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giovedì 14 ottobre 2010

Domande sospese

Ieri ho visto Exit su La7, il titolo della puntata era Fabbriche d'odio, si parlava dei rapporti sindacali, dei diritti del lavoro, della globalizzazione, un sacco di argomenti interessanti. Ho imparato un sacco di cose nuove, a costo di procurarmi un infarto, ma ho imparato tante cose che non avrei mai immaginato. Dunque ricapitoliamo:

1. Bonanni, segretario generale della CISL, dice che senza aziende non ci sono diritti, ormai è roba vecchia  ma ieri sera il concetto è stato ripetuto più volte. Bonanni non era ospite in studio ma ovviamente si è parlato molto di lui;

2. Federica Guidi, presidente dei giovani di Confindustria, dice che "le regole sono cambiate, il mondo è cambiato" e porta l'India e la Cina come modelli di sviluppo economico;

3. Michel Martone, docente di Diritto del Lavoro (mi sbaglierò ma a me sembrava inquietantemente somigliante a Pier Silvio Berlusconi), dice che il piano di Marchionne non lede i diritti dei lavoratori ma introduce "alcune limitate deroghe al contratto collettivo nazionale". Poi parla del "favore" incontrato dai lavoratori della CISL e della UIL al piano di Marchionne e del fatto che la FIOM non accetta che altri lavoratori abbiano sottoscritto quel piano.

Qualche altra chicca me la sono sicuramente persa durante una delle innumerevoli tachicardie che ho avuto nel corso della trasmissione. C'era persino il presidente Cota ma come al solito parlava senza movente.
Insomma, sarà pure che questo è il nuovo che avanza, sarà che io sono fuori corso e un po' tardo di comprendonio ma mi sono rimasti dei dubbi, delle domande sospese. E' possibile che sia dovuto al fatto che sono affezionato ad un certo modo di pensare e di parlare ma a me alcune cose non tornano:

1. Signor Bonanni, le aziende sono il contenitore dei diritti o i diritti definiscono il contesto all'interno del quale le aziende devono muoversi? Cosa viene prima? Cosa è contenuto e cosa è contenitore? Tra diritti e aziende cosa rappresenta le coordinate dello stato civile di un paese? Di solito un sindacalista queste cose ce l'ha chiare, sarebbe sicuramente utile chiarirle anche a chi non è del mestiere.

2. Signora Guidi, ieri sera Nichi Vendola l'ha informata che la Cina presenta una drammatica escalation di suicidi in seguito ad una crescita economica troppo rapida che lascia indietro molte persone che non riescono a fare fronte all'emarginazione, sicuramente troverà scritto da qualche parte che questo problema riguarda anche l'India e se chiede in giro qualcuno le dirà anche che la Cina non brilla né per diritti umani né per i diritti civili e sociali. Da parte mia ho solo una domanda, c'è tra le sue conoscenze qualche imprenditore che prenderebbe a modello un qualsiasi Stato dove il costo del lavoro è basso ma la produzione deve essere rivenduta in quello stesso Stato? Se la produzione avviene con costi del lavoro irrisori - perché vengono negati i diritti dei lavoratori - per essere venduta su mercati a costi elevati ammetterà che l'unica crescita che gli imprenditori stimolano è quella dei loro utili. Una funzione sociale di per sé utile com'è quella imprenditoriale rischierebbe di passare per una volgare brama di arricchimento, sarebbe un vero peccato per la categoria e qualche malizioso potrebbe persino avanzare il dubbio che la globalizzazione non è che un modo raffinato per perpetrare lo sfruttamento del secolo scorso - non aveva detto che il mondo è cambiato e che le regole del secolo scorso non valgono più? A quali regole si riferiva? A quelle che valgono per i lavoro o a quelle che valgono per il capitale? Sa, quel discorso di Marchionne che non c'è distinzione tra lavoro e capitale non mi è chiarissimo, magari potrebbe spiegarlo meglio lei.

3. Signor Martone. Alcune limitate deroghe al contratto collettivo nazionale!? Spieghi meglio il concetto, le deroghe dovrebbero essere circostanziate e di durata limitata, non mi pare si sia discusso delle circostanze che limiterebbero la natura e la durata di quelle che lei chiama limitate deroghe, tanto più che chiamare "accordo" il piano Marchionne prevede quanto meno una fase di confronto sindacale e non una proposta unilaterale. In quanto al "favore" dei lavoratori CISL e UIL accordato al piano di Marchionne, tempo fa leggevo della distinzione tra voto libero da condizionamenti e voto esercitato in condizioni di dipendenza. Inoltre, credevo di sapere che un voto espresso su una proposta condivisa è diverso da quello espresso su un documento che si presenta grosso modo come "o accogli questa  proposta o perdi il lavoro", o tutti i voti sono uguali? Solitamente per parlare di voto equilibrato non dovrebbero esserci asimmetrie di forza tra chi vota e chi è votato, è questo il caso? Mi dicono che ci sono un sacco di libri su questi importanti aspetti dell'esercizio della democrazia e che tanta gente ci ha pensato su, quindi capirà se noi che non siamo addetti ai lavori troviamo la materia ostica e chiediamo spiegazioni agli esperti del settore.

L'altra domanda che avrei voluto fare a tutti l'ha fatta Paolo Flores D'Arcais: "Quanti dei presenti accetterebbero di lavorare con la paga da operai alle condizioni che vengono proposte?" Inutile dire che ho atteso invano la risposta. E dire che Flores D'Arcais con quella semplice domanda ha condensato e arricchito la regola aurea, ha reso accessibile a chiunque l'imperativo categorico del vecchio Kant: "Agisci in modo che la massima (cioè il motivo) della tua azione possa valere come principio di una legislazione universale."  
Già! Se qualunque cosa ci venisse in mente di fare o di dire la pensassimo applicata a tutti e quindi anche a noi stessi, con la fondamentale aggiunta di metterci nei panni degli altri, forse ci eviteremmo un mucchio di scempiaggini.

Insomma, io sapevo che i diritti valgono per tutti ma che sono soprattutto la garanzia per i più deboli e invece vengo a scoprire che sono "lacci e lacciuoli" che frenano l'industria - anche questa è roba vecchia ma ieri sera la signora Guidi l'ha rispolverata. Del resto già la "lezione di Tremonti" sui diritti perfetti m'ha fatto capire che mi devo adeguare ai tempi. Bisogna che mi rifaccia una biblioteca, nel frattempo faccio un po' di pubblicità....sapete, mi dicono che è l'anima del commercio!

2 commenti:

  1. E' bellissimo.....Sono pienamente d'accordo e sottoscrivo tutto (tranne il riferimento a Kant....nel senso che io sinceramente non me lo ricordavo pur avendolo studiato a scuola).
    Ma mi chiedo ....avremo mai delle risposte?????

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  2. di questi tempi è già un privilegio poter fare le domande! e poi so benissimo che le mie sono domande tristemente retoriche se rivolte a persone che, ne sono sicuro, non sono in grado di rispondere.

    RispondiElimina

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