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giovedì 28 ottobre 2010

Ancora sulla patata

Qualche giorno fa ho dedicato un post alla patata dematerializzata. Marina e Damiano - che ringrazio sinceramente per la segnalazione - mi fanno notare che la realtà, come al solito, ha anticipato la fantasia. Non sono state scritte delle linee guida per la coltivazione della patata ma poco ci manca. E' storia di qualche tempo fa e qualcuno sicuramente la ricorderà ma in tutta sincerità devo dire che io non me ne ricordavo affatto. Resta da sperare che i consulenti che saranno stati sicuramente coinvolti in questa vicenda non mi chiedano i diritti d'autore!

E' il 24 agosto 2006 e siamo in Molise, nel comune di Pesche in provincia di Isernia, dove tra mille stenti sopravvive la patata turchesca. La povera patata è ormai dimenticata dai contadini locali e tra gli amministratori locali si dibatte vivacemente se sia il caso di lasciar cadere nel dimenticatoio questa preziosa varietà di patata o se non sia il caso di promuoverne la produzione. A questo punto vengono mobilitati botanici, genetisti, biochimici, agronomi, fisiologi per capire il motivo dell'inopinato abbandono della patata turchesca (leggi questo documento, solo la prima pagina). Ebbene, dopo lunga e laboriosa ricerca pare che il motivo dell'abbandono della coltura sia dovuto al fatto che questa patata è particolarmente gradita alla Dorifora (Leptinotarsa decemlineata), un coleottero decisamente ghiotto di patate. Non si esclude che i contadini se ne fossero accorti per tempo!
Naturalmente i contadini locali non hanno fatto uno studio dettagliato, avranno notato che la patata turchesca non va bene e hanno deciso di non piantarla più, non si sono spinti oltre. Infatti, non hanno pensato che è possibile riavviare la coltura della turchesca innescando il circolo virtuoso dell'economia attraverso il ricorso alla lotta integrata ai parassiti!
Altrimenti come gira l'economia? Già! come gira?

Questa vicenda è singolare, non tanto per la legittima voglia di capire i motivi per cui una patata cresce in un posto anziché in un altro, quanto per il fatto che il 24 agosto 2006, con decreto n. 171, la regione Molise ha stanziato 100.000 € per incentivare la «vocazione produttiva della patata turchesca di Pesche» attingendo ai fondi per la ricostruzione dopo il terremoto che nel 2002 colpì San Giuliano di Puglia (CB) e gran parte della provincia di Campobasso. La storia dei finanziamenti per la ricostruzione delle zone colpite dal terremoto - ma anche di altre zone, visto i finanziamenti avanzavano! - è riportata in questo articolo di Mario Castelnuovo (La Stampa, 15/10/2007).
La patata turchesca sarà anche importante e la scienza è curiosa per natura ma valutate voi quale priorità potesse avere il 24 agosto 2006 la promozione della turchesca, visto che alla data dell'articolo (15 ottobre 2007) l'autore scriveva "San Giuliano è ben lungi dall’essere completamente ricostruita, eppure il Commissario ha stanziato fondi per il museo della Zampogna di Scapoli (300 mila euro), o per la riqualificazione del canneto di Roccavivara (300 mila euro), o per l'officina del gusto di Pizzone (330 mila euro), o per «l'itinerario sentimentale Morunni» di Ururi (750 mila euro). "...oltre alla promozione della patata turchesca, ovviamente.

Ad ogni buon conto, bisogna dire che quei finanziamenti hanno sicuramente sensibilizzato la popolazione molisana sulla triste condizione di abbandono in cui versava la patata turchesca e che la signora patata ha raggiunto una certa notorietà mediatica tanto che qualcuno è riuscito ad intervistarla.

2 commenti:

  1. Io è la patata turchesca ... siamo vicini di casa !!

    Grazie a te per averne riparlato !!

    www.katerpillar.it

    RispondiElimina
  2. condivido il ringraziamento con due molisani doc, Marina e Damiano, che mi hanno fornito il materiale per questo post.

    RispondiElimina

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