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lunedì 26 maggio 2014

Tonfi e trionfi

Grillo è il vero vincitore. Ha fatto di tutto per perdere le elezioni e ci è riuscito. La sconfitta è stata programmata da tempo insieme al suo sodale, costruita ad arte fin dagli annunci "nessuna alleanza", "avremo il 51%", poi corretto al rialzo con un modesto 100%, per continuare con “oltre Hitler”, "processi in rete", corrispondenze d'amorosi sensi con l'ultraliberista e razzista Farage e altre giocose trovate. La gente doveva accorgersi che quei due non hanno le palle per prendere impegni e finalmente li avrebbe liberati dal gravoso compito di far seguire i fatti ai vaffanculo. Travaglio è sconcertato perché non ha capito il disegno latente ma un volgo disperso repente si desta; intende l’orecchio, solleva la testa, non è escluso che gli elettori, dopo aver disinstallato i chip sottopelle malfunzionanti, passino a riscuotere il conto di milioni di voti buttati nel cesso.

Ha vinto il partito OGM ambidestro. Il PD ringrazia sentitamente l'occulto alleato Grillo per avergli consentito di superare il manifesto alleato Berlusconi che per occultare l'alleanza manifesta si è messo all'opposizione latente. Machiavelli, anche lui fiorentino, non avrebbe mai osato tanto. Con simili alleati bastano 80€ al mese per un voto, per tutto il resto c'è mastercard.  In Europa si profila un ulteriore allargamento delle intese già a maglie larghe con il centro-destra, altrimenti gli euroscettici/eurocritici/eurocomici faranno saltare il banco...dei pegni. E' una questione di responsabilità. La Pravda esulta dell'avanzata del sol dell'avvenire che brilla nel cor dei veri democratici che non si preoccupano dell'astensione. Giornali a tiratura nazionale mostrano sorpresa e stupore per il risultato francese e inglese! E' chiaro che molti scrivono giornali per non essere costretti a leggerli.

4.614.364 elettori coltivano ancora il sogno che l'evasione fiscale diventi legge, che i condoni tombali diventino strutturali, che l'abusivismo edilizio diventi sistematico e tante altre conquiste dello spirito e della tasca.

La lista di Tsipras ha superato di un soffio la soglia di sbarramento nonostante in tv e sui giornali i panda abbiano avuto più visibilità. Oggi festeggio.

giovedì 22 maggio 2014

Vivi a colori

In una vignetta di Giuseppe Fadda un omino chiede all'altro «Are you gay?», la risposta è «Sometimes gay, sometimes sad».

Dopo uno spot così per il Roma Pride 2014 la risposta non può che essere "Yes, I'm surely gay."

L'appuntamento è a Roma il 7 giugno.

mercoledì 14 maggio 2014

Post aperto

“Non è dal modo in cui un uomo parla di Dio, ma dal modo in cui parla delle cose terrestri, che si può meglio discernere se la sua anima ha soggiornato nel fuoco dell’amore di Dio.” Simone Weil, Quaderni, IV, Adelphi, 1988, pp. 182-183.

Si può parlare delle cose terrene senza parlare di Dio o del sacro? Se sì, perché? Se no, perché?

venerdì 9 maggio 2014

Milano, nulla pronto a diventare tutto


Milano è una città disponibile ad assumere qualunque identità perché non ne ha una che fortemente la caratterizzi. Passeggia per Roma, Torino, Genova, Venezia, Napoli, Palermo, Firenze, Lecce, ognuna ti dice dove sei, ognuna ti dice "io sono Roma, imperiale e vaticana", "io sono Torino, austera e sabauda", "io sono Genova, crocevia del mare"..., ognuna ti impone il suo carattere e la sua genealogia, ognuna ti dice che non puoi essere altrove. Milano non dice nulla, attende la forma che le verrà data da chi la visita.
Milano, continuamente assetata di risorgimento, non è né austriaca né italiana, passeggiando per le sue strade sai di essere a Milano perché hai l'opaca sensazione che potresti essere ovunque, un ovunque metafisico, sospeso e atemporale, come i quadri di De Chirico. Questa città è la porta girevole da cui l'Italia esce e l'Europa entra, si intravedono passando ma non si toccano. Sta in mezzo Mediolanum. In mezzo a cosa?
E' la terza volta che visito Milano e per la terza volta non riesco ad afferrare questa città. Milano  perenne periferia o cardine d'Italia? Milano è il cuscinetto d'Europa che forse ha visto anzitempo la caduta delle certezze asburgiche. Città perfetta per allestire la mostra di Klimt che con la sua pittura anticipa la letteratura di Musil. Milano, città senza qualità, come Ulrich, perché una strada contraddice l'altra e entrambe sono vere. Milano è nulla pronto a diventare tutto, è uno spietato avamposto del progresso, una stazione di sosta in un viaggio per non si sa quale meta, una stazione di sosta ricca nella quale ci si può fermare a lungo, in attesa di una Grande Compagnia che ci venga a recuperare e che forse non arriverà in tempo.


martedì 29 aprile 2014

Immagina, puoi

Immagina un paese dove i giornalisti fanno i giornalisti, ovvero i cani da guardia del potere, come si suol dire, dire e basta! Immagina un paese dove chiunque si presenti in televisione con lo scopo di prendere impegni pubblici è tenuto a dare informazioni dettagliatissime sulle proprie parole e promesse, a rispondere a sfilze di "perché?", a interminabili "come?", a estenuanti "con quali mezzi?". Immagina un paese dove la mancata risposta a una sola domanda espone allo scherno da parte di una schiera di giornalisti pronti a deridere il soggetto per diversi giorni in televisione sia in sua presenza quanto in contumacia. Immagina un paese dove un condannato in via definitiva per frode fiscale che intende assumere ruoli politici è ospite sgradito nei mezzi di informazione. Immagina un paese dove i giornalisti hanno tra le loro regole ferree che a domanda segue risposta chiara e senza giri di parole, al primo tentativo di tergiversare l'intervistato è riportato fermamente nell'alveo della domanda, al secondo tentativo viene cortesemente invitato a lasciare la trasmissione che continua e diventa un dibattito sull'incapacità dell'ospite di fornire risposte. Immagina una televisione dove uno parla e gli altri tacciono, chi interrompe, anche una sola volta, è costretto a lasciare lo studio tra lo scherno e la derisione dei restanti. Immagina una televisione dove per le interviste non c'è alcun accordo sulle domande, come in realtà avviene, le domande saranno rigorosamente a discrezione dei giornalisti presenti che non saranno noti all'ospite, se l'ospite accetta la trasmissione avrà luogo se l'ospite non accetta avrà luogo ugualmente ma senza l'ospite e si discuterà del rifiuto dell'invitato. Immagina un paese dove i mezzi di informazione non danno alcuno spazio ai monologhi eversivi di esaltati capopopolo che non intendono dare spiegazioni precise sul progetto politico che perseguono. Immagina un paese dove chi ha ricoperto ruoli politici in maniera meno che cristallina non è invitato a discutere della politica di oggi o di domani con il ruolo di vecchio saggio. Immagina mezzi di informazione aperti ad ogni motivato intervento critico nei confronti della politica e della gestione della cosa pubblica. Immagina un paese dove i giornalisti non sono disposti a vendersi madre, padre e qualche figlia pur di fare un punto di share. Immagina un popolo che vorrebbe mezzi di informazione veri. Immagina, puoi!
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