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martedì 29 marzo 2011

Altro che distrazione!

A volte capita di perdersi delle cose importanti, le cerchi dappertutto ma non c'è verso di trovarle. Sono cose che capitano, per distrazione!
Il bello - o il brutto, dipende come al solito dalle circostanze - è che la vita prende un'altra piega per via di una sciagurata sbadataggine!

Giorni fa è stato pubblicato uno straordinario articolo su Nature riguardo alcuni frammenti di DNA presenti negli scimpanzé e in molti altri mammiferi ma che sono andati perduti nella linea umana (qui in italiano).
Succede anche questo, perdersi dei pezzi di DNA, è raro, può essere fatale ma se la perdita è compatibile con la vita possono succedere delle cose inattese! Pare che l'evoluzione proceda in questa maniera e, a parte per De Mattei che è convinto che l'evoluzionismo sia un'ipotesi al tramonto, sembra che tra i biologi il pensiero cui ha dato avvio Darwin goda di ottima salute.

I ricercatori hanno identificato 510 sequenze di DNA conservate negli scimpanzé ed in altri mammiferi ma fatalmente perdute dai progenitori di Homo sapiens. La gran parte delle sequenze perdute riguarda zone del codice genetico con funzioni regolatorie, ovvero non codificano per la formazione di proteine ma regolano l'espressione di altri geni. Tra le sequenze perdute un paio rivestono una certa importanza.

Un segmento di DNA riguarda in particolar modo i maschi della specie umana perché coinvolge un recettore degli androgeni, ormoni tipicamente maschili. Il segmento perduto è un attivatore della formazione delle vibrisse e della spina del pene, una struttura cheratinica che ricopre esternamente l'organo. Per ovvi motivi la faccenda ha attirato l'attenzione di molti e qui (e anche qui) potete trovare delucidazioni in merito.

A me invece pare più intrigante l'altro segmento che è andato perduto. Si tratta di un soppressore della crescita cellulare. In altre parole un inibitore della proliferazione tumorale che regola la moltiplicazione cellulare della zona subventricolare del prosencefalo, un area strettamente connessa con la formazione della nostra neocorteccia. "Se il gene manca del tutto si osserva lo sviluppo di tumori dell'ipofisi", dice uno degli autori, mentre la sua parziale disattivazione è correlata con lo sviluppo del cervello di maggiori dimensioni che caratterizza la nostra specie.

In altre parole se io ho scritto questo post e voi lo state leggendo, con tutta probabilità è per via di un tumore benigno avvenuto molto tempo fa nell'area cerebrale. Ecco perché quando Zio Scriba, in un commento a questo post, parlava di "menti tumorate di dio" io gli rispondevo che non si rendeva conto di quanto avesse ragione.

Come vedete, nel corso del tempo, in seguito alla perdita accidentale di qualche pezzo di DNA qualcosa abbiamo perso e qualcos'altro abbiamo guadagnato, quale sia il risultato complessivo di quella ancestrale distrazione lascio decidere voi. Forse, come dice laconicamente il mio amico Franco, questa straordinaria ricerca "è la dimostrazione definitiva dell'intervento di nostro signore per permetterci di cogliere la sua grandezza e mortificare la nostra sessualità!"

6 commenti:

  1. Meno male che almeno il pensiero di Darwin gode ancora di buona salute!

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  2. Se è per questo, l' "illuminato" De Mattei ha anche sostenuto che la sciagura nipponica non sia da attribuire allo tsunami, ma alla volontà di Dio che in certe circostanze permette il male. Ovvio che non condivido il modo con cui qualcuno (non tutti, ovviamente) lo stanno attaccando, perché ci vogliono comunque educazione e buon senso (quest'ultimo lui proprio non ce l'ha), ma non vedo come sia possibile che lui sia annoverato tra gli scienziati del nostro tempo ed occupi la posizione che si ritrova oggigiorno. Ma, d'altra parte, se pensiamo che Berlusconi è al posto dov'è, non c'è poi così tanto di cui meravigliarsi. Purtroppo.

    Giancarlo

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  3. ...Ma...Ma...Proprio noi che abbiamo sempre qualcosa in più (più intelligenti, più adatti, più evoluti, abbiamo l'anima, non siamo forse la specie prescelta da dio?) abbiamo invece qualcosa in meno, e forse non è nemmeno l'unica? Ma è tremendo...Mi sento molto depresso e per tirarmi su devo trovare una pezza e allora posso pensare che la superiorità della specie si misura da quanto siamo stati in grado di modificare l'ambiente, e lì non ci batte nessuno, ecco si, in questo campo siamo i migliori...Ma...Ma...in TV parlano di Fukushima e di qualche altra cosa vecchia e mi viene qualche dubbio che siamo stati davvero abili a modificare l'ambiente...Devo trovare altro...Vado in cerca di conferme e guardo alla cronologia della terra...peggio che mai: gli stupidissimi (in confronto a noi ovviamente, loro si che avevano il cervello come quello di Homer) dinosauri (passatemi la definizione) sono rimasti sul pianeta per oltre 100 milioni di anni, altro che i 200 mila (ottimisticamente) anni che ci riguardano. Sono nel panico più totale...E dunque se quel bel signore canuto a forma di cervello (umano naturalmente) ritratto sulla volta della Sistina (http://www.debernardis.it/diocervello.html) la terra l'ha fatta per noi, perché c'ha messo tutto questo tempo per impiantarci l'uomo? A vedere i numeri, finora pare che l'abbia fatta più per i dinosauri che per noi o forse, a vedere meglio, sono gli irriconoscenti batteri (mica sacrificano alla divinità) i prescelti? Loro si che hanno trasformato l'ambiente circostante e stanno sulla terra da tanto tanto tempo e sono stati creati per primi...Si mi sa che sono proprio loro i prescelti :'-(
    Oddio, quanti pezzi dobbiamo perdere ancora per tornare batteri? Mi sa che non faccio in tempo...

    Franco

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  4. Adriano, Darwin è uno dei più grandi pensatori dell'umanità. L'unico problema è che, a differenza della relatività di Einstein, troppi pensano che l'evoluzione sia qualcosa di cui si può parlare senza conoscerla.

    Giancarlo!!! Giusto qualche giorno fa ho dedicato un post al De Mattei, e la cosa curiosa è che tu hai lasciato un commento lì. Direi che anche tu a distrazione stai messo bene! ;-)

    Franco, a noi! ;-D Quale onore averti estorto un commento! Vedi, è l'approccio il problema, depresso di che? io ogni tanto scambio due chiacchiere con un paio di vibrioni e uno stafilococco e devo dire che trovo la cosa divertente, ci mettiamo lì sul terrazzo la sera a guardare tutte ste creature che si affannano per un soffio di tempo, poi non ti dico le risate quando arriva l'archeobatterio! Devo darti ragione, sono loro i prescelti, in quanto al fatto che non sacrifichino non ne sarei certo, mi risulta che dalle loro attività si levano al cielo notevoli quantità di profumi, chissà, magari non è solo per meri meccanismi biochimici!
    E poi, scusa eh, mica i dinosauri sono estinti, mo perché tu hai fatto anatomia comparata all'alba del neolitico ma secondo gli ultimi sviluppi della tassonomia gli uccelli sono i diretti progenitori dei dinosauri, ergo aggiungi altri 65 ml di anni al tuo conto.
    In quanto al cambiamento ammetterai che pure noi gli abbiamo dato proprio un bella spinta, ancora un altro passetto e poi lo racconteranno i topi.
    Per il signore canuto sulla volta della Sistina cito quello che disse Benigni una volta (anche se è una citazione a sua volta che però non ricordo più di chi) "anche se non siamo fatti da Dio siamo fatti di Dio", qui c'è più teologia di quanto i televenditori domenicali possano masticarne, c'è la storia del pensiero occidentale e ci piaccia o meno di quello siamo impastati. Detto questo, come osi porti domande blasfeme? Ma dico io, deve dare conto a te Dio del tempo che ci mette a metterci l'uomo per pensarsi. No, scherzi a parte, una volta George Coyne, l'astronomo gesuita che dirigeva l'osservatorio Vaticano, ha detto che persino Dio "sperava che noi saremmo un giorno esistiti. Potrebbe aver pregato perché diventassimo una realtà vivente. Ma non avrebbe potuto rendere necessario questo esito." Questo non fa parte del mio orizzonte, ma ammetterai che con queste persone è bello parlare.
    A presto e grazie del commento.

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  5. chissà perché gli argomenti interessanti non trovano mai il giusto spazio: questa mi sembra una notiziona! Perdere pezzi di DNA ha significato un cervello più grande e intellettualmente più avanzato: evidentemente qualcuno è sfuggito a questo destino. Mi vengono in mente già una decina di nomi... :P

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  6. TuristadiMestiere è un piacere essere stato una meta dei tuoi viaggi, ho fatto un giro - anzi un viaggio - nel tuo blog, bel mestiere che ti sei scelto, hai mica bisogno di aiutanti? ;-)

    In effetti la notizia è di un certo rilievo ma forse chi non è addetto non la coglie, probabilmente perché, come dici, sfuggito al destino della specie, mentre per chi è addetto non è una novità che l'evoluzione proceda anche in questa maniera. Semmai la novità è costituita dalla prova che alcune delezioni di DNA siano avvenute in certe aree. Ad ogni modo c'è sicuramente da discutere, perché non si fa?...boh, ricordo che la Moratti voleva togliere evoluzione biologica dai programmi di insegnamento...vorrà dire qualcosa?
    Riguardo alle tue conclusioni - "cervello più grande e intellettualmente più avanzato" - la prima è sicuramente vera, sulla seconda lasciami qualche perplessità!

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