioè, NOI!). Equidistanza vorrebbe dire fermarsi a guardare il bullo fare polpette del piccoletto, rivolgendo a entrambi un blando invito a fare pace. No, non si può essere equidistanti: intanto bisogna smettere di spalleggiare il bullo e fermarlo; soltanto dopo li si può invitare a rappacificarsi (un invito molto severo, praticamente un ordine); soltanto dopo si può prendere da parte il piccoletto e rimbrottarlo per il suo comportamento non proprio irreprensibile.

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    1. Grazie Zarnakos, non potevo chiedere sintesi più chiara.

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  19. nel frattempo un altro massacro...

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  20. la generazione al governo in Israele non so più cosa è stata la Shoa, come la grande maggioranza della popolazione israeliana (come d'altronde da noi la Resistenza, ma è un altro discorso, forse).
    ormai quelli lì sono da trattare come si fa per "Il Tribunale penale internazionale per il Ruanda", se la parola Norimberga dà fastidio a qualcuno.

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    1. sì franz, la parola Norimberga ha dato fastidio, perché nessuno s'è curato di leggere chi è d'Orsi, a quale torpore neutralista ha sentito l'urgenza di rispondere in questo paese anestetizzato. Io stesso ho ricevuto mail da chi dovrebbe conoscermi da anni in cui si ventilava l'antisemitismo, se questa imbecillità posso passarla in rete, dove si legge una parola ogni 5 righe non la passo ai miei amici, non la passo perché mi offende. Il tono dell'appello è acceso, dicono alcuni, e quindi non raggiunge l'obiettivo, aggiungono i più benevoli, tutto vero ma non capisco quali toni avrebbero gradito. I toni dei cannoni sulla popolazione civile sono forse meno accesi? sicuramente raggiungono l'obiettivo, solitamente scuole, ospedali e campi giochi, chissà che toni avrebbero avuto quei bambini. Chissà che toni avrebbe avuto Vittorio Arrigoni che anche quelli che oggi osservano "il silenzio della tragedia" sono pronti a ricordare nelle ricorrenze di festa. Sarebbero stati accesi i suoi toni? E' sicuramente acceso avere voglia di bestemmiare e io ne ho tanta perché ai toni accesi dell'appello si preferisce il silenzio, del resto non è affare nostro, è così lontano, ma è un silenzio di sangue e io non smetto di sentirmi come Lady Macbeth.

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  21. nel blog di Daniele Barbieri ho messo questo, un riassunto di quello che metto nel mio blog:
    http://danielebarbieri.wordpress.com/2014/07/30/i-nomi-degli-assassinati-manu-chao-demetrio-statos-e-altro/

    occorre puntare su boicottaggio, come per l'apartheid sudafricano, fare terra bruciata intorno a Israele, Cina e Russia dovrebbero fare la loro parte all'Onu, dall'Europa non arriverà nessun aiuto in questo,
    questo per come trattano gli arabi all'interno di Israele,
    per Gaza ci deve essere il tribunale penale internazionale,

    l'obiettivo deve essere un unico stato, i due stati potevano funzionare senza le enclavi (o enclavi) dei coloni, le loro strade, la loro acqua, ecc. ecc., adesso è impossibile.

    molti paesi latino americani coraggiosamente sono contro Israele, per fortuna, ma non basta ancora.

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