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martedì 11 agosto 2026

Destra, sinistra e altro

Perché la destra populista cerca numi a sinistra, come Guccini o De Andrè (più anarchici e libertari che di sinistra, ma la destra non capisce la differenza e forse neanche la sinistra). 

Il nucleo culturale del pensiero di destra, quello vero, è l'individuo, la sua incoercibile libertà. Un individuo che spesso rischia di scontare la scarsa elaborazione dell'istanza sociale. La situazione diametralmente opposta è osservabile per il pensiero di sinistra, quello vero.

Gli intellettuali solitamente sono il ponte che farebbe tanto bene percorrere alla destra, quella vera, e alla sinistra, quella vera.

La destra populista non appartiene a nessuno dei due scenari. Purtroppo la destra populista è la degenerazione di umori maturati nella sinistra. La biografia di Mussolini è la rappresentazione storica di questa degenerazione. Non è politica, è una patologia prepolitica. È prepotenza che vuole occupare il terreno politico. 

La destra populista abusa del termine destra, se ne appropria ma non le appartiene più di quanto non le appartenga il termine sinistra. Si colloca fuori dalla diade destra-sinistra e spesso anche fuori dal contesto civile, ma memore dell'origine della sua degenerazione va usurpando qua e là istanze sociali (poveretti, le confondono con il loro populismo) sostenute da intellettuali che sarebbero inorriditi dalle untuose attenzioni di personaggi senza caratura politica e morale.

venerdì 1 maggio 2026

Buon 1° maggio Angela

Il 26 gennaio 1955 Piero Calamandrei, nel celebre Discorso sulla Costituzione agli studenti milanesi, raccontò la storia di due passeggeri su un bastimento: è notte fonda, il mare è in tempesta, uno corre a svegliare l'altro perché la nave sta affondando. L'altro risponde: "Che me ne importa, non è mica mio il bastimento!". 

Ricordo spesso questo apologo, l'ho ricordato in questi giorni, leggendo i tanti commenti livorosi nei confronti degli attivisti della global sumud flotilla, sequestrati dai militari israeliani in una operazione di pirateria. 

Molti dei commentatori rabbiosi di questi giorni riderebbero dell'indifferenza del personaggio del racconto di Calamandrei, eppure sono proprio come lui. In un mondo in tempesta si girano dall'altra parte, preferiscono non guardare. Si dicono i "normali", invece sono i "grigi", come diceva Primo Levi. Sono gli indifferenti che Gramsci odiava, e io con lui. Quelli che, in cattività, riversano la loro cattiveria su chi vivendo la propria vita mostra loro la gabbia in cui vivono. In cui viviamo tutti, forse.

Il veleno che hanno riversato in rete fa male, soprattutto se riversato su chi ami. "Andate a lavorare" è quanto di più riferibile ricorre in quei commenti, sotteso che si tratti di nullafacenti. Ebbene, oggi il mio buon 1° maggio è per te Angela, perché quello che fai è lavoro. Un lavoro che gran parte di noi, me compreso, può capire solo con la testa, ma per farlo serve essere investiti da una vera e propria vocazione, un fuoco sacro. Ti sei laureata in Scienze Politiche, hai un master in criminologia, hai tutto quello che serve per trovare il lavoro che desidera per te chi ti ama e, a differenza dei cani rabbiosi della rete, sa che non sei nullafacente. Hai scelto di dare tutto il tuo impegno per aiutare gli ultimi, ti spendi per l'integrazione, l'uguaglianza e la giustizia sociale. Con questo spirito ti sei unita alla Global Sumud Flotilla. 

Buon 1° maggio Angela, torna presto ❤️

sabato 25 aprile 2026

W l'Italia liberata

Buon 25 aprile, giorno della liberazione dalla dittatura nazifascista. 🌹

Oggi si celebra la resistenza partigiana, che ha contribuito in maniera decisiva alla liberazione di questo Paese dai criminali di guerra nazisti e dai criminali di guerra della repubblica di Salò. Gli stessi criminali, che amnistiati da un governo democratico, hanno continuato a inoculare il loro veleno nel corpo di questa Nazione, fino a portare i loro nipoti a ricoprire ruoli centrali nelle istituzioni. Il loro intento è scardinare l'apparato democratico dall'interno. Inutile lasciarsi andare a proclami di ingenua fiducia, senza la costante resistenza di chi sente viva la costituzione antifascista ci riusciranno. 

W l'Italia liberata 🇮🇹

venerdì 24 aprile 2026

Il nome giusto delle cose

“Rifarei omaggio ai partigiani e ai caduti di Salò", questo ha detto il signor La Russa. A me piace chiamare le cose con il loro nome. I caduti di Salò sono stati criminali di guerra. Caduti o meno, da quelle file arrivavano i delinquenti che hanno collaborato con i nazisti per le stragi di Sant'Anna di Stazzema, Marzabotto, Fosse ardeatine, le stragi di Padule di Fucecchio e altre. Stragi con migliaia di morti civili, compiute con il supporto attivo o la complicità di formazioni fasciste repubblichine, quei "caduti di Salò" che omaggerà domani il signor La Russa. Io non so voi come definite uno che omaggia dei criminali di guerra, caduti o meno. Io ritengo doveroso chiamare le cose con il loro nome. Questo vale anche per uno che omaggia criminali di guerra.

domenica 5 aprile 2026

Raso terra

Credo quia absurdum, credo perché assurdo. È la celebre frase attribuita a Tertulliano, riferita all'inafferrabilità logica della fede e della resurrezione, in particolare. Ma è davvero così inafferrabile la resurrezione? 

L'evento materiale può rimanere inafferrabile alla ragione, ma questa inafferrabilità è irrilevante a fronte della necessità antropologica della resurrezione. È questa necessità che rende la resurrezione qualcosa di umano. La resurrezione del divino è un fatto squisitamente umano. Meschinamente umano, direi. La storia delle religioni ne è piena. Il cristianesimo non ha alcun primato su questo terreno. Lascio alle menti eccelse come quella di Kierkegaard i voli sublimi sulle ali di un concetto tanto ricco. Io resto qui, raso terra, e penso con sgomento a quanto di consolatorio e assolutorio c'è nella resurrezione. E penso che i bambini di Gaza non torneranno mai più, penso che nessuna vittima di nessuna guerra tornerà e che non c'è resurrezione che possa alleviare colpe e silenzi. Resto qui, raso terra, a pensare che neanche Cristo sarebbe voluto risorgere in un mondo che si serve della resurrezione per sconfiggere quella morte che dà con tanta libertà. Resto qui, raso terra, a pensare che la morte non è affatto sconfitta quando trova così tanto grano da mietere.

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