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lunedì 20 febbraio 2017

Gli ignavi e la Storia

«Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa".»

Dante Alighieri, Inferno III, 49-51


Ho letto un interessante articolo di Carlo Stasolla a proposito delle ultime “dichiarazioni” di Salvini che invoca la “pulizia di massa con maniere forti”. Trovo condivisibili i contenuti dell’articolo di Stasolla ma oltre alla mobilitazione delle coscienze forse è anche necessario un richiamo alle istituzioni. Perché siano tali!

Esiste o no un dispositivo penale in questo paese che punisce l’apologia di reato? Esiste o no un reato di istigazione a delinquere? Esiste ancora l’obbligatorietà dell’azione penale della magistratura o no? Domande retoriche, perché l’istigazione a delinquere esiste eccome, ancora non l’hanno depenalizzata come è stato fatto con l’abuso di credulità popolare (significativamente depenalizzato da Renzi, immagino con tacita gioia di Grillo!), l’obbligatorietà dell’azione penale esiste eccome. Allora perché non si procede nei confronti di Salvini o di qualunque altro apologeta del reato? Di quali “maniere forti” parla? Glielo vogliamo chiedere o aspettiamo una marcia su Roma delle camicie verdi? Tempo fa in questo paese ci furono istituzioni ignave che nel timore di accendere i fuochi della rivolta non contrastarono le minacce degli squadristi neri, anzi ne accordarono il comando. Stiamo facendo la stessa cosa oggi con gli squadristi verdi?

Mi sbaglierò ma spesso mi capita di pensare che l’ignavia muova la storia più dell’azione. Sì, l’ignavia di pochi cui non può che seguire la reazione di altri. Reazione che non perdiamo occasione di dissezionare, analizzare e spesso ignobilmente condannare. Virgilio sbaglia quando dice a Dante di non ragionare degli ignavi, forse non resta fama di loro ma lasciano tracce profonde nella storia del mondo, eccome se ne lasciano. Quando invece delle camicie verdi si usavano le camicie nere la parabola dell’ignavia per evitare una guerra civile si concluse (o si sospese) con una guerra civile. Stiamo imboccando di nuovo quella parabola?

Ma non facciamoci prendere da preoccupazioni premature. Restiamo fiduciosi in attesa della prossima celebrazione commemorativa per lanciare un autorevole monito alle forze politiche perché si facciano garanti della civile convivenza.

6 commenti:

  1. Perché non si procede contro Salvini? Perché per la frangia che lo sostiene ne faresti un martire, un perseguitato, uno che ha ragione e che viene ostacolato dai "poteri forti", dalle "toghe rosse", dai comunisti che mangiano i bambini, dalle foibe dentate... no, al buffone devi contrapporre rigore e serietà, al populista devi rispondere con i fatti, allo stratega da bar dello sport con vittorie e con sconfitte onorevoli. Ma ciò che tu scrivi non mi trova del tutto contrario; credo che bisognerebbe riscrivere le regole del vivere civile e della competizione politica: già oggi assistiamo a scontri fra bande rivali all'interno di uno stesso partito e allo scontro totale fra opposte fazioni per il dominio del paese.
    Bisognerebbe stabilire regole per evitare il far west, la Robber City che siamo diventati e, soprattutto, bisognerebbe dar potere agli organi preposti a far rispettare queste regole.
    Oggi siamo in balia dell'informazione deviata o dell'informazione parziale, di una informazione al servizio di un potere insomma, capace di distruggere qualsiasi identità e di indirizzare qualsiasi opinione.
    Quando l'ideazione paranoidea si fa strada, la guerra civile è inevitabile: oggi si combatte all'interno del PD, domani si combatterà all'interno del paese, e non importa sotto quali bandiere.
    Non esiste alcun leader capace di sanare le contrapposizioni, non esiste nessun garante, nessuna figura .riconosciuta come super partes, nessun arbitro, e non ci sono regole per la partita che si giocherà o che si sta giocando ... la Costituzione più volte invocata non prevede si.mili scenari e non basta a dirimere alcunché.
    Trovo che soltanto un'Europa più forte possa salvarci e, stranamente, Donald Trump potrebbe essere suo malgrado lo strumento involontario che occorreva per fare sul serio una Europa più forte e potente.
    Ciao

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  2. La gente ha continuamente bisogno di santi e martiri, dargliene uno in più non affollerebbe il pantheon. La domanda è se la legge prevede che sia perseguibile o meno, il resto sono calcoli tattici che spesso sono strategicamente fallaci. Per la frangia che lo sostiene Salvini è già un vate, questo non dovrebbe rendere nessuno immune dal rispettare le leggi. Per citare di nuovo Dante "Le leggi son, ma chi pon mano ad esse?", è su quelle leggi che si fonda il vivere civile, riscrivere leggi già scritte e non osservate sarebbe la farsa del rinvio ad altra autorità nel tempo (futuro di leggi migliori) o nello spazio (Europa più forte) di un popolo incapace di darsi regole e di pretenderne il rispetto. Ciao.

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  3. basterebbe applicare la legge ma non lo facciamo da sempre, altrimenti non si spiegherebbe la ricostituzione del partito fascista subito dopo la liberazione
    un saluto

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    1. anche quella storia, lunga e complicata, cominciata con una amnistia frettolosa di scurdammuce o passato simm'e napule paisà...saluti a te

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  4. Non ti sbagli affatto, l'ignavia, il voltarsi dall'altra parte, il disinteresse sono comportamenti altrettanto gravi e colpevoli quanto quelli di chi parla e poi anche agisce o agirà nel senso e nel verso, in questo caso, delle farneticanti parole di Salvini.

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    Risposte
    1. Daniele Verzetti, mi accorgo solo ora del tuo commento. Benvenuto in questo blog e grazie del tuo commento. Abbiamo bisogno di una filosofia della storia che prenda in considerazione anche l'inazione come motore degli eventi.

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