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lunedì 3 aprile 2017

Gli errori cognitivi dell'animale razionale

"Homo oeconomicus è un concetto fondamentale della teoria economica classica: si tratta, in generale, di un uomo le cui principali caratteristiche sono la razionalità (intesa in un senso precipuo, soprattutto come precisione nel calcolo) e l'interesse esclusivo per la cura dei suoi propri interessi individuali." Wikipedia

Non so se voi avete mai incontrato questo fantomatico massimizzatore dell'utilità ma nel caso l'aveste fatto sappiate che avete visto una creatura mitologica e che la vostra esperienza è più incredibile della mia che ho appena finito di cavalcare Pegaso per fare quattro chiacchiere con Zeus che è molto triste perché nessuno gli dedica inni.

Nelle più difficili situazioni Homo oeconomicus si muove freddo, sicuro e calcolatore tra le varie alternative, valutando le conseguenze di tutte le sue azioni e facendo la migliore scelta possibile. Cosa volere di più dalla vita? Un lucano?

La verità però è molto meno appagante per il nostro ego evolutivo. Homo sapiens è un animale a razionalità limitata. Quella che nella nostra esperienza quotidiana chiamiamo razionalità è spesso la giustificazione a posteriori di scelte fatte con strumenti diversi da quelli razionali. Homo oeconomicus non esiste in natura. Per la verità avanzo qualche perplessità se sia corretto il nome sapiens ma una cosa è certa, Homo oeconomicus non esiste.

Abbiamo abilità limitate per comprendere e risolvere problemi complessi. Per superare i nostri limiti di elaborazione, memorizzazione, attenzione e quant'altro utilizziamo strategie e scorciatoie e passando attraverso queste scorciatoie facciamo le nostre scelte commettendo spesso errori che può essere divertente scovare.

Siamo costantemente soggetti alle più disparate illusioni ottiche senza nemmeno accorgercene. Cosa vedete nell'immagine? Il mezzobusto di un uomo o due uomini a cavallo? Il volto femminile tra le nuvole o quelli minacciosi nel terreno?


La rapidità con cui individuiamo alcuni dettagli piuttosto di altri dipende dalla nostra capacità di inquadrare le forme e assegnarle a un particolare contesto. In altre parole adottiamo un  approccio specifico ai problemi. Nel caso dell'immagine corriamo il rischio di focalizzarci su un aspetto escludendo le altre informazioni.
Questo non vale solo per le immagini e quello che affermiamo per le illusioni ottiche possiamo trasferirlo anche nel campo delle scelte "razionali". In questo caso l'illusione cui siamo soggetti è una distorsione cognitiva determinata dalle scorciatoie con cui affrontiamo problemi complessi.

Tra le scorciatoie più ovvie ci sono stereotipi e pregiudizi. Solo a nominarli si pensa male ma in definitiva sono una specie di pilota automatico utile per navigare nelle situazioni più complesse. Il problema è che stereotipi e pregiudizi ci impediscono di vedere strade alternative quando non ci portano a rovinosi schianti. Le strategie che usiamo per valutare le alternative sono le cosiddette euristiche, il pilota automatico di cui dicevo. Un pilota automatico può essere utile ma certamente impedisce di percorrere nuove rotte e quando siamo di fronte a strade mai percorse può farci schiantare.

Quando raccogliamo informazioni cerchiamo le risposte più disponibili in termini di tempo e sforzo cognitivo, spesso formulando un giudizio in base alla facilità e rapidità con cui vengono in mente episodi e informazioni da associare al giudizio in questione: se ci vengono in mente molti esempi allora siamo portati a credere che ciò avvenga anche nella realtà. Tendiamo a pensare per esempio che le principali cause di decesso siano eventi accidentali come gli incidenti automobilistici o aerei, incendi, atti terroristici piuttosto che malattie come avviene in realtà. Ciò è dovuto al fatto che le informazioni che riceviamo dai media rendono questi eventi particolarmente presenti nella nostra memoria e quindi è più facile recuperarli tra i ricordi. In questo modo commettiamo l'errore di considerare solo i fattori immediatamente disponibili e tralasciamo tutti gli altri.
Se parlassi di morti accidentali e vi chiedessi quale immagine non ha nulla a che fare con il nostro discorso con tutta probabilità risponderete che l'intruso è la piscina.


La cosa sorprendente è che, sebbene per ragioni opposte a quelle che state pensando, avete addirittura ragione perché la probabilità di annegare in piscina è più elevata della probabilità di morire nei restanti tre casi messi insieme! Quindi la piscina è veramente l'intruso perché è il luogo più pericoloso tra quelli mostrati.
Ma allora perché pensiamo che gli altri siano eventi maggiormente pericolosi? Perché quegli eventi sono immediatamente richiamati nella memoria e associati all'evento accidentale mentre la stessa cosa non accade per la piscina. E' lo stesso motivo per cui non pensiamo che la nostra casa è più pericolosa della strada quando invece i morti da incidenti domestici ogni anno superano quelli da incidenti stradali di parecchie centinaia, se non di qualche migliaio.

Lo stesso discorso vale per il gioco della lotteria. Sebbene la probabilità di vincere sia praticamente nulla rispetto a quella di perdere quando pensiamo alla lotteria evochiamo immagini di gente allegra e cartelli affissi alle ricevitorie "qui sono stati vinti x mila euro". Se però immaginiamo un post-it per ogni giocata senza vincita ne sarebbe tappezzata tutta la nazione! E ogni settimana ci sarebbe un nuovo strato di post-it!

Le probabilità sono una brutta bestia e sono ancora più bizzarre quando le affrontiamo con le nostre euristiche, le strategie di cui ho detto prima. Immaginate una lotteria con 10 biglietti disponibili al costo di 1 € ciascuno e un montepremi di 20 €. Sappiamo che ognuno dei 9 tipi qui sotto ha comprato un biglietto. Compreresti il restante biglietto? Tutto sommato la probabilità di vincere è 1/10 allora perché no? Spendo 1 € e se vinco ne ottengo 20. Compriamo pure un biglietto.


Ora immaginiamo di sapere che 9 dei 10 biglietti disponibili li ha comprati il tipo qui sotto. Compreresti il restante biglietto? Sì? No? Scommetto che stai pensando di no perché la probabilità che quel tipo vinca è altissima e quindi è facile immaginare chi può vincere il montepremi.


Invece la tua probabilità di vincere è sempre 1/10, non è cambiata per niente ma è cambiato il contesto. Il fatto stesso di sapere che un tizio possieda 9 biglietti ha cambiato la tua decisione di partecipare alla lotteria anche se questo non ha niente a che fare con la tua probabilità di vincere.

Eh sì le probabilità possono essere davvero insidiose e soprattutto conta molto come vengono fatte le domande. Immaginiamo di dover affrontare un intervento chirurgico. Abbiamo due alternative. In un caso ti dicono che la mortalità è del 10% entro sei mesi successivi all'intervento, nell'altro caso ti dicono che la sopravvivenza è del 90% nei sei mesi successivi. Quale intervento scegliete di fare?

Si fa presto a dire che sui numeri non si discute. Si discute eccome. Abbiamo un sistema psicologico per far di conto che qualcuno ha persino parlato di contabilità mentale!
Immagina di aver deciso di andare a teatro. Hai già comprato il biglietto al costo di 20 € ma quando entri in teatro ti accorgi di averlo perso. Per entrare ne devi comprare un altro. Sei disposto a pagare altri 20 € per un nuovo biglietto?
Ora immagina di vivere un'altra situazione. Hai deciso di andare a teatro ma non hai ancora comprato il biglietto. Quando arrivi in cassa ti accorgi di aver perso una banconota da 20 €. Sei comunque disposto a comprare il biglietto?

Scommetto un centesimo che nel primo caso avresti qualche resistenza a comprare un nuovo biglietto mentre nel secondo caso avresti poche esitazioni. Perché mai? Il biglietto vale 20 €, la banconota vale 20 €, perdere uno è come perdere l'altra. Questo dice la matematica ma non è quello che dice la nostra mente. Nel momento in cui decidiamo di andare a teatro apriamo un conto mentale con i 20 € necessari per comprare il biglietto. Se perdiamo il biglietto dobbiamo mettere altri 20 € in quel conto, quindi l'esperienza di andare a teatro la viviamo come se costasse 40 €. Se invece perdiamo una banconota non c'è alcuna interferenza con il conto mentale aperto per il teatro, quindi l'esperienza teatrale resta di 20 €. Bello eh? Come lo vai a spiegare a un economista (classico) che 20 € in un caso sono diversi da 20 € in un altro? Tempo perso. E' inutile farlo. Meglio avere a che fare con economisti illuminati che dialogano strettamente con psicologi.

C'è di più. A volte può capitare che 20 € valgano più di 1.000 €! Metti di dover comprare casa. Considererai pressoché di pari valore una casa che costa 195.000 € e una casa che costa 196.000 €. Ora metti di voler comprare una bottiglia di vino. Considererai di pari valore una bottiglia che costa 30 € e una che ne costa 50 €? Ovvio, direte, in un caso voglio comprare casa e nell'altro una bottiglia di vino, quindi conta il contesto. E' proprio quello che sto dicendo. C'è un contesto nella nostra testa in cui 20 € valgono più di 1.000 €, questo non accade nella mente di Homo oeconomicus!

Le più insidiose distorsioni cognitive a mio avviso sono le cosiddette trappole dell'apprendimento come la sistematica tendenza ad attribuire i propri successi alle proprie capacità e gli insuccessi alla sfortuna, agli altri ecc. La cosa triste è che nel caso di successi e insuccessi altrui si attuano processi opposti! Un'altra trappola è il meccanismo di autoconferma. Quando dobbiamo fare una scelta raccogliamo le informazioni che confermano la nostra scelta non considerando i fattori che invece la falsificherebbero. Furbi eh! L'apoteosi di tutto questo è il celebre effetto Dunning-Kruger. Individui poco esperti in un campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità considerandosi esperti in materia. Quanti ne avete incontrati? Consoliamoci con la distorsione opposta: soggetti esperti tendono a sottovalutarsi!

Queste e altre distorsioni cognitive saranno esposte in maniera divertente dal mio amico Roy Cerqueti sabato 27 maggio dalle 18:00 nella galleria Grafica Campioli di Anna Chiara Anselmi. La galleria ha sede in un fabbricato antico nelle immediate adiacenze di Palazzo Orsini (ora Palazzo Comunale) in Via Vincenzo Bellini, 46 nel centro storico di Monterotondo, a soli 25 chilometri da Roma. Roy ci intratterrà con numerosi esempi e giocheremo con le nostre convinzioni più assodate. Sarà divertente vedere in quante trappole cadiamo senza accorgercene. E' un evento di raccolta fondi per sostenere la scuola Hands of Love di Nairobi. Il contributo per la serata è a offerta libera e tutti i contributi ricevuti andranno a sostegno della scuola.
Al termine della presentazione offriremo un piccolo rinfresco per continuare a stare insieme sotto le stelle nel chiostro della galleria.

La galleria può accogliere fino a 40 partecipanti, è quindi necessario prenotare inviando una mail a direttamenteonlus@gmail.com per essere avvisati in caso di esaurimento dei posti disponibili.
Per altre informazioni leggete il sito Direttamente Onlus o la pagina facebook.

Riferimenti  utili

Dan Gilbert, Why we make bad decisions. TED, 2005. Una conferenza da cui ho attinto molto. E' disponibile con i sottotitoli in italiano. Ne consiglio vivamente l'ascolto.

Federica Falcomer, Tra razionalità e distorsioni cognitive: L’home bias puzzle. Tesi di laurea, anno accademico 2012/2013.

Sara Zanin, Le scelte finanziarie tra finanza comportamentale ed alfabetizzazione finanziaria. Tesi di laurea, anno accademico 2012/2013.

Fabrizio Montanari (a cura di), Le distorsioni cognitive nei processi decisionali e negoziali: una review e alcuni esperimenti (I parte). Ticonzero, No 56/2005.

Se vi siete appassionati all'argomento cercate gli articoli di Kahneman e Tversky, due psicologi che hanno condotto studi straordinari.

1 commento:

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