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martedì 11 gennaio 2022

Chi bene incomincia...

Se non desidero vedere un'inserzione pubblicitaria seleziono la modalità per non vederla. Se l'inserzione si ripropone segnalo e blocco i siti per incitamento all'odio! Ammetto che è un po' esagerato ma ognuno ha la sua soglia di tolleranza e la mia è bassa nei confronti di chi propone un ciondolo per frustrati che per sentirsi importanti hanno bisogno di spendere decine di migliaia di euro per vedere che ore sono! Buon anno.


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"[...] E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com'è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia."

Eugenio Montale, Meriggiare pallido e assorto.

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Par condicio!


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Riuscire a vedere al crepuscolo non è solo questione di rapporto tra coni e bastoncelli, è un lungo esercizio che dura una vita, e forse attraversa più generazioni. Un esercizio che è necessario fare ma che non ha alcuna garanzia di riuscita.


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Scorrendo la bacheca capita sempre di leggere qualche scemenza anche di profili sconosciuti, per fortuna. Stamattina ho letto che gli uccelli non sono uccelli ma droni costruiti per spiarci! Si tratta di una parodia, una notizia falsa messa in giro, nelle intenzioni dell'autore, per "combattere la follia con la follia". Qualcuno però quella follia l'ha presa sul serio e passare da qualcuno a molti il passo è breve. Il dubbio sollevato in chiusura dell'articolo è fondato e merita attenzione.

Il cimitero di Praga si popola di cadaveri sempre freschi in attesa che Eco, che non è morto come vuole far credere, li metta in scena!

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Il Kazakistan produce da 3 a 4 volte più gas naturale dell'Italia con una popolazione 3 volte inferiore. Ebbene, in Kazakistan sono scoppiate furiose rivolte per l'innalzamento del prezzo dei carburanti. In Italia abbiamo geni della transazione (ops!) energetica che, oltre alle amenità nucleari, sostengono che per risolvere l'aumento dei prezzi dobbiamo aumentare la produzione nazionale di idrocarburi perforando dappertutto, anche entro le 12 miglia dalla costa. Sono i vantaggi di poter parlare senza dare dettagliata spiegazione di quello che si dice!

Spoiler: da anni in Italia la produzione di gas naturale diminuisce non solo per la sospensione delle concessioni ma perché solitamente le risorse non rinnovabili prima di finire, sorprendentemente, diminuiscono!

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Negli ultimi giorni i media danno sempre più rilievo ai ricoverati non vaccinati nelle terapie intensive che tornano sui loro passi e ormai consapevoli del rischio corso fanno appello alla vaccinazione. Meglio tardi che mai, è auspicabile che questo serva a far vaccinare quanti ancora non l'hanno fatto. Da parte mia questioni di storia personale mi impediscono di non pensare che la situazione attuale, in seguito a una ondata di irrazionalità che ha radici prossime ben individuabili (lega, fratelli d'Italia e movimento 5 stelle per non creare fraintendimenti), si è tradotta e si traduce quotidianamente in morti evitabili, in pratiche preventive che necessariamente passano in secondo ordine con una mortalità rinviata che vedremo in futuro. Si traduce in ospedali quasi interamente dedicati alle cure per il covid e che non possono prestare la stessa attenzione di sempre ad altre patologie. Detto questo non me la sento di augurare la solita pronta guarigione ai pentiti dell'ultima ora, non sarei sincero. L'irritazione per la sequela di auguri che mi è capitato di leggere mi ha spinto a scrivere questo post. Se trovate la mia posizione sgradevole smettete di seguirmi ma la sorte di questi pentiti mi è completamente indifferente. Se guariscono bene, se non guariscono è il prezzo della loro "libertà", un prezzo che paghiamo tutti con una sanità in ginocchio e prestazioni mediche rallentate per quanti quel prezzo non l'avrebbero voluto pagare. L'unica cosa che io mi auguro sinceramente e che auguro a qualunque novax che per qualsiasi motivo mi conosca è che non sia mai a distanza del mio braccio. Ho difficoltà a fare i conti con il tempo e temo che mai li farò e immaginare cure che non possono essere rinviate che devono essere rinviate per i deliri di un corifeo della libertà con la vita degli altri mi farebbe perdere la testa.







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Il soggetto è un post dedicato a quel tennista di cui si parla tanto. Rispondendo a un utente che lo presentava come campione della libertà confondendo il concetto con abuso ponevo queste domande: Libero di fare cosa? Io vorrei essere libero di dargli una sprangata sui denti, è possibile?

La forma interrogativa è sufficiente, tra persone appena appena intelligenti, per capire che il messaggio è che è necessario porre limiti alla libertà perché non sia caos ma gli algoritmi non sono persone intelligenti e forse non sono neanche stati realizzati da persone intelligenti. Ad ogni modo fb/meta mi fa sapere che il mio profilo potrebbe subire restrizioni. Pazienza, mi consolerò rileggendo John Stuart Mill o Isaiah Berlin che se ricordo bene in qualcuno dei loro trattati sulla libertà si pongono proprio queste domande, la seconda ovviamente in chiave paradossale. 😁


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Domani inizia la nuova regola Facebook/Meta dove le tue foto possono essere usate esattamente come prima, quindi continua pure a dire cosa mangi, dove passi le vacanze, che libri leggi e tutto quello che ti piace. Verrà usato per profilarti meglio offrendoti la pubblicità giusta per te e farti rimanere nella tua fantastica bolla cognitiva. Non dimenticate che la scadenza è oggi ma se te ne dimentichi è uguale, tanto questo messaggio serve solo a vedere quanti ci cascano!!! Può essere usato nei contenziosi contro di te nel caso i tuoi buongiornissimi con caffè superino il limite della sopportazione di qualcuno con un minimo di buon gusto e un sacco di tempo e soldi da perdere. Tutto ciò che pubblicherai sarà reso pubblico da oggi - compresi i messaggi, perché lo hai deciso fin da quando hai aperto il profilo leggendo disattentamente o per niente le condizioni di contratto. Non ti costa niente di più di un semplice copia e incolla, tanto non hai niente da fare, si vede anche da qui che la tua giornata è vuota. Meglio prevenire in anticipo che intrecci legali e scuse dopo, perciò fatti una tisana, fai lunghe passeggiate e prima di fare copiaeincolla alla prima minchiata che leggi fatti una domanda, conta fino a mille mentre ci pensi e prova a darti una risposta.

NON FATE COPIA/INCOLLA


Lo ricordo come fosse ieri, ne citai un passaggio nel mio tema di maturità. Era quello a proposito dei due metri di terreno. A quell'età era prematuro sentire per intero questa canzone, sentirla dentro intendo. Diciamo che mi portavo avanti! Oggi per esempio mi è tornata in mente a proposito di quel tarlo mai sincero.

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Ci sono luoghi dove la ragione è una corda e tu, funambolo maldestro, ci cammini sopra cercando di mantenere l'equilibrio, vacillando a destra e a sinistra. Non hai paura di cadere. Eviti di farlo!


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Dei libri troppo a lungo rinviati...

"Infine, il popolo è un singolare o un plurale? L'italiano «popolo», così come francese peuple e il tedesco Volk, reggono il singolare: noi diciamo il popolo è. Ma l'inglese people significa «persone» e regge un plurale: in inglese diciamo «il popolo sono». E siccome le parole orientano il pensare, non è fortuito che «popolo» (al singolare) si presti ad essere concepito come una totalità organica, come una indivisibile volontà generale, laddove the people fa guardare ad una molteplicità discreta, a un aggregato di «ciascuno». Il singolare porta alla entificazione, il plurale la disgrega." Giovanni Sartori, La democrazia, Cosa è, 2007, p. 20.

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Il professore Angelo d'Orsi interviene dopo l'ultima uscita di Mattei con la fondazione del suo nuovo cln che a occhio e croce per quanto mi riguarda starebbe per Citrulli Liberi e Negazionisti.

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Non dico di richiamare Gramsci e la sua lezione sulla responsabilità degli intellettuali che di intellettuali se ne vedono pochi in giro e ancora meno su facebook. Lasciamo stare i santi, scomodiamo i fanti! Ricordate la frase che in un celebre film zio Ben dice a Peter Parker alias uomo-ragno? "Da un grande potere derivano grandi responsabilità". Ecco, potremmo almeno scomodare quel fante ché per molti può essere più facile identificarsi con un supereroe che leggere (e capire) Antonio Gramsci! Poche persone hanno grandi poteri e molte persone hanno pochi poteri, sa va sans dire. Se da un grande potere derivano grandi responsabilità da un piccolo potere derivano piccole responsabilità, anche questo è abbastanza ovvio ma non così ovvio da esentare chi ha poco potere da grandi responsabilità. Così sarebbe se non fosse per una asimmetria tra potere e responsabilità che risiede nella imprevedibilità degli effetti del potere e quindi delle responsabilità. Discorso difficile da sviluppare, prendetelo per buono e abbuonatemelo se vi pare. 

Tutto questo panegirico per dire che anche scrivere un banale post comporta responsabilità. Se quel post è scritto da chi, per qualsiasi motivo, è investito di una qualche credibilità (che per qualche strana transustanziazione diventa potere) allora la responsabilità diventa ancora più stringente*. Sono partito usando il termine intellettuali consapevole che è sovradimensionato ma facendo le debite proporzioni si danno tempi e luoghi in cui, per specifiche competenze, una persona viene investita, sia pure temporaneamente, del ruolo degli intellettuali di cui parlava quel gigante che ho nominato all'inizio. Allora proprio per questo la leggerezza dei post, il ricorso a espedienti retorici invece che all'argomentazione diventano imperdonabili. Imperdonabili perché possono avallare o addirittura sollecitare comportamenti dannosi. Se lui/lei che sa (!) dice così allora...

Non farò esempi specifici, diciamo che è una riflessione di massima che potrebbe essere utile avere in mente quando scriviamo un post.

PS - * stabilisco una equivalenza tra potere e seguito che nei social è tristemente ovvia.

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venerdì 31 dicembre 2021

Lasciamo scorrere...

- Lasciamo scorrere gli ultimi minuti di quest'...

- Cosa vuoi lasciare scorrere? Scorre senza il tuo permesso... 

- Sì sì, è un modo di dire.

- Un modo di dire! È un modo di pensare e un modo di vivere.

- Vogliamo aprire per gli auguri di buon anno lo stesso discorso affrontato per il buon Natale?

- No per carità, sono stanco ma se invece del politically correct parlassi del sentimentally correct e ti dicessi che anche il laico buon anno può essere insensibile?

- Non capisco.

- Ogni anno nuovo ci allontana da un qualche anno che abbiamo nel cuore e per qualcuno l'augurio è quasi una beffa.

- Gli auguri vanno accolti con lo spirito di chi li fa, non di chi li riceve e in definitiva lasciare che gli anni scorrano è proprio l'augurio che ci serve. Ogni anno lascia tracce, come l'acqua, e il nuovo anno è altra pioggia che scorre sulle stesse tracce. Auguriamoci di continuare a essere il muro su cui l'acqua scorre.

venerdì 24 dicembre 2021

Appunti per un diario odeporico

Sotto Natale è facile trovare i treni colmi, soprattutto se si ha l'imprudenza di non prenotare un posto per tempo. Quest'anno ho avuto quell'imprudenza. Restano posti in prima classe. Costano di più, un bel po' di più ma pazienza. Non rinuncio certo a ritornare al mio paese. Non è la prima volta che capita ma ogni viaggio è unico e merita qualche appunto per aiutare la memoria a venire.

Sedili in pelle, più larghi di quelli in seconda, chi viaggia in prima classe ha il culo ampio, accogliente. Ospiterebbe l'universo intero nel culo se non ci fosse quel fastidioso movimento delle galassie periferiche che si agitano...e poi nello zaino ho trovato un pocket coffee.
Offrono acqua, snack e succo di frutta. Ovvio, con quello che paghi! Non sarebbe meglio offrirli a chi viaggia con i vecchi intercity? Ho preso solo l'acqua perché l'addetto l'ha messa sul tavolino.
Dopo poco meno di due ore di viaggio abbiamo 16 minuti di ritardo, incredibile! Ritardo anche in prima classe😳 
Siamo fermi in aperta campagna, la nebbia copre un paesaggio da brughiera, gli Appennini si intravedono sullo sfondo. Sono fantasmi che si lasciano appena intuire. La voce dell'altoparlante dice che siamo fermi in un punto in cui non si può scendere dal treno. Peccato! Avrei fatto volentieri una passeggiata nella nebbia che comincia a diradare.
Siamo ripartiti, il treno va spedito e il ritardo è sceso di tre minuti. In seconda classe saranno sicuramente fermi a sedici minuti di ritardo. Dagli altoparlanti parte una versione al piano di resta cu me di Modugno, bella interpretazione ma il volume non è per niente gradevole e, diciamolo pure, la qualità del suono non è proprio da Hi-fi. Non lo avrei mai detto. Gli addetti corrono per spegnere la diavoleria elettronica ma per dieci minuti abbondanti il suono gracchiante resiste con l'aggiunta dell'intermittenza di musica e silenzio, segno della strenua resistenza che il guasto oppone ai solerti operatori che lottano al limite delle loro forze per riportare la quiete nel convoglio... 
È tornata la pace, possiamo tornare ad ascoltare le suonerie dei cellulari e le notifiche di messaggi!
Il ritardo è stato completamente recuperato nella mia carrozza.
Sono arrivato a Lecce in orario, le carrozze della seconda classe saranno sicuramente nei paraggi di Monopoli.
Auguri di buone feste. Auguriamoci che un Natale dopo l'altro anche le carrozze della seconda classe arrivino in orario.

giovedì 9 dicembre 2021

Deliri e imitatio

Ho ingaggiato una guerra chimica per sfuggire un dolore e prigioniero sono stato scaraventato in un girone di deliri ammantati di mille notti, non serve dormire con i chiodi conficcati nelle unghie, basta voltarsi per riaddormentarsi un secondo dopo l'altro, dissezionati ognuno, come animale macellato che ancora vivo sgocciola lento sangue altrui. In famiglia ci piace ricordare ma non ci basta evocare immagini, muoviamo tempeste della carne che vuole essere altra carne. Ho dormito in un letto di spine per somigliare a mia madre in una goccia di sangue, ho arrampicato pietraie taglienti e infuocate per svegliarmi con il fegato provato di anni in una notte di imitatio Christi. Il delirio più difficile è convincere mia madre che non è stata colpa sua.
 

sabato 4 dicembre 2021

La stazione

Dalla pensilina cadono gocce d'acqua sulla banchina dei treni, cadono lente, senza impazienza. Sembra quasi che oppongano resistenza alla caduta e staccandosi dall'ultimo lembo della tettoia ogni goccia si allunga, come voltandosi indietro,  per aggrapparsi al filo d'acqua che a malincuore cede alle forze fisiche che lo costringono alla forma destinata alla caduta. Quattro ragazze di cinquant'anni, allegre e ignare dello stillicidio alle loro spalle, a turno immortalano in un selfie i loro sorrisi coperti dalle mascherine e verificano quale sia venuto meglio per ripetere l'operazione con la naturale finzione della prima volta. Il sole si infila a stento lungo i binari tra un treno che arriva e un altro che parte. L'ultima stella ha lasciato da più di un'ora la scena con l'illusione di essere qui e adesso, proprio mentre la guardo, e invece è viva perché la sua luce ha percorso distanze siderali con un ritardo che nell'impasto della notte piega il passato sul presente. Questa vertigine fa presto a diventare delirio. Potessi fuggire lontano da una stella a velocità inimmaginabili la farebbe vivere in eterno? È questa l'eternità? Una inarrestabile fuga alla velocità della luce. Perdiamo le stelle a cui siamo troppo vicini, quelle stelle da cui non è  possibile allontanarsi. Sapessi farlo, forse...

Il mio treno è sui binari, si prepara a percorrere distanze meno siderali da un passato a un presente che non possono separarsi, come le gocce che non vogliono cadere dalla pensilina.

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