Bail-in, sistema di salvataggio delle banche ricorrendo alle risorse dei privati. Anche questo è nel filone della privatizzazione, nulla deve essere più pubblico, nulla è condiviso. Questo è l'atto finale di una privatizzazione avanzata a tappe forzate. Il privato dà i soldi alla banca perché li conservi prima ancora che per guadagnarci. A me solo quel privato interessa. La banca fa scommesse azzardate che il privato non conosce e non autorizzerebbe, scommesse su cui non c'è vigilanza. Poi tutto si sgonfia e la banca va in tilt. La banca soffre! Diranno che soffre perché i mutui concessi non rientrano. I soldi persi il privato se li dimentica, né può rivendicarli perché la bad bank in cui finirà non ha più i soldi, la good bank è un'altra cosa e non ha alcuna pendenza. Fine della storia.
Il problema non era risolvere il bail-out ma impedire alle banche giochi azzardati, non solo vigilare ma impedire. Invece il sistema è tale che non c'è vigilanza che tenga. Le banche possono fare i loro comodi in quanto private, basta che usino l'opportuna formula per "informare" i clienti.
Adesso è arrivato il conto: i privati pagano il conto delle attività private. Il cerchio è chiuso, tutto torna!
"Concludiamone dunque che il mondo sarebbe assai migliore se ciascuno si accontentasse di quello che dice, senza aspettarsi che gli rispondano, e soprattutto senza chiederlo né desiderarlo." José Saramago
sabato 9 luglio 2016
giovedì 7 luglio 2016
non ho titoli
Facciamola finita con queste gimkane retoriche dei balordi, degli ultrà e panzane cantando. Chiediamoci piuttosto perché questi sedicenti balordi trovino accoglienza politica e (im)morale in movimenti di chiara matrice fascista e razzista. Chiediamoci come mai anche quando sarebbero moderati trovino sostegno in personaggi che non hanno nulla da insegnare se non odio e discriminazione. Da parte mia sottoscrivo di nuovo quanto detto da Michela Murgia: "I cattivi maestri del fascista e razzista che ha ucciso Emmanuel Chidi Namdi e picchiato sua moglie Chinyery siedono in Senato: sono quelli che dieci mesi fa hanno negato l'autorizzazione a procedere contro Calderoli quando diede dell'orango a Cecile Kyenge Era critica politica, affermarono, mica razzismo, e lo dissero senza distinzione di partito, compresi 81 senatori del PD e 3 di Sel che oggi si dichiareranno certamente sconvolti e turbati davanti a tutti i microfoni dei media. Questo succede a pensare che le parole non abbiano conseguenze. Ipocriti."
Aggiungo che questi fascisti e razzisti continuano a trovare sostegno in quanti per ignoranza o disegno, anche in rete con i miserabili post da puntini sulle i, continuano a ignorare la matrice politica e sociale di questo crimine.
Aggiungo che questi fascisti e razzisti continuano a trovare sostegno in quanti per ignoranza o disegno, anche in rete con i miserabili post da puntini sulle i, continuano a ignorare la matrice politica e sociale di questo crimine.
giovedì 30 giugno 2016
Non è una poesia!
Qualche giorno fa il ministro inglese Jeremy Hunt ha chiesto un secondo referendum in caso di accordo sulle frontiere. Ho proposto in fb una traccia per una possibile risposta. La ripropongo qui per lettori più attenti.
Mio caro ministro,
Avendo letto la sua lettera
A me spetta l’onere di rispondere,
Non avendo altri cui delegare
Di tale compito l’esecuzione.
A noi sta il compito
Tiranno di dare seguito
E compimento al voto
Volontario e democratico
Espresso pochi giorni fa
Nel Regno Unito
E senza indugio evitare
Attese deleterie per questa già
Fragile Europa.
Faccia i suoi giochi altrove
Affrontando l’esito dell’azzardo
Nei confronti della
Comunità nominalmente
Unita.
Lei capirà se non mi dilungo oltre,
Ossequi.
PS - Occhio alla prima lettera di ogni verso.
sabato 25 giugno 2016
Domande
Premesso che considero antistorico il risultato del voto referendario UK per lasciare l'UE, l'Europa rimasta ritroverà il suo originario progetto o questo è l'inizio del collasso dell'ideale europeo?
mercoledì 22 giugno 2016
I pedoni, il semaforo e la democrazia
E' evidente che la mia quotidiana attesa per attraversare le strisce pedonali della Palmiro Togliatti è sempre molto stimolante!
Quando cominciarono a circolare le automobili si è posto il problema dell'attraversamento della strada dei pedoni senza che questi fossero investiti. All’inizio il rischio non era elevato, le auto erano poche e i pedoni potevano attraversare facendo un po’ di attenzione. Le strisce pedonali assicuravano quell’attenzione necessaria da parte degli automobilisti perché rallentassero la loro corsa e lasciassero passare i pedoni in tutta tranquillità. Poi le auto aumentarono, insieme alla loro velocità, e fu necessario mettere i semafori perché si fermassero a intervalli regolari per lasciar passare i pedoni.
Successivamente sembrò opportuno dotare i semafori di dispositivi che il pedone poteva usare. Quando il pedone aveva bisogno di attraversare la strada avrebbe premuto il pulsante e dopo pochi secondi il semaforo sarebbe diventato rosso per le auto. In questo modo i pedoni non si sarebbero più affollati intorno al semaforo in attesa di poter attraversare la strada. In principio questa soluzione funzionava benissimo, poi le auto divennero sempre più numerose e veloci e arrestarne la corsa ogni volta che un singolo pedone aveva bisogno di attraversare la strada divenne poco praticabile. La vecchia soluzione era chiaramente antieconomica.
Le automobili sarebbero state penalizzate e, considerando che intorno alle auto gravitava un’economia di gran lunga più imponente rispetto a quella che potevano muovere i pedoni, divenne chiaro che la vecchia soluzione per fare attraversare la strada ai pedoni non era più adatta ai tempi. Sarebbe stato oltremodo assurdo favorire i pedoni il cui contributo all’economia, per quanto significativo, non poteva competere con quello dell’industria automobilistica, dell’indotto dei ricambi e riparazioni, dei consumi di carburanti. Fu così che si decise di svuotare gli apparecchi che avrebbero regolato il passaggio dei pedoni ai semafori. Sarebbe restata la scatola vuota perché i pedoni continuassero a credere di poter fermare le auto per attraversare la strada.
La soluzione si presentava efficace. Le auto avrebbero transitato senza troppe interruzioni e i pedoni avrebbero avuto il loro bel dispositivo per continuare a credere che si sarebbero fermate per consentire l’attraversamento della strada con la semplice pressione di un pulsante. Dopotutto il semaforo avrebbe continuato a diventare rosso per le auto a intervalli regolari e nessun pedone avrebbe pensato che il proprio attraversamento non fosse dipeso dalla pressione sul pulsante. Il ritardo faceva parte del meccanismo, non si poteva pretendere che il semaforo si azionasse immediatamente. Non c’era nulla di cui preoccuparsi, bastava aspettare e le auto si sarebbero fermate.
Ora, la domanda per i 5s e per chiunque voglia ridare vita alla politica e alla democrazia di questo paese (e non solo) è: intendete rimettere a posto i dispositivi per il passaggio pedonale oppure continuiamo a credere che il rosso per le auto è scattato per la semplice pressione sul pulsante di una scatola vuota?
Quando cominciarono a circolare le automobili si è posto il problema dell'attraversamento della strada dei pedoni senza che questi fossero investiti. All’inizio il rischio non era elevato, le auto erano poche e i pedoni potevano attraversare facendo un po’ di attenzione. Le strisce pedonali assicuravano quell’attenzione necessaria da parte degli automobilisti perché rallentassero la loro corsa e lasciassero passare i pedoni in tutta tranquillità. Poi le auto aumentarono, insieme alla loro velocità, e fu necessario mettere i semafori perché si fermassero a intervalli regolari per lasciar passare i pedoni.
Successivamente sembrò opportuno dotare i semafori di dispositivi che il pedone poteva usare. Quando il pedone aveva bisogno di attraversare la strada avrebbe premuto il pulsante e dopo pochi secondi il semaforo sarebbe diventato rosso per le auto. In questo modo i pedoni non si sarebbero più affollati intorno al semaforo in attesa di poter attraversare la strada. In principio questa soluzione funzionava benissimo, poi le auto divennero sempre più numerose e veloci e arrestarne la corsa ogni volta che un singolo pedone aveva bisogno di attraversare la strada divenne poco praticabile. La vecchia soluzione era chiaramente antieconomica.
Le automobili sarebbero state penalizzate e, considerando che intorno alle auto gravitava un’economia di gran lunga più imponente rispetto a quella che potevano muovere i pedoni, divenne chiaro che la vecchia soluzione per fare attraversare la strada ai pedoni non era più adatta ai tempi. Sarebbe stato oltremodo assurdo favorire i pedoni il cui contributo all’economia, per quanto significativo, non poteva competere con quello dell’industria automobilistica, dell’indotto dei ricambi e riparazioni, dei consumi di carburanti. Fu così che si decise di svuotare gli apparecchi che avrebbero regolato il passaggio dei pedoni ai semafori. Sarebbe restata la scatola vuota perché i pedoni continuassero a credere di poter fermare le auto per attraversare la strada.
La soluzione si presentava efficace. Le auto avrebbero transitato senza troppe interruzioni e i pedoni avrebbero avuto il loro bel dispositivo per continuare a credere che si sarebbero fermate per consentire l’attraversamento della strada con la semplice pressione di un pulsante. Dopotutto il semaforo avrebbe continuato a diventare rosso per le auto a intervalli regolari e nessun pedone avrebbe pensato che il proprio attraversamento non fosse dipeso dalla pressione sul pulsante. Il ritardo faceva parte del meccanismo, non si poteva pretendere che il semaforo si azionasse immediatamente. Non c’era nulla di cui preoccuparsi, bastava aspettare e le auto si sarebbero fermate.
Ora, la domanda per i 5s e per chiunque voglia ridare vita alla politica e alla democrazia di questo paese (e non solo) è: intendete rimettere a posto i dispositivi per il passaggio pedonale oppure continuiamo a credere che il rosso per le auto è scattato per la semplice pressione sul pulsante di una scatola vuota?
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