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martedì 8 novembre 2016

Brevi note sulla riforma costituzionale e il referendum

Approfitto di uno scambio con un caro amico per condividere alcune brevi note sulla riforma costituzionale e sul referendum. Premetto che trovo la classe politica a sostegno del no imbarazzante quanto quella a sostegno del sì, quindi per le mia decisione di votare no al referendum mi accompagno alle considerazioni che potrete trovare in rete di autori come Zagrebelsky, Onida, Rodotà, Settis, Canfora, De Siervo, Pace, La Valle, Carlassare, ecc. ecc. A quanti decidono il proprio voto seguendo i suggerimenti di questo o quel partito dico che con una riforma costituzionale non si vota questo o quel partito ma si votano tutti, quelli presenti e quelli futuri.
Questa riforma è la più grande mai fatta, 47 articoli se non ricordo male, quindi richiederebbe condizioni di convergenza politica che non sono presenti né nel panorama sociopolitico del paese né nel parlamento, perché eletto con una legge incostituzionale. Questa riforma è nata con voti di fiducia e altre amenità simili, tutte sotto il segno della demagogia come ridurre i costi della politica e accelerare il processo normativo. Nessuno di questi argomenti reggerebbe un minuto sotto i colpi di critiche serie. Le riforme costituzionali toccano la nervatura di un paese e non si fanno per sottrarre argomenti all'avversario, vedi l'assillo dei costi per i grillini che tanto varrebbe si facessero pagare di più pur di fare qualcosa di concreto! Nel 2005 fu fatta una riforma meno incisiva di questa per sottrarre l'argomento federalismo alla Lega e ne è venuto fuori un pasticcio in cui non si sa bene chi cavolo deve occuparsi di cosa e quando guardiamo fuori dalla finestra non sappiamo se vediamo un paesaggio, l'ambiente, un territorio o un bene culturale e via e via, ovviamente ognuno con le sue competenze specifiche e conflittuali. Poi abbiamo visto che regioni e province producono corruzione e conflitti normativi. Adesso si ritorna al caro vecchio centralismo, prima tanto vituperato. Allora, dov'è il conflitto normativo e la lungaggine burocratica? Nell'assetto costituzionale o in qualcos'altro? I costi si riducono con leggi ordinarie, la corruzione si riduce con leggi ordinarie. La riforma costituzionale è fumo negli occhi come fumo negli occhi sono gli argomenti di quanti chiedono riforme all'Italia, i cosiddetti osservatori esteri che tanto osservatori non sono se intervengono a gamba tesa! Le radici di questa riforma sono solo in parte nella necessità di rivedere la Carta, necessità che Renzi & co hanno sprecato perché se passa è una pessima riforma che avremo per anni con altri conflitti normativi. Le altre ragioni della riforma sono in un documento di JP Morgan di qualche anno fa in cui si auspicava una serie di riforme nell'aera euro per smantellare quelle fastidiose costituzioni che ancora conservano uno spirito socialista che impedisce la liberazione delle meravigliose e progressive sorti che solo il liberismo può scatenare!

2 commenti:

  1. Trovo semplicemente assurdo questo referendum, noi cittadini dovremmo decidere per il si o per il no ad un blocco unico di articoli senza poter distinguere, senza aver compreso bene su cosa stiamo decidendo, senza che ci sia stato un vero dibattito. Renzi ha voluto a tutti i costi colmare il vulnus costituzionale che è alla base del suo potere: non ha un consenso popolare, non è stato eletto da nessuno. Il referendum dovrebbe dargli, a suo parere, questo consenso senza rischiare delle elezioni vere; il potere reale che ha, il seguito che si è radunato intorno a lui, la maggioranza del partito, lo segue finché è il cavallo su cui punta chi lo ha scelto al posto di Letta, se subisse uno smacco elettorale si dileguerebbero tutti e tornerebbe ad essere il nulla che è sempre stato ... ancora oggi trovo incredibile che questo bietolone abbia scalato il PD e sia diventato segretario di ciò che resta del vecchio e glorioso PCI, e che sia diventato anche Presidente del Consiglio, con una facilità sbalorditiva e senza aver dato alcuna prova di avere delle spiccate doti di governo. Voterò no non in merito agli articoli proposti, ma in merito al referendum stesso, sono contrario a questa assurdità, non si riscrive in questo modo la Costituzione.
    Ciao

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  2. Caro Garbo, per farmi un'idea di cosa votare mi sono tenuto accuratamente lontano da ogni dibattito in cui fosse coinvolto anche un solo esponente politico di questo o di quel fronte. Li trovo francamente indecenti e non affiderei loro neanche il commento di un fumetto, figuriamoci riconoscergli la dignità di un concetto articolato. Per onestà aggiungo ai nomi che ho fatto quelli dignitosissimi di Cacciari e Cassese a sostegno della riforma, sebbene non ne risparmino critiche di metodo e di merito. Ciao

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