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martedì 28 gennaio 2020

Ritorni

Tornarono per trovare un paese sconosciuto, gli uomini con il cappello in mano, le donne nelle gonne larghe dalle molte pieghe, nuvole di bambini al seguito scendevano da sentieri sterrati butterati di roccia, gli zoccoli dei cavalli sprizzavano fuoco, l'alba si offriva impaziente agli alberi giovani e secolari. La fiumana colava lenta lungo le vie del pane e del vino. I santi e le madonne si affacciavano dalle cappelle di campagna per salutare i viandanti, indicavano la strada nella bruma del mattino dietro tralci nodosi della vite e foglie argentine degli ulivi. Ad ogni passo masticavano preghiere e bestemmie e le sputavano lungo il cammino per trovare la strada di casa. La gente che incontravano aveva l'aria familiare ma parlava una lingua che non potevano capire. Tornarono indietro quando si accorsero che il loro viaggio era un ritorno.

3 commenti:

  1. Quello dell'impossibilità del ritorno, del ritrovare un paese sconosciuto, gente dal volto familiare ma che ora parla un linguaggio per me incomprensibile, è un sentimento che ho provato intensamente: anch'io sono tornato indietro quando mi sono accorto che il viaggio voleva essere un ritorno, perché non c'è nessun ritorno: non esiste più il paese che hai lasciato, e non esisti più nemmeno tu com'eri.
    La vita è un viaggio di sola andata ... senza ritorno.
    Ciao
    P.S. Ho dovuto riscriverlo il commento perché rileggendolo dopo la prima pubblicazione, mi sembrava poco comprensibile.

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    Risposte
    1. È un errore di prospettiva pensare che il tempo scorra ovunque nello stesso modo, pensare al tempo come a qualcosa di omogeneo. Il tempo ha le sue bizzarrie, in un punto scorre frenetico e accanto si sofferma indolente. Il tempo ha zone più o meno dense, più o meno viscose, come il mare più o meno salato. Forse è un errore di prospettiva anche pensare che il tempo scorra. Pensare che sia il tempo a scorrere è l'infantile necessità di dare un nome al dolore del nostro scorrere, di quel nostro essere piantati in un pezzo di tempo come alberi con le loro radici in un pezzo di terra. Ecco, il significato autentico della frase "nulla torna indietro" è questo, nulla torna indietro perché tutto continuamente è. Una fissità parmenidea dove tutto continuamente è e nulla può tornare indietro. Tutto continuamente è, nelle mie intermittenze temporali, quando sono in braccio a mia madre, quando tra pochi minuti le telefonerò, quando tutto deve ancora accadere e tutto sta ancora accadendo, quando l'altrove è qui e il prima viene dopo, quando tutto si rimescola per essere scritto meglio e restare incomprensibile caro Garbo, ho una tale confusione che mi sembra chiaro ciò che è oscuro e non capisco ciò che è limpido.

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