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sabato 12 dicembre 2015

La vita indiretta

- Benvenuti a una nuova puntata di La vita è qui, programma di approfondimento culturale dei principali fatti di cronaca del paese. Continuiamo come di consueto a indagare sul delitto Parisio. Ricordiamo che si tratta della barbara uccisione del piccolo Samuele il cui assassino non è stato ancora assicurato alla giustizia. Oggi sentiremo il parroco della piccola comunità di Samuele, il parroco che conosceva bene la famiglia Parisio e che ci saprà dire di più sul carattere e sulle aspirazioni del piccolo Samuele. Don Fernando ci dica, com'era Samuele?

- Samuele era un bravo ragazzo, veniva a messa tutte le domeniche e voleva fare il chierichetto.

Il parroco si commuove, la telecamera zooma sui suoi occhi umidi. Il presentatore interviene con un'altra domanda fintamente formulata per distrarre l'attenzione ma assestata con arte per far notare la necessità di distrarre il parroco che altrimenti avrebbe pianto. Il parroco approfitta della distrazione portandosi rapidamente la mano verso gli occhi per cancellare le tracce di una commozione incipiente.
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Il delitto Parisio era oggetto di discussione ininterrotta da un anno. Il ritrovamento del corpicino senza vita di Samuele con chiari segni di strangolamento aveva scosso la piccola comunità di Orsinia e tutta la nazione. Le indagini fino a quel momento non avevano portato a nulla. Sul banco dei sospettati erano passati la madre, il padre, il fratello maggiore, quello minore, un cugino della nonna e una cognata del marito della sorella della zia. Tutti scagionati da alibi di ferro. 
L'uccisione di Samuele era stata approfondita dalla trasmissione La vita è qui con l'intervento di psicanalisti infantili, criminologi e esperti di strangolamenti. Persino un pentito della mafia condannato all'ergastolo per decine di infanticidi volle dare la sua sentita testimonianza per l'efferato assassinio. Perché non sfuggisse alcun dettaglio nei salotti della trasmissione vennero chiamati la maestra, tutti gli amichetti e le amichette, l'allenatore della nazionale di cui Samuele era tanto tifoso e l'amministratore delegato dell'azienda che produceva il dolce preferito di Samuele. La trasmissione aveva un'audience da fare invidia alle reti concorrenti e il format era imitato persino dai quiz a premi che inserivano domande sul delitto. E' rimasto memorabile il caso della massaia di Paternolo che perse 500.000 euro alla trasmissione Il paccotto perché non seppe rispondere alla domanda se l'ultimo a vedere vivo Samuele fosse stato l'amichetto Giuliano o la fidanzatina Mariella.
Le indagini proseguivano ininterrotte per fare luce su questa oscura pagina che aveva scosso la vita di una tranquilla comunità di provincia.
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Sono passati tre anni da quando l'assassino di Samuele si è costituito e le puntate di La vita è qui che hanno approfondito le cause e le circostanze del delitto sono ormai lontane. Da allora deve essere successo qualcosa di strano nel paese. Nessun delitto, nessuna rapina, neanche un furto in villa con morti accidentali, solo banali scippi e storie di spaccio senza mordente. Prima accadeva un delitto di tanto in tanto, una vecchietta uccisa dal nipote, una donna accoltellata dal suo ex, un padre ucciso per futili motivi dal figlio. Tutti fatti che accendevano l'attenzione della gente. Autentici tesori per trasmissioni come La vita è qui. Ora non accade più nulla di tutto questo e sono ormai tre anni che la trasmissione non fa che parlare dei vecchi delitti. La gente non ne vuole più sapere e non c'è nulla di nuovo che la trasmissione possa proporre per attirare l'attenzione. La gravidanza della velina di turno o il tradimento della valletta che lascia il portiere per il centravanti assicura qualche ascolto ma niente che regga il confronto con un delitto. C'è voglia di sangue.
In redazione si fanno sentire gli effetti dell'audience che crolla. I contratti pubblicitari sono sempre di meno. E' la crisi. La direzione dell'emittente sta pensando di chiudere la trasmissione e di rivedere il ruolo del personale. Il presentatore, un anchorman unanimemente apprezzato da più di vent'anni, attraversa un periodo di crisi che si riverbera in famiglia. Il rapporto con la moglie si fa sempre più teso ma lei comprende le ragioni della crisi e sa che l'uomo che ha sposato supererà quel momento difficile della sua carriera come è già accaduto altre volte.

Da qualche tempo il presentatore è pensieroso. Lui, sempre gioviale, ha perso la sua consueta solarità. Sta studiando una via d'uscita. Non è possibile che possa chiudersi una carriera così brillante per lui che è sempre stato sulla cresta dell'onda. Quando i suoi colleghi giornalisti facevano la fame sulle inchieste politiche, sociali e economiche lui faceva soldi a palate, per non parlare poi degli inviati che si occupavano delle crisi internazionali, che illusi!
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Nel tempo il presentatore e la redazione avevano accumulato una notevole esperienza di omicidi, ne avevano studiato tutti gli inquietanti dettagli, valutato le prove più irrilevanti e gli indizi più innocenti. Sapevano fiutare le tracce da seguire e cogliere in un attimo i punti deboli negli alibi degli indiziati e nelle indagini degli inquirenti. Il presentatore poi aveva un intuito eccezionale, quante volte aveva capito prima degli inquirenti chi fosse l'assassino ma aveva taciuto per il bene della trasmissione. Lui sapeva benissimo che l'interesse per i delitti va scemando quando vengono risolti. Chi più di lui sapeva quale delitto poteva riportare ai fasti di un tempo la sua trasmissione e la sua carriera?
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- Bentornati a una nuova puntata di La vita è qui. Riprendiamo con un altro caso di omicidio dopo più di tre anni dalla soluzione del caso del piccolo Samuele. Lo ricorderete tutti il piccolo Samuele strangolato da un balordo che passava di lì per caso e che non aveva alcun movente per compiere quel barbaro delitto. Quell'uomo che ripeteva ossessivamente di essere un patito fan della nostra trasmissione. Lo diciamo chiaramente noi non vogliamo fan come quell'uomo, quel feroce individuo che si è macchiato del sangue di un bambino. Noi ci dissociamo da telespettatori di quella risma. Ma lasciamo che quel doloroso passato riposi nelle nostre memorie e occupiamoci del presente che purtroppo ha di nuovo mostrato la sua crudeltà.
Come avrete appreso dai telegiornali, tre giorni fa io stesso sono stato colpito da un lutto che mi ha devastato. La mia povera moglie è stata trovata senza vita in un autogrill poco fuori Roma. I segni sul suo corpo lasciano pochi dubbi, si è trattato di un assassinio di una ferocia inaudita eppure nessuna traccia è stata lasciata sul luogo del delitto e gli inquirenti non hanno alcuna linea di indagine ragionevole. Si è trattato di un omicidio per rapina o di un delitto a sfondo sentimentale? Lo scopriremo con i nostri esperti.

La telecamera zooma sugli occhi del presentatore che si schermisce con un sorriso triste. 

8 commenti:

  1. Eh, meno male che esiste il telecomando, che in un nanosecondo dirotta su Rai Storia. Ma si può anche tranquillamente spegnere e catapultarsi sul tapis roulant ad esempio, almeno quello serve a qualcosa, anche se ci liberiamo di un misero etto, è sempre meglio della Vita è qui. :-)
    Ciao Antonio.
    Buona domenica ^.^

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    1. Cara Nair, hai ragione a dire che possiamo liberarci dalla morbosità di programmi spazzatura cambiando canale o facendo altro ma sarei cauto a considerate il telecomando un dispositivo di libertà e emancipazione. Se il clima culturale è tale da indurre (indottrinare?) la gente a chiudersi dentro casa perché il mondo è pieno di pericoli restano poche espressioni di libertà, sia pure con la possibilità di vedere i programmi di rai storia o di correre come un criceto sul tapis roulant, come faccio io in questi mesi invernali ché al parco fa troppo freddo :-) Un abbraccio.

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  2. Ehm, spetta che mi schiarisco la voce, eh ...
    "Tanti auguriii a teeee, tanti auguriii a teeee, tanti auguriiiiii Antoniooooo, tanti auguriiiiii a teeee"
    Smack!
    Cri

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    1. Grazie, è una gradita sorpresa leggere i tuoi auguri ma come fai a sapere del mio compleanno?

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    2. Deve sapere, caro Sior Tony, ( dalle mie parti gli Antonio si chiamano così ^.^), che io ho una memoria di ferro, ma che dico di ferro, è d'acciaio la mia memoria, e ricordo che l'anno scorso scrivesti del tuo compleanno in un post, ed io non persi l'occasione per farti gli auguri. ^.^
      Ciao. Un sorriso.

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    3. cavolo, tu hai la memoria di ferro, io invece avevo dimenticato pure di averlo fatto il compleanno l'anno scorso, pensavo d'averlo saltato! ;-)

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  3. Peccato, perchè se non c'è nessun oggetto, nè sangue, nè tracce di alcun genere, il bravo presentatore non può mostrarci la creazione in miniatura del luogo del delitto.
    Cristiana

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  4. È lo squallore di questi tempi presenti. E in tv officiano i sacerdoti e le sacerdotesse di questo squallore, con tutti i milioni di loro seguaci, poveretti.

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