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giovedì 9 settembre 2010

Traffico sulle provinciali

Qualche giorno fa ho scritto dei post sui sentieri sardi della transumanza o sul traffico delle provinciali montane. Tra il serio e il faceto il tono dei post era canzonatorio di un certo mito del progresso tecnologico che solitamente è invocato in proporzione diretta alla sofferenza procurata da stitichezza mentale. Adesso è il caso di affrontare questa delicata faccenda con la dovuta serietà, poi però non dite che i miei post sono pesanti!
Con tempismo perfetto Marina mi ha fatto avere una serie di foto sul traffico di alcune strade provinciali molisane nei paraggi di Pietrabbondante che mi aiuteranno nell'impresa. Le foto sono state scattate in un lasso di tempo molto breve e fotografano - è il caso di dirlo - una situazione che non è difficile vedere in alcune zone d'Italia. Queste foto mostrano chiaramente le conseguenze devastanti del traffico sulle strade delle aree densamente urbanizzate.
Grazie a Marina per questo contributo straordinario e grazie a Damiano che delle foto è l'autore.

mercoledì 8 settembre 2010

Impegni istituzionali

Dal Corriere.it "...all'indomani del vertice di Arcore, il leader della Lega Bossi ribadisce: «Sì, chiederemo l'incontro al presidente della Repubblica». Bossi a Montecitorio, rispondendo a chi gli chiede se abbia intenzione, insieme a Silvio Berlusconi, di chiedere un incontro al Quirinale per parlare del ruolo del presidente della Camera Gianfranco Fini. «Aspetta - replica il Senatur - bisogna prima vedere quando siamo liberi io e Berlusconi. C'è un giro di telefonate»." (grazie a Marina per la segnalazione dell'articolo)

Un giro di telefonate? Due incompetenti presuntuosi pensano di salire al Colle per chiedere una cosa assurda come le dimissioni del Presidente della Camera e dicono che devono vedere quando sono liberi?
Ma questi due cosa pensano di andare a fare dal Presidente della Repubblica, la merenda?
A ragazzì, se siete tanto impegnati ditelo che organizzo una allegra compagnia e al Quirinale ci vado io e i miei amici per chiedere che trucco usa il Presidente della Repubblica per non scoppiare a ridere tutte le volte che in giro per l'Italia gli riferiscono le vostre dichiarazioni!

PS - I miei amici fanno giustamente notare che con tutta probabilità l'unico metodo efficace per non ridere è pensare a quanto c'è da piangere.

lunedì 6 settembre 2010

Della perspicacia

Fini a Mirabello ha messo in fila una serie di considerazioni che rappresentano l'abc della democrazia. La cosa curiosa è che in Italia c'è un tale digiuno di democrazia, causato anche dalle 'amicizie' di Fini, per cui una mera elencazione di ovvietà diventa manifestazione di acume politico. La verità è che quanto detto da Fini è apprezzabile e costituisce la base, spesso implicita, per la costruzione di qualunque discorso in democrazia. Il discorso di Fini inerisce i principi fondamentali di ogni contrattazione argomentale in politica, indipendentemente dal colore politico. Quando questo tipo di argomentazioni non sono più oggetto di riflessione e analisi ma di comizi e foga popolare allora diventano il sintomo di una patologia del sistema molto grave. Sarò all'antica o forse sarà per un eccesso di spirito critico ma uno che ci mette 15 anni ad accorgersi di cose evidenti come il sole lo ritengo un tonto.
Meglio tardi che mai!
Che la sinistra penda dalle labbra di Fini fino a fargli una proposta di alleanza che non poteva che essere rifiutata è soltanto la ciliegina sulla misera torta del 'pensiero politico' in Italia. Per non dire che Tremonti ormai raccoglie consensi e stime per diventare Capo del Governo! Che dire? Quando la cultura politica di un paese è un gioco al ribasso la previsione del futuro diventa facile.
Perché in questo gioco delle marionette ci sia ancora una parvenza di disegno politico di lungo termine comincio a pensare che la giostra di Fini faccia parte di un progetto di inclusione dell'opposizione all'interno del governo della destra, che dell'opposizione fuori dal governo non si parli più e buonanotte!
Dopotutto cos'è la democrazia se non continua inclusione delle diverse istanze sociali?

sabato 4 settembre 2010

Mestieri


Immaginavo mondi,
intrecciavo ghirlande di stelle.
Affacciato alla balaustra del tempo
mi sporsi curioso
e caddi in una bolla di sapone
per una folata di vento distratta.

Da allora mille anni e più mestieri,
giocoliere di desideri,
equilibrista di passioni,
trapezista senza rete
appeso alle parole,
spiccavo salti mortali
da un sogno all'altro.
Passavano le giornate
nell'incanto del pubblico
che dimentica ogni spettacolo.

Adesso scolpisco nuvole
a mani nude
e ho le dita dolenti.

giovedì 2 settembre 2010

Sicurezza sulle mulattiere

Un tempo, non molto lontano, due carretti tirati da due muli viaggiavano lungo una mulattiera stretta che correva lungo il fianco di una montagna. I due carretti procedevano lentamente l'uno incontro all'altro e quando erano di fronte i carrettieri rallentavano e accostavano sul ciglio del precipizio. I due carretti sfilavano piano, i muli si annusavano, i carrettieri si salutavano e andavano via. Incontrarsi su una mulattiera con un carretto tirato da un mulo non era molto sicuro ma bastava stare attenti e andare molto piano per evitare il rischio di cadere nel precipizio.

Dopo qualche tempo uno dei due carrettieri, per sentirsi più sicuro, comprò una piccola auto e quando incrociava il carretto sulla mulattiera il passaggio era complicato. Il carrettiere faceva fare al mulo un passo di lato ai bordi della strada, la povera bestia temeva un po' ma alla fine cedeva alle insistenze del padrone. Dopo qualche tempo anche il secondo carrettiere comprò una piccola auto, per sentirsi più sicuro. Il suo mulo fu mandato al macello, come quello del primo carrettiere. La mulattiera non era più larga abbastanza da far passare le due auto, allora l'amministrazione comunale aprì un cantiere per allargare la mulattiera e farla diventare una strada comunale. Quando le due auto si incrociavano sulla nuova strada gli autisti rallentavano, si salutavano di sfuggita e andavano via ma in alcuni punti, soprattutto in curva, era ancora pericoloso incrociarsi.

Dopo qualche tempo uno dei due autisti comprò un'auto più grande, per sentirsi più sicuro, e quando le due auto si incrociavano sulla strada comunale l'auto più piccola doveva accostare e rischiava di cadere nel burrone, allora anche l'autista con l'auto più piccola comprò un'auto più grande, per sentirsi più sicuro. La strada comunale non aveva più le dimensioni idonee per far passare le due auto. L'amministrazione provinciale aprì un cantiere per far diventare la strada comunale una provinciale. Al termine dei lavori i due autisti si incrociavano tranquillamente lungo la strada senza salutarsi, ma nei tratti in curva e in salita restava qualche pericolo quando si accostava troppo sul ciglio della strada e bisognava rallentare perché passassero le due auto.

Dopo qualche tempo uno dei due autisti, per sentirsi più sicuro, comprò un SUV e quando le due auto si incrociavano lungo la strada provinciale l'auto più piccola accostava pericolosamente sul ciglio della strada per far passare il SUV. Dopo qualche tempo anche l'altro autista comprò un SUV, per sentirsi più sicuro. La provinciale non era più una strada idonea a far passare i due SUV quando si trovavano uno di fronte all'altro. L'amministrazione statale non aveva i soldi per aprire un cantiere per far diventare la strada provinciale una strada statale e sul fianco della montagna non si poteva realizzare una statale senza causare disastrose frane.

Dove prima si incrociavano due carretti su una mulattiera adesso ci sono due SUV, fermi uno di fronte all'altro su una provinciale. Prima due muli trasportavano due carrettieri e due carretti carichi, adesso trecento cavalli non riescono a far muovere due somari!


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