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lunedì 4 settembre 2023

Itinerario salentino et al

 Qui si comincia dalla pietra!

Il sublime ha strade insospettabili.


A due passi dall'abisso.

 

I chiodi nei muri sono come i fusi del tombolo. Chi ricorda questa antica tecnica del ricamo? Le ricordo le donne sedute d'estate sulla soglia di casa a prendere il fresco intrecciando fili tra le dita che si passavano i fusi con il virtuosismo di Aracne e la responsabilità di Lachesi. Così i chiodi hanno fili invisibili e mani ignare del disegno li tolgono, li infiggono, intreccio da muro a muro, lento, con la pazienza di chi non sa cosa sia il tempo e lo lascia andare come si lascia andare un passante sconosciuto che si incrocia per strada. Non sappiamo chi sia ma dopo averlo incrociato non possiamo più toglierci dalla testa il chiodo fisso che lui ci conosca.
Ci sono chiodi cui è appesa una vita, anche quando la dicono finita.

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Vengono da lontano,
svegli di buon mattino,
salutano l'alba e la tramontana
che ancora dorme,
negli occhi hanno il mare,
in una mano smeraldi
da sciogliere nell'acqua
nell'altra polvere d'oro
da spargere nei campi.
Che il mare sia cristallo
e il grano zaffiro,
cuori di rubino
battono le ore
al ritmo dell'inganno
che continua a essere vero.


"Guardala, stasera è tra Ugento e Felline, non è tanto lontana. Una di queste sere dobbiamo andarci, non ci metteremo tanto." 

 

Si prevedono geometrie euclidee e temporali sparsi.


Nel mio paese la controra dura a lungo, il tempo è sospeso su una fune e le strade sono vuote, così sembrano a occhi distratti. Lo diresti disabitato non fosse per pochi anziani seduti al bar. Qualcuno si sofferma sugli annunci per informarsi degli ultimi saluti. Si gira per le strade pensando al povero diavolo che ci sta sognando, un po' temendo il suo risveglio.

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Il primo mojito di (e con) papà... non ha prezzo! 💞

Due tipologie di persone che non sopportano Barbie: quelli che sanno che una mela selvatica con un bruco è una mela buona da mangiare (evitando il bruco) e quelli che hanno dimenticato l'esistenza delle mele selvatiche e fanno finta di ricordarle.
Il resto quando vedrò il film, se lo vedrò. 😊

Due tipologie di persone a cui piace Barbie: quelli che hanno capito quali sono le tipologie di persone che non la sopportano (vedi post precedente) e quelli che non riescono proprio a capirlo.
Il resto quando vedrò il film, se lo vedrò. 🤗
 
 
Tutti vi ricordo,
tra le zolle di terra rossa
e gli spicchi di limone.
Siamo rimasti pochi a gustare
il sapore acido dei limoni,
memoria aspra che corrode i denti.
Tutti vi ricordo,
ognuno con una teca tra le mani,
gemme nella brace di San Lorenzo
perché il martirio sia vero.
A tavola dividiamo parole di pane
e di parti prematuri
dopo anni di gestazione.
Un filo di fumo, cresima contadina
di doverosi matrimoni e lividi negati,
unge il viso di lacrime non piante.
Salgono voci da sorgenti sepolte
nella terra che si fa succo di limone.

“Una delle stragi (nazifasciste) più sanguinose della Seconda guerra mondiale (i cui responsabili, va ricordato, non furono solo nazisti, furono anche quei connazionali che per vent'anni avevano instaurato e servito la dittatura fascista al seguito di Benito Mussolini). Una pagina vergognosa della nostra storia (, tragico e prevedibile epilogo di una scellerata alleanza tra regimi liberticidi e violenti,) che tutti gli italiani ricordano con lo stesso dolore e la stessa esecrazione. Onorare la memoria di quei bambini, di quelle donne e di quegli uomini (, riconoscere la connivenza fascista e antipatriottica di quella tragedia) è un nostro dovere affinché tali tragedie non si ripetano in futuro”. Il presidente del Senato della Repubblica, Ignazio Benito La Russa, in occasione del 79° anniversario dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema. (Tra parentesi integrazioni mie.)


I titoli di questa estate apriranno un nuovo filone del porno!

Il bello delle mie passeggiate campestri è che torno sempre con le gambe gri(a)ffate e un Magritte buttato lì per caso lo trovo sempre. #salentonocost
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Erano nascosti tra gli alberi d'ulivo, profumavano di capperi e uva. Sono rimasti scoperti come croste sulle ginocchia sbucciate tra i colori d'autunno che autunno non è. È terra rossa di ferro e di fuoco, è madre di figli che non dovevano nascere, cuore spinoso di fichidindia. Guardalo questo Salento, guarda questa terra bruciata, guardala dai miei occhi. Non fidarti di depliant e carta patinata, sono conati di pizzica e tamburello per un ragno che non vive più qui. Se vuoi veramente sentire questa terra devi provare una vertigine di fronte alla morente bellezza di un Galata fatto di pietre, di tempo, di nuvole. È questo il morso del ragno che ancora abita da queste parti. Chi viene morso non si illuda, la danza che un tempo curava oggi non serve più.
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#salento di pomodori ad asciugare al sole, tappeto rosso sulla battigia multicolore.

 
Il richiamo della cupeta, di Jack Salenton 🤗

 

Quest'anno in Salento non c'era un posto dove starsene in pace!
Seguitemi per altri consigli.


Non sono a Dover 🤗 #salento (Falesia di Sant'Andrea, Melendugno)

 

Si vede che ha lo sguardo sveglio dell'intellettuale di destra. 🥴

Qui è così, si va come pendoli spinti da scirocco e tramontana, si oscilla tra ionio e adriatico negandoci perdono e sosta perché il cuore non si fermi a metà strada, tra un'alba e un tramonto. Grazie a #RenataFonte perché per lei questo gioiello è area protetta, la mafia locale l'avrebbe edificato, l'hanno uccisa ma il suo porto è rimasto selvaggio. È doloroso non vedere qui tra i tanti cartelli lungo i viali della pineta qualcuno con il suo volto, la sua storia. Questo è un sacrario ma non tutti lo sanno.

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- Sentinella, cosa fai lassù?
- Sono di vedetta per scorgere l'arrivo degli invasori.
- Non ci sono più invasori.
- Sbagli figliolo. Da secoli non arrivano più dal mare. Nascono qui, parlano la mia e la tua lingua ma non mi vedono, non sanno più dirmi nulla.
- Cosa fai quando li vedi arrivare?
- Nulla possono più le mie armi. A nulla servirebbe il mio grido di allarme. Non ci sono più soldati che risponderebbero alla chiamata.
- Ma allora come sarà possibile fermare l'invasione?
- La loro stessa invasione basterebbe a fermarli. Le buste di rifiuti lungo le strade, gli oggetti gettati nelle campagne, la plastica ovunque. Tutto questo potrebbe bastare a sconfiggere l'orda.
- Sentinella, si fermeranno?
- Ho conosciuto i saraceni, li ho combattuti, sapevo prevedere quanto sarebbe durata una battaglia, quale sarebbe stato l'esito perché noi e i saraceni conoscevamo la differenza tra la vittoria e la sconfitta. I nuovi saraceni ignorano la differenza. Per loro c'è solo una vittoria ottusa per cui non sapranno riconoscere la sconfitta neanche se la vedranno.
- Tu da qui la vedi?
- Questo luogo è rifugio di serpi e fichidindia. Ai tuoi passi volano via i colombi che qui hanno il nido. Il nostro incontro non è che un alito di vento che soffia dal mare. Da qui si vede tutto.

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Poi ci sono loro, i santi sbiaditi in una diruta chiesa di una masseria in rovina che non sono testimoni del passato ma tristi profeti senza voce. Intorno hanno quello che resta degli antichi dèi che qui regnavano. 

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Il miracolo di oggi è la signora dei pasticciotti. Prenotati ieri sera, ritirati stamattina. Sul biglietto aveva scritto: 3 pasticciotti x Rosalba 🌹 

 

A palazzo Risolo di Specchia è in corso una personale di Annalisa Scarcia. Diverse le forme espressive, non tutte entusiasmanti. A mio avviso tra le più riuscite la fotografia, tra queste un fedele ritratto del Salento.

 

Doveva essere il palo a reggere il filo, invece... perdersi nella foresta di simboli è un gioco mortale.

 

Eppure mi tocca invidiare chi non vede la lebbra che consuma questa pietra, una lebbra che si porta dentro da quando era in mare, polvere intorno ai vermi che anche da morti avrebbero morso quel pane giallo di millenni (Cattedrale di Otranto).

 

Ci sono luoghi la cui potenza metaforica non consente parole di presentazione. A Patù cripta basiliana di Sant'Elia (XII-XIII secolo) all'ombra di uno stabilimento industriale ormai dismesso.

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Me ne andavo Soleto Soleto per le viuzze...

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La libertà è una cosa bellissima. Uno è persino libero di non capire un cazzo di agricoltura, alimentazione e spesa alimentare senza neanche essere ministro dell'agricoltura! #intelligenzaQIzero 


E il cielo si riversò nel mare perché era stanco di starsene solo lassù, le acque lo chiamavano con voce di sirena e scintille di luce liquida. Vieni, diceva il mare, il tempo di un abbraccio, poi il sole, geloso amante di entrambi, ci dividerà.

 

A Carpignano salentino si passa in pochi metri da una cripta bizantina del X secolo (cripta di Santa Cristina) a una cripta della civiltà dell'olio. Nella prima cripta ci sono affreschi datati fino al 959 e con testimonianze precedenti, alcuni esempi rari e unici nel bacino mediterraneo. Niente foto, imparate a godere con gli occhi, non tutto si può fotografare. Nella seconda cripta un trappitu, ovvero un frantoio ipogeo, dove una guida d'eccezione fa rivivere le fasi di lavorazione dell'olio che dal Salento partiva, tra le altre destinazioni, per alimentare le lucerne d'Europa e con un pensiero neanche troppo azzardato è facile pensare che alcune delle pagine immortali dell'illuminismo siano state scritte sotto la luce figlia dell'olio spremuto dalle bestemmie contadine della mia terra.

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A Serrano il custode del tempo se ne prende cura, il meccanismo è sempre quello dal 1881. Un grazie enorme a Lucia Russo per una giornata particolare di visite e momenti davvero speciali.

foto e video

 

Chi mangia le nostre resta soddisfatto e ne vorrebbe ancora, chi si sta ingozzando di quelle di Georgy & Salvy le vomiterà con gli interessi, salvo i morti di fame zeppi di soldi e quelli contenti di farsi raggirare.


 

Lo sa il cielo, meglio sarebbe lo sapessimo noi, quanta strada abbiamo da fare in Salento ma certamente il nostro modello non è quello di chi costruisce un divertimentificio attrezzato sulle coste per distrarre lo sguardo dei turisti dal mare.

 

E poi c'è lei, la perla barocca, dove il barocco si chiama così per provincialismo, per imitare quello che sta avvenendo o è già avvenuto a Roma. Non fosse per questa provinciale imitazione qui si sarebbe coniato un altro nome per quello stile nato dall'horror vacui, come scrisse Vittorio Bodini. Qui come in Sicilia orientale l'architettura barocca non è movimento, scenografia, spettacolo. Non solo. Qui è anche e soprattutto una invocazione, quasi una bestemmia: ehi tu, guarda cosa facciamo per te e tu cosa fai lassù? 

foto e video


Farsi prestare le parole dal mare non è gioco da ragazzi, tocca avere vene robuste per tenere insieme tutto quel vento che soffia dagli occhi. 


 

È davvero un peccato che la Terra sia piatta! Non fosse per il vento che spinge l'acqua a riva cadrebbe tutta dall'altra parte e il mare si svuoterebbe. 🥴

E non si pensi che si tratta di un miracolato. No, è uno che formando una famiglia tradizionale in relazione extraconiugale con il presidente del consiglio è "incorso in determinate problematiche" come quella di ritrovarsi opinionista senza gli strumenti per formulare opinioni. Del resto se eviti di ubriacarti di popolarità di riflesso eviti anche di considerarti un giornalista. 

 

Dulcis in fundo. E dopo questo che altro fare se non portarsi tutto negli occhi? Nella prima foto, sullo sfondo torre Ospina a Racale, poca distanza da dove sono nato e cresciuto, in primo piano un dolmen. Tra i tre lastroni laterali un menhir adagiato. Non posso escludere che i nonni dei miei nonni dei miei nonni... dei miei nonni... dei miei nonni abbiano toccato queste pietre. Farlo dà i brividi, si scende in un abisso di tempo e risalire non è facile. E poi non sono nemmeno così sicuro che prima ci sia una discesa e dopo una risalita, forse è il rovescio. Alle spalle del dolmen c'è il lastrone superiore, chissà quando è stato rimosso, chissà da chi e chissà perché è su quella lastra di ferro. Spero prima o poi non sparisca da qui per andare in qualche villa di campagna! 



 

Qualche suggerimento per Giambruni in fiore:
1. Se eviti di uscire di casa eviti anche che i ladri te la svaligino.
2. Se eviti di dare retta ai truffatori eviti anche di essere truffato.
3. Se eviti di votare sparaballe eviti anche che al governo ci vadano bugiardi incalliti.
4. Se eviti di guidare eviti anche di fare incidenti.
5. Se eviti di immergerti in mare eviti anche di annegare.
6. Se eviti di bere acqua eviti anche di pisciare.
6. Se eviti di .... eviti anche ...
Dai anche tu un suggerimento al Giambruno senza idee.


Tra le divinità più antiche della mitologia romana ci sono Abeona e Adeona, dee protettrici della partenza e del ritorno. Dei figli in particolare, da e verso la casa dei genitori. Da tempo le dee non ricevono più invocazioni. Solo il mare, con le sue onde, continua a rivolgere loro insistenti, costanti preghiere d'acqua. I figli del mare ascoltano a malincuore il canto, per non morire fanno finta che siano solo onde e vento.

sabato 11 settembre 2021

Partenze

Quando ancora si poteva entrare nelle stazioni ferroviarie delle grandi città senza avere un biglietto, l'uomo andava ogni giorno in stazione per prendere il treno. Si svegliava presto, metteva l'abito buono e faceva la poca strada che separava la sua piccola casa da quello che certamente sarebbe stato il suo treno. In stazione tutti conoscevano quell'uomo strano che ogni mattina cercava il binario da cui sarebbe partito il treno che lo avrebbe portato chissà dove. Nessuno lo sapeva, forse neanche lui.

L'uomo esaminava i binari con meticolosità pignola. Faceva correre lo sguardo sulla superficie di ferro per capire dalla lucentezza se si trattasse di binari utilizzati frequentemente o arrugginiti e ormai in disuso. Dopo averli passati tutti in rassegna andava via. Ogni giorno la stessa scena. Tornava a casa senza avere trovato il suo treno e nessuno sapeva dire se questo lo rendesse più afflitto o sollevato. Nessuno riusciva a leggere l'espressione del suo volto quando lasciava la stazione ma sapevano che avrebbero rivisto quell'uomo il mattino dopo.

Passarono molti giorni prima che gli inservienti della stazione di accorgessero che l'uomo che ogni giorno cercava il suo treno non si faceva più vedere. In stazione si accedeva ormai con il biglietto e quell'uomo non ne aveva. Forse era stato fermato dalla vigilanza all'ingresso, forse aveva cercato un'altra stazione da cui sarebbe partito il suo treno.

martedì 7 settembre 2021

Salentiade d'agosto et al

Linee. Ignoto. Tate Gallery di Melissano, 2021.



Un giorno non avremo altro da bruciare e non avremo nessuno a cui dirlo. Saremo cenere e fumo e nessun vento ci passerà vicino.

lunedì 31 agosto 2020

Agostiade

Dalle nostre camicie lacere sorge la luna e negli anfratti delle pietre riposano le nostre ombre. "Se e quando moriremo, ma la cosa è insicura" portatemi qui dove tra pietra e pietra ho lasciato le mie impronte.

A pochi passi dalla masseria Cucuruzza a Melissano.

 

Il Salento è terra di numi e creature mitologiche. La gran parte non si fa fotografare ma oggi il peruvo me lo ha concesso.

mercoledì 15 novembre 2017

Dolorose partenze

Noi salentini siamo viaggiatori riluttanti. Ogni partenza è un trauma natale che tocca pur attraversare! Nelle famiglie i racconti di viaggi sono spesso accompagnati da ricordi di povertà e di terre lontane e più generose da coltivare. Trasferte brevi che duravano una stagione, eppure dolorose da lasciare tracce nella memoria delle generazioni a venire, oppure trasferte dalla durata infinita, mai definitive, perché insieme alla partenza si accarezzava come il più amato dei figli l’idea del ritorno. Da queste terre si parte malvolentieri e si ritorna sempre. La storia del Salento, come di tanto Sud, non è storia di partenze ma di continui ritorni. Ogni viaggio è un viaggio iniziatico, un rito di ingresso in un nuovo mondo che ha come punto di arrivo esattamente il punto di partenza. E’ naturale che ogni iniziazione costi sacrificio e sudore, non solo dell’anima. E’ la stessa terra a chiedere un pegno di dolore, come tributo per il viaggio da intraprendere.

Prendiamo la stazione ferroviaria di Lecce per esempio, perché ogni partenza che meriti dignità di viaggio iniziatico si fa in treno, non sono ammessi altri mezzi di trasporto. La stazione di Lecce è un luogo concepito per rendere dolorosa la partenza, “ché a tacer tanto duolo è cosa dura, e poco ha doglia chi, dolendo, tace.” Quando si parte da questa stazione il distacco diventa lancinante anche perché le ferite dell’anima sono spesso sovrastate dalla fatica del corpo e resta nella memoria una feroce incertezza se faccia più male il cuore per essere dovuto partire o per aver dovuto prendere il treno per partire. Se la sventura vuole che il treno da prendere parta da un binario diverso dal primo, che si incontra appena dopo l’ingresso alla stazione, allora tocca fare una doppia rampa di scale per scendere nel corridoio sotterraneo e una per risalire al binario desiderato.

Alla stazione di Lecce le barriere architettoniche hanno la precisa e impeccabile funzione di rendere la partenza un evento più che mai doloroso. Niente scale mobili, nessun ascensore né carrelli elevatori. Ogni dettaglio concorre a rendere il distacco dalla propria terra un evento scioccante che lascia segni indelebili nello spirito e nel fisico non solo del viaggiatore ma anche dei parenti più stretti che lo avranno accompagnato alla stazione per gli immancabili saluti alla partenza e se la buona sorte ha voluto che gli amati parenti siano in età avanzata arrivano al binario addolorati per la partenza del caro congiunto e sfiatati per le amare scale che hanno dovuto percorrere di corsa. Non è uno scherzo riaversi dal trauma del distacco quando si parte dalla stazione di Lecce. E se i viaggiatori sono anziani, disabili o famiglie con passeggini, prendere il treno diventa soggetto per epiche narrazioni di erculee fatiche che si tramandano di padre in figlio per almeno sette generazioni. Un dolore incancellabile nella storia familiare anche perché quando parte un salentino, insieme a lui si muovono generi alimentari di lunga tradizione: vino, marmellate, pomodori e fichi secchi, tutto rigorosamente fatto in casa e accuratamente disposto in comode scatole di cartone approntate alla bisogna. E' uno strazio di inaudita crudeltà non poter portare con sé vettovaglie di sopravvivenza per gli ostacoli da attraversare prima di arrivare al treno. E' come se la stessa terra si opponesse all'esodo dei suoi prodotti e con essi a quello del viaggiatore. E' un'esperienza che chiede tempra, altrimenti che viaggio iniziatico sarebbe?

Alla stazione di Lecce tutto è pensato per il viaggiatore giovane, forte e in buona salute o per il viaggiatore perfetto, quello che viaggia leggero, ma noi salentini qualcosa da casa dobbiamo portarla con noi ed è facile che le nostre valigie si appesantiscano di sapori, odori e voci che ci portiamo dietro, insieme alla fatica che ci costa partire.

Matilde Surano e Antonio Caputo.

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domenica 15 ottobre 2017

TERRE!

Ho il piacere di presentare un progetto di grande respiro curato dall'amica Anna Chiara Anselmi, un progetto dedicato alle terre e alle molteplici voci che dalle terre sorgono e insorgono. Un lavoro polifonico che vedrà impegnati decine di artisti per un anno. Un viaggio nelle terre da pregare e in quelle da bestemmiare, una lunga cantica che comincerà sabato prossimo per (non) concludersi a luglio 2018.

Clicca sull'immagine per ingrandire. Contatto fb 
https://www.facebook.com/graficacampioli/
***

Associazione Culturale Grafica Campioli

PROGETTO “TERRE!”

Volumi I-III (ottobre 2017-gennaio 2018)

A cura di Anna Chiara Anselmi Martina Dollase Valentina Montano

Terre a cui approdare dopo viaggi improbabili, terre da salvare o da lasciar bruciare, terre da assetare o dissetare, da cui tornare e dalle quali partire…Terre, ora che prendersene cura è l’unica possibilità che ci rimane…Più che un progetto un anno insieme, un anno per discutere, pensare, partecipare o semplicemente stare a guardare, ma stare. Un anno insieme a quanti ci seguono da quasi 40 anni e insieme a tutti quelli che a questa Terra vogliono restare ancorati eppure in movimento… Mostre d’arte, intervallate da incontri, lezioni ed eventi che si svolgeranno da ottobre a luglio nella sede della Grafica Campioli e non solo, che verranno pubblicizzate periodicamente e a step, ma, soprattutto, che verranno realizzate grazie alla disponibilità di persone che hanno deciso di donarci il loro contributo, il loro tempo o di regalare a tutti la propria arte ed il proprio pensiero.

Ottobre. TERRE Volume I: “Terre a cui approdare”
  • Sabato 21 ottobre dalle ore 17 in poi, Grafica Campioli in collaborazione con Foto Garage e Programma Integra: inaugurazione su due sedi della mostra “MI RICONOSCO, ME RECONOZCO”: fotografia e arte digitale di Judith America e Marco Valencia. Le loro opere ci parlano di incontro: l’incontro tra culture, popoli, persone diverse e che, a prescindere dalla provenienza geografica, dal background culturale, ecc., ci permettono di conoscere e riconoscere noi stessi. Si inizia alle ore 17 presso la sede di Foto Garage (via XXIV Maggio n.30, Monterotondo), per poi proseguire dalle ore 18,30 in poi alla Grafica Campioli (via V. Bellini n.46). A conclusione della serata, lettura di brani letterari e intervento musicale.

    Foto Garage è una nuova realtà sul territorio di Monterotondo, un’associazione autofinanziata di promozione sociale, che mira alla diffusione dell’interesse per la fotografia e il fotogiornalismo attraverso molteplici iniziative culturali. Foto Garage nasce da un’idea da Danilo Garcia di Meo, specializzato in Grafica e Fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Roma.

    Programma Integra è una società cooperativa sociale integrata, il cui scopo è attivare e sostenere i processi di integrazione sociale di migranti e rifugiati. All’interno del Programma, Laura Antonini - area Progettazione e Comunicazione - attrice di prosa e cantante, è responsabile dell’ideazione della mostra. 


  • Domenica 22 ottobre ore 17, Roma, Ara Pacis (appuntamento mezz’ora prima e prenotazione in sede, tel. 069064456). Sul tema delle terre fluttuanti, lontane da raggiungere anche solo con la fantasia: Visita guidata alla mostra “HOKUSAI. Sulle orme del maestro della Grande Onda”. Per costi, prenotazioni e appuntamento consultare il programma delle visite guidate della Grafica Campioli, dove sono incluse anche ulteriori date (tel. 069064456).

Novembre-Dicembre. TERRE Volume II:

"Terre da coltivare, terre oggetto di culto"
  • Sabato 25 novembre, sede della Grafica Campioli: inaugurazione della mostra “Mitologico-racconti di Terra” opere di Alero (Alessandro Rossi Giovannini). Dal caos venne fuori Gea la madre terra, la Dea primordiale, la materia originaria da cui prendono vita tutte le cose.Gea è il simbolo dell'importanza della terra nelle civiltà agricole antiche, ma anche del ruolo della donna nel procreare ed allevare i figli. E’ il significato ancestrale della mitologia il legame che unisce il lavoro di Alero al Progetto TERRE, e non è che l’inizio di un viaggio che fa dei nostri culti primordiali, i nostri miti più antichi, la stella polare che guida verso nord… Essendo i materiali usati dall’artista deperibili, la storia raccontata cambia continuamente, ma in maniera impercettibile: la terra e la cera usati come base nel dipinto tenderanno in decine di anni a perdere dei piccolissimi pezzi, cambiare tonalità o altro, fino probabilmente ad offuscare o reagire in modi che non è possibile prevedere. Eracle, i Ciclopi, il Minotauro, Narciso diventeranno altro, ma nel frattempo avranno messo radici profonde dentro ognuno di noi…
  • Venerdi 1 dicembre ore 21, sede della Grafica Campioli. La terra più lontana e inaccessibile, incontaminata e sublime, difficile da raggiungere e quasi impossibile da vivere. "La terra al sud del mondo”: il racconto di un percorso per gli occhi e per lo spirito… l’Antartide di Vincenzo Romano e Alberto Salvati.
  • Domenica 3 dicembre ore 11,40, Roma, Vittoriano (appuntamento mezz’ora prima e prenotazione in sede, tel. 069064456). Sul tema della terra che dà fiori e che grazie al colore crea magie: visita guidata alla mostra “MONET”. Per costi, prenotazioni e appuntamento consultare il programma delle visite guidate della Grafica Campioli, dove sono incluse anche ulteriori date.
  • Dicembre/gennaio orario e data da stabilire, sede della Grafica Campioli: "Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d'arte che si possa desiderare" (Andy Warhol): Letture scelte per bambini e ragazzi dedicate al tema della terra e laboratori a tema, a cura della Libreria CARTACANTA, il luogo dove i libri riprendono vita.

Gennaio. TERRE Volume III: “Terre da raccontare”
  • Sabato 13 gennaio ore 18 in poi, sede della Grafica Campioli: inaugurazione della mostra “Totem degli Appennini: i giorni dell’Omega”. Antologica di Emilio Anselmi MITIA. Il racconto di un artista che costruisce totem lasciando segni vitali ed impronte che sono un omaggio agli Indiani d’America, ma che hanno un’origine lontana sull’Appennino emiliano…

  • Domenica 14 gennaio ore 11,20, Roma, Scuderie del Quirinale (appuntamento mezz’ora prima e prenotazione in sede, tel. 069064456). Il racconto della vita e dell’opera di un artista che ha riscoperto il mondo guardandolo in modo “primitivo” e che alla terra d’Italia ha dedicato una svolta importante nel proprio percorso stilistico. Visita guidata alla mostra “PICASSO. Tra Cubismo e Neoclassicismo 1915-1925”. Per costi, prenotazioni e appuntamento consultare il programma delle visite guidate della Grafica Campioli, dove sono incluse anche ulteriori date.
  • Domenica 21 gennaio ore Intera giornata: Roma. Visita guidata dedicata all’arte dei Primitivi, fonte di ispirazione perché figli fedeli della Terra: dal Museo Pigorini (Sezione Africa e Oceania) ci sposteremo alla GNAM (Galleria Nazionale Arte Moderna) per scoprire l’influsso delle civiltà cosiddette “primitive” sulle correnti artistiche contemporanee. Prima visita ore 11, seconda visita ore 15,30 (appuntamento mezz’ora prima e prenotazione in sede, tel. 069064456). Per costi, prenotazioni e appuntamento consultare il programma delle visite guidate della Grafica Campioli.

    TERRE continua… 
    …da febbraio a luglio 2018 sette Volumi per nuovi appuntamenti, ancora tante voci e tanto spazio da riempire.

sabato 2 settembre 2017

Partenze

Dove le partenze sono un mestiere abbiamo le stazioni ferroviarie vicino al campo santo. Da questi paesi si parte soltanto e si ritorna sempre.


lunedì 24 luglio 2017

Lunghi viaggi a due passi da casa

Il Quarticciolo è tra i quartieri di Roma che amo di più. A pochi passi da casa ma ogni volta che passeggio tra i suoi palazzi percorro distanze infinite. Mi piacciono i suoi viali coperti di foglie, i muri incrostati, le finestre aperte e i panni stesi. Mi piace la sua storia, la sua gente.


I palazzi sono navi alla fonda e sui fianchi sventolano bandiere di mille colori.




I bambini giocano protetti da un cortile, vigilati da sentinelle silenziose affacciate alla finestra.


Tra le giostre i bambini si rincorrono ignari del triste commercio poco distante, sotto lo sguardo di antiche madonne e occhi che dicono quello che la bocca tace ai piedi di quella che una volta era la casa del fascio.



Un colosseo abitato in fondo a un viale evoca meste immagini subito allontanate da risate e corse forsennate di bambini in bicicletta.


All'ombra della sera gli anziani si riuniscono in cerchio a far rivivere i fatti della giornata, a dir male e bene della gente, del governo e del padreterno mentre le campane della chiesa coprono preghiere e bestemmie di uomini e cicale.



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