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domenica 2 aprile 2017

Note(5)

Una volta un creazionista[1] disse che l'insormontabile problema della teoria evolutiva è rappresentato dai cosiddetti anelli mancanti tra l'uomo e la scimmia, poi sollecitato dagli scienziati evoluzionisti di fronte alla scoperta dei fossili di pitecantropo il creazionista sostenne che se prima l'anello mancante era uno da quel momento in poi sarebbero stati due!
Il concetto di prova presuppone uno schema cognitivo condiviso, non solo la condivisione degli elementi che costituiscono prova di fatto da accogliere o confutare ma lo stesso concetto di prova. Basti pensare ai numerosi complottisti, ai vari visionari di scie chimiche, negazionisti del riscaldamento globale e dell'efficacia dei vaccini per avere un ampio campionario di soggetti per cui gli elementi di valutazione dei fatti, pur confermati in ogni discussione razionale, non costituiscono alcun valore di prova.[2]
Il livello di analfabetismo funzionale è fuori controllo e un esercito di imbecilli ha scoperto il profumo della ribellione al sistema scovando complotti anche nello scaldabagno di casa. Se fossi un complottista penserei che l'analfabetismo funzionale non è affatto fuori controllo ma, al contrario, un efficacissimo strumento di controllo del gregge.


[1] S. Jones, Scienza darwiniana e fantascienza biblica. MicroMega, 1/2006, p. 133.
[2] Nulla di nuovo sotto il sole, Giacomo Leopardi ne ‘La ginestra o il fiore del deserto’, ricorda alla gente del suo tempo “Così ti spiacque il vero/ Dell’aspra sorte e del depresso loco/ Che natura ci diè. Per questo il tergo/ Vigliaccamente rivolgesti al lume/ Che il fe’ palese: e, fuggitivo, appelli/ Vil chi lui segue, e solo/ Magnanimo colui/ Che sé schernendo o gli altri, astuto o folle,/ Fin sopra gli astri il mortal grado estolle.”, Canti, Rizzoli, 1991.

3 commenti:

  1. «Osserva il gregge che pascola davanti a te: non sa che cosa sia ieri, che cosa sia oggi: salta intorno, mangia, digerisce, salta di nuovo. È così dal mattino alla sera e giorno dopo giorno, legato brevemente con il suo piacere ed il suo dispiacere, attaccato cioè al piolo dell'attimo e perciò né triste né annoiato… L'uomo chiese una volta all'animale: "Perché mi guardi soltanto senza parlarmi della felicità?" L'animale voleva rispondere e dice: "Ciò avviene perché dimentico subito quello che volevo dire" – ma dimenticò subito anche questa risposta e tacque: così l'uomo se ne meravigliò. Ma egli si meravigliò anche di se stesso, di non poter imparare a dimenticare e di essere sempre accanto al passato: per quanto lontano egli vada e per quanto velocemente, la catena lo accompagna. È un prodigio: l'attimo, in un lampo è presente, in un lampo è passato prima un niente, dopo un niente, ma tuttavia torna come fantasma e turba la pace di un istante successivo. Continuamente si stacca un foglio dal rotolo del tempo, cade, vola via – e improvvisamente rivola indietro, in grembo all'uomo. Allora l'uomo dice "Mi ricordo"». (Friedrich Nietzsche, Considerazioni inattuali. Sull'utilità e il danno della storia per la vita, 1884).

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  2. Buona serata o, vista l'ora, forse sarebbe meglio buona notte

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  3. Caro Garbo, le considerazioni di Nietzsche che hai riportato potrebbero essere la definitiva epigrafe del mio blog. Diciamo che è una sorta di continuo fallimentare esercizio a dimenticare. Un esercizio mal riuscito fino a quando continuerò a scrivere. Quando smetterò avrò finalmente raggiunto la saggezza dell'animale che non parla.

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