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lunedì 19 ottobre 2009

Memoria e progetto

"Se noi non ricordassimo, il mondo sarebbe sottilissimo, una lastra priva di spessore, sulla quale fulmineamente stampato, un perpetuo presente attirerebbe su di sé i nostri sguardi stupiti e incantati.
Ma per fortuna noi ricordiamo, e dietro al mondo cosiddetto reale, dietro al mondo che si tocca, vede, sente, odora, il quale è veramente sottile come una lastra priva di spessore, mettiamo quello irreale, o almeno non più esistente, di uno, due, mille momenti prima, e assegniamo in tal modo un volume immaginario a qualcosa che in realtà non lo possiede." Vitaliano Brancati, (I piaceri della memoria. In: I piaceri, Bompiani, 1943).

"Mi pongo continuamente questa domanda: del passato berlusconiano cosa rimarra in piedi? La mia risposta è questa: il fatto che tutto è ridotto al presente, Uso certamente una parola inadeguata, «presentismo», cioè l'incapacità di spostare la propria percezione del tempo nel futuro, e anche nel passato, nei ricordi, fuori dall'immediatezza del presente. Tutto interessa in quanto è presente, di quello che ci sarà non ci poniamo il problema, quello che c'è stato si ricorda ma in modo semplificato e, secondo me, anche improprio o inadeguato. Ovviamente la percezione del tempo futuro presenta caratteristiche diverse dalla percezione del tempo passato, ma entrambe le percezioni sono accomunate da una semplificazione: un'immediatezza finalizzata esclusivamente al presente." Vittorio Foa (V. Foa, F. Montevecchi - Le parole della politica, Einaudi, 2008).

***

Memoria e progetto, un ponte costruito sul presente che lega il passato al futuro. L’arduo compito di sempre dell’umanità è stato quello di costruire questo ponte mentre ci cammina sopra, il compito del mio ‘tristissimo secolo’ sembra essere quello di distruggere questo ponte durante il percorso.
Forse ho preceduto o forse appartengo ad una generazione senza memoria e senza progetto che si muove con velocità vertiginosa nel piatto presente.
Memoria e progetto, l’una e l’altra necessitano di lentezza e serenità. I ricordi devono decantare, fissarsi e richiamarsi tra di loro, chiedono tempo perché diventino altro da ciò che è stato e si tramutino in esperienza. Il progetto è l’immagine speculare e disonesta dei ricordi, si proietta avanti barando sul passato e temendo sempre che la memoria scorga il necessario tradimento.

Cloude Monet, Il ponte giapponese, 1910.

Memoria e progetto sono operato della lentezza. Lo vediamo anche nel mondo naturale, sebbene questo non sia sufficiente a comprenderne completamente i connotati umani. Ogni specie vivente ha connotati suoi propri che, pur trovando origine nel passato evolutivo, assumono lineamenti distintivi di quella specie. Memoria e progetto, è evidente che hanno radici in altre specie ma è innegabile che nella specie umana abbiano assunto morfologia e dimensioni che non sono riscontrabili in altre specie. Si tratta di invenzioni recenti, hanno avuto bisogno di miliardi di anni e non potevano esserci prima, senza il sostrato che si è costituto in precedenza perché potessero affiorare. Questo non vuol dire che ci sia stata una direzione evolutiva verso la memoria e il progetto, non amo i determinismi in tutti i loro travestimenti pseudospirituali, dico solo che c’è voluto molto tempo perché memoria e progetto venissero fuori.

Memoria e progetto non amano la velocità, sono antitetici alla velocità che connota il mio tempo, hanno bisogno di tempo e noi ‘non abbiamo tempo’. La velocità non è un valore che appartiene alla memoria e al progetto. La velocità non è un valore. Per due motivi, uno di ordine morale l’atro di ordine fisico. La velocità presume, ha la presunzione, che non vengano commessi errori nel tragitto, e poi più elevata è la velocità minore è il tempo necessario per frenare. Ecco perché la velocità non è un valore.
Ma del resto perché dovremmo ancora ragionare di valori? Con tutto quello che abbiamo da fare non c’è tempo per pensare! Primum vivere, deinde morire!

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Segnalo il sito della Banca della Memoria che raccoglie centinaia di testimonianze della memoria e ringrazio i miei amici, costruttori di ponti, per avermi segnalato questo sito e per avermi permesso di fare qualche passo sul loro prezioso ponte.

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