Dopo quasi 5 anni di onorata carriera da blogger e 601 post che non si può certo dire siano stati virali, nell'ultimo post ricevo ben 6 commenti da 5 nuovi utenti più uno che ho cancellato perché era giusto un pelo sotto l'asticella che ho deciso. Una bella sorpresa! A parte la cattiveria forse infondata che uno e trino è già sul mercato da tempo ma uno e pentano sarebbe una inattesa novità, devo riconoscere che qualcosa è accaduto e allora val la pena di buttar giù due righe.
Ammetterete che 6 utenti con nickname differenti non riconducibili ad alcun profilo che nel giro di due giorni scrivono commenti in questo blog sono un evento epocale. Perciò mi perdonino gli ospiti abituali se non li menziono ma è buona educazione dare il benvenuto ai nuovi ospiti, fatto salvo l'utente/commento cancellato, naturalmente.
Visitatori, se pensate di conquistare visibilità lasciando commenti in questo blog vi ringrazio del credito di stima ma è mio dovere informarvi che il vostro tempo a scrivere commenti è assai più prezioso del mio a rispondere o a non rispondere, nel senso che io ho un'autostima sufficiente ai miei bisogni e non ho l'esigenza di investire tempo ad accrescerla rispondendo a qualunque cinguettio ma se la vostra autostima deve crescere mi permetto di consigliare siti più frequentati di questo che, vi assicuro, non sarà faticoso trovare. Questo blog, oltre a non avere l'affluenza che immagino vi aspettiate e che io stesso a volte e inopinatamente spero, presenta altre insidie. Fermo restando che i commenti che non superano l'asticella di cui sopra verranno eliminati appena il padrone di casa ne prende visione, come recita l'avvertimento, è anche utile considerare che il suddetto padrone di casa è abbastanza scorbutico e imprevedibile da decidere a sua discrezione di fare piazza pulita dei commenti non perché esprimano dissenso ma perché, peggio, non dicono nulla ed ecco che tutto lo sforzo di digitazione svanirebbe in un attimo. Uno spreco di energia imperdonabile perché la vita è breve.
Datemi retta cercate siti più fichi, la rete offre innumerevoli angoli dove lasciare un segno della propria esistenza entro i 140 caratteri.
"Concludiamone dunque che il mondo sarebbe assai migliore se ciascuno si accontentasse di quello che dice, senza aspettarsi che gli rispondano, e soprattutto senza chiederlo né desiderarlo." José Saramago
giovedì 17 ottobre 2013
martedì 15 ottobre 2013
Shutdown
"Cari colleghi
Mi mancate! E' veramente un'esperienza desolante camminare in queste sale. L'incapacità del Congresso di approvare una legge di stanziamenti ha fatto sì che più del 93% dei nostro staff di quasi 17.000 persone non sia al lavoro. Questa è una situazione molto scoraggiante e posso solo immaginare quali impatti possa avere questo arresto su di voi e sulla vostra famiglia."
Così comincia la lettera ai dipendenti di Gina McCarthy, direttrice dell'EPA (Agenzia per la Protezione Ambientale statunitense). Il 93% di quasi 17.000 persone... 15.810 lavoratori rimangono a casa per lo shutdown. 15.810 solo nell'EPA, poi vanno considerate tutte le altre attività federali. Lo shutdown è la chiusura di tutte le attività federali per l'indisponibilità dei repubblicani ad approvare la legge di bilancio, una ritorsione della destra statunitense per la riforma sanitaria di Obama.
Shutdown...così si spengono migliaia di persone, come si fa con il computer.
Mi mancate! E' veramente un'esperienza desolante camminare in queste sale. L'incapacità del Congresso di approvare una legge di stanziamenti ha fatto sì che più del 93% dei nostro staff di quasi 17.000 persone non sia al lavoro. Questa è una situazione molto scoraggiante e posso solo immaginare quali impatti possa avere questo arresto su di voi e sulla vostra famiglia."
Così comincia la lettera ai dipendenti di Gina McCarthy, direttrice dell'EPA (Agenzia per la Protezione Ambientale statunitense). Il 93% di quasi 17.000 persone... 15.810 lavoratori rimangono a casa per lo shutdown. 15.810 solo nell'EPA, poi vanno considerate tutte le altre attività federali. Lo shutdown è la chiusura di tutte le attività federali per l'indisponibilità dei repubblicani ad approvare la legge di bilancio, una ritorsione della destra statunitense per la riforma sanitaria di Obama.
Shutdown...così si spengono migliaia di persone, come si fa con il computer.
martedì 8 ottobre 2013
Profezia
Profezia, (1964) di Pier Paolo Pasolini
Da Alì dagli occhi azzurri, Garzanti, Milano 1996.
A Jean-Paul Sartre, che mi ha raccontato
la storia di Alì dagli Occhi Azzurri
Era nel mondo un figlio
e un giorno andò in Calabria:
era estate, ed erano
vuote le casupole,
nuove, a pandizucchero,
da fiabe di fate color
della fame. Vuote.
Come porcili senza porci, nel centro di orti senza insalata, di campi
senza terra, di greti senza acqua. Coltivate dalla luna, le campagne.
Le spighe cresciute per bocche di scheletri. Il vento dallo Jonio
scuoteva paglia nera
come nei sogni profetici:
e la luna color della fame
coltivava terreni
che mai l’estate amò.
Ed era nei tempi del figlio
che questo amore poteva
cominciare, e non cominciò.
Il figlio aveva degli occhi
di paglia bruciata, occhi
senza paura, e vide tutto
ciò che era male: nulla
sapeva dell’agricoltura,
delle riforme, della lotta
sindacale, degli Enti Benefattori,
lui - ma aveva quegli occhi.
Ogni oscuro contadino
aveva abbandonato
quelle sue casupole nuove
come porcili senza porci,
su radure color della fame,
sotto montagnole rotonde
in vista dello Jonio profetico.
Tre millenni passarono
non tre secoli, non tre anni, e si sentiva di nuovo nell’aria malarica
l’attesa dei coloni greci. Ah, per quanto ancora, operaio di Milano,
lotterai solo per il salario? Non lo vedi come questi qui ti venerano?
Quasi come un padrone.
Ti porterebbero su
dalla loro antica regione,
frutti e animali, i loro
feticci oscuri, a deporli
con l’orgoglio del rito
nelle tue stanzette novecento,
tra frigorifero e televisione,
attratti dalla tua divinità,
Tu, delle Commissioni Interne,
tu della CGIL, Divinità alleata,
nel sicuro sole del Nord.
Nella loro Terra di razze
diverse, la luna coltiva
una campagna che tu
gli hai procurata inutilmente.
Nella loro Terra di Bestie
Famigliari, la luna
è maestra d’anime che tu
hai modernizzato inutilmente. Ah, ma il figlio sa: la grazia del sapere
è un vento che cambia corso, nel cielo. Soffia ora forse dall’Africa
e tu ascolta ciò che per grazia il figlio sa. Se egli poi non sorride
è perchè la speranza per lui
non fu luce ma razionalità.
E la luce del sentimento
dell’Africa, che d’improvviso
spazza le Calabrie, sia un segno
senza significato, valevole
per i tempi futuri! Ecco:
tu smetterai di lottare
per il salario e armerai
la mano dei Calabresi.
Alì dagli Occhi Azzurri
uno dei tanti figli di figli,
scenderà da Algeri, su navi
a vela e a remi. Saranno
con lui migliaia di uomini
coi corpicini e gli occhi
di poveri cani dei padri
sulle barche varate nei Regni della Fame. Porteranno con sè i bambini,
e il pane e il formaggio, nelle carte gialle del Lunedì di Pasqua.
Porteranno le nonne e gli asini, sulle triremi rubate ai porti coloniali.
Sbarcheranno a Crotone o a Palmi,
a milioni, vestiti di stracci
asiatici, e di camicie americane.
Subito i Calabresi diranno,
come da malandrini a malandrini:
«Ecco i vecchi fratelli,
coi figli e il pane e formaggio!»
Da Crotone o Palmi saliranno
a Napoli, e da lì a Barcellona,
a Salonicco e a Marsiglia,
nelle Città della Malavita.
Anime e angeli, topi e pidocchi,
col germe della Storia Antica
voleranno davanti alle willaye.
Essi sempre umili
Essi sempre deboli
essi sempre timidi
essi sempre infimi
essi sempre colpevoli
essi sempre sudditi
essi sempre piccoli,
essi che non vollero mai sapere, essi che ebbero occhi solo per implorare,
essi che vissero come assassini sotto terra, essi che vissero come banditi
in fondo al mare, essi che vissero come pazzi in mezzo al cielo,
essi che si costruirono
leggi fuori dalla legge,
essi che si adattarono
a un mondo sotto il mondo
essi che credettero
in un Dio servo di Dio,
essi che cantavano
ai massacri dei re,
essi che ballavano
alle guerre borghesi,
essi che pregavano
alle lotte operaie...
… deponendo l’onestà
delle religioni contadine,
dimenticando l’onore
della malavita,
tradendo il candore
dei popoli barbari,
dietro ai loro Alì
dagli Occhi Azzurri - usciranno da sotto la terra per uccidere –
usciranno dal fondo del mare per aggredire - scenderanno
dall’alto del cielo per derubare - e prima di giungere a Parigi
per insegnare la gioia di vivere,
prima di giungere a Londra
per insegnare a essere liberi,
prima di giungere a New York,
per insegnare come si è fratelli
- distruggeranno Roma
e sulle sue rovine
deporranno il germe
della Storia Antica.
Poi col Papa e ogni sacramento
andranno su come zingari
verso nord-ovest
con le bandiere rosse
di Trotzky al vento...
Da Alì dagli occhi azzurri, Garzanti, Milano 1996.
A Jean-Paul Sartre, che mi ha raccontato
la storia di Alì dagli Occhi Azzurri
Era nel mondo un figlio
e un giorno andò in Calabria:
era estate, ed erano
vuote le casupole,
nuove, a pandizucchero,
da fiabe di fate color
della fame. Vuote.
Come porcili senza porci, nel centro di orti senza insalata, di campi
senza terra, di greti senza acqua. Coltivate dalla luna, le campagne.
Le spighe cresciute per bocche di scheletri. Il vento dallo Jonio
scuoteva paglia nera
come nei sogni profetici:
e la luna color della fame
coltivava terreni
che mai l’estate amò.
Ed era nei tempi del figlio
che questo amore poteva
cominciare, e non cominciò.
Il figlio aveva degli occhi
di paglia bruciata, occhi
senza paura, e vide tutto
ciò che era male: nulla
sapeva dell’agricoltura,
delle riforme, della lotta
sindacale, degli Enti Benefattori,
lui - ma aveva quegli occhi.
Ogni oscuro contadino
aveva abbandonato
quelle sue casupole nuove
come porcili senza porci,
su radure color della fame,
sotto montagnole rotonde
in vista dello Jonio profetico.
Tre millenni passarono
non tre secoli, non tre anni, e si sentiva di nuovo nell’aria malarica
l’attesa dei coloni greci. Ah, per quanto ancora, operaio di Milano,
lotterai solo per il salario? Non lo vedi come questi qui ti venerano?
Quasi come un padrone.
Ti porterebbero su
dalla loro antica regione,
frutti e animali, i loro
feticci oscuri, a deporli
con l’orgoglio del rito
nelle tue stanzette novecento,
tra frigorifero e televisione,
attratti dalla tua divinità,
Tu, delle Commissioni Interne,
tu della CGIL, Divinità alleata,
nel sicuro sole del Nord.
Nella loro Terra di razze
diverse, la luna coltiva
una campagna che tu
gli hai procurata inutilmente.
Nella loro Terra di Bestie
Famigliari, la luna
è maestra d’anime che tu
hai modernizzato inutilmente. Ah, ma il figlio sa: la grazia del sapere
è un vento che cambia corso, nel cielo. Soffia ora forse dall’Africa
e tu ascolta ciò che per grazia il figlio sa. Se egli poi non sorride
è perchè la speranza per lui
non fu luce ma razionalità.
E la luce del sentimento
dell’Africa, che d’improvviso
spazza le Calabrie, sia un segno
senza significato, valevole
per i tempi futuri! Ecco:
tu smetterai di lottare
per il salario e armerai
la mano dei Calabresi.
Alì dagli Occhi Azzurri
uno dei tanti figli di figli,
scenderà da Algeri, su navi
a vela e a remi. Saranno
con lui migliaia di uomini
coi corpicini e gli occhi
di poveri cani dei padri
sulle barche varate nei Regni della Fame. Porteranno con sè i bambini,
e il pane e il formaggio, nelle carte gialle del Lunedì di Pasqua.
Porteranno le nonne e gli asini, sulle triremi rubate ai porti coloniali.
Sbarcheranno a Crotone o a Palmi,
a milioni, vestiti di stracci
asiatici, e di camicie americane.
Subito i Calabresi diranno,
come da malandrini a malandrini:
«Ecco i vecchi fratelli,
coi figli e il pane e formaggio!»
Da Crotone o Palmi saliranno
a Napoli, e da lì a Barcellona,
a Salonicco e a Marsiglia,
nelle Città della Malavita.
Anime e angeli, topi e pidocchi,
col germe della Storia Antica
voleranno davanti alle willaye.
Essi sempre umili
Essi sempre deboli
essi sempre timidi
essi sempre infimi
essi sempre colpevoli
essi sempre sudditi
essi sempre piccoli,
essi che non vollero mai sapere, essi che ebbero occhi solo per implorare,
essi che vissero come assassini sotto terra, essi che vissero come banditi
in fondo al mare, essi che vissero come pazzi in mezzo al cielo,
essi che si costruirono
leggi fuori dalla legge,
essi che si adattarono
a un mondo sotto il mondo
essi che credettero
in un Dio servo di Dio,
essi che cantavano
ai massacri dei re,
essi che ballavano
alle guerre borghesi,
essi che pregavano
alle lotte operaie...
… deponendo l’onestà
delle religioni contadine,
dimenticando l’onore
della malavita,
tradendo il candore
dei popoli barbari,
dietro ai loro Alì
dagli Occhi Azzurri - usciranno da sotto la terra per uccidere –
usciranno dal fondo del mare per aggredire - scenderanno
dall’alto del cielo per derubare - e prima di giungere a Parigi
per insegnare la gioia di vivere,
prima di giungere a Londra
per insegnare a essere liberi,
prima di giungere a New York,
per insegnare come si è fratelli
- distruggeranno Roma
e sulle sue rovine
deporranno il germe
della Storia Antica.
Poi col Papa e ogni sacramento
andranno su come zingari
verso nord-ovest
con le bandiere rosse
di Trotzky al vento...
sabato 5 ottobre 2013
Allarmi siam fascisti
All'armi, all'armi cantavano a squarciagola gli invasati testosteronici del triste ventennio italiano. Oggi possiamo far cadere un accento ma sempre fascisti restiamo! Non è una notizia nuova, "gli italiani sono dei fascisti inconsapevoli o fascisticamente tracotanti. Altro che popolo sovrano." Lo diceva Giorgio Bocca e altri prima di lui hanno saputo riconoscere questo cancro degli italiani. "Il fascismo conviene agli italiani perché è nella loro natura e racchiude le loro aspirazioni, esalta i loro odi, rassicura la loro inferiorità", scriveva Ennio Flaiano.
I superstiti del naufragio di Lampedusa, sono indagati per immigrazione clandestina. Fatta eccezione per i minori, tutti gli altri profughi sono iscritti nel registro degli indagati per immigrazione clandestina, come prevede la legge Bossi-Fini. A darne conferma è il procuratore capo di Agrigento Renato Di Natale con un imbarazzato "È un atto dovuto, non potevamo fare altrimenti".
Ed è proprio un atto dovuto perché la legge lo prevede e il magistrato non può fare altro che applicare la legge, se non lo facesse sarebbe passibile di interventi disciplinari. Quella stessa legge prevede anche la multa di 5.000 euro per i sopravvissuti. Ce li facciamo dare in contanti o basta un bonifico?
Quella legge è stata scritta da Bossi e da Fini ed è stata difesa e votata da tutta la banda del governo Berlusconi, ministro Alfano compreso ovviamente. Per dirla tutta quella legge prevede, tra le altre cose, anche il reato di favoreggiamento all'immigrazione clandestina per quei pescatori che aiutano i profughi in mare, il sequestro del mezzo con cui questa gente campa e compagnia bella.
Uno Stato che accetta di avere una legge simile è uno stato fascista e i suoi cittadini sono fascisti e questa infamia ricade anche su quei cittadini che non riconoscono e non accettano l'infamia di quella legge.
Solo una nuova Resistenza ci può sollevare da questa infamia, nessuna chiacchiera da salotto può farlo.
I superstiti del naufragio di Lampedusa, sono indagati per immigrazione clandestina. Fatta eccezione per i minori, tutti gli altri profughi sono iscritti nel registro degli indagati per immigrazione clandestina, come prevede la legge Bossi-Fini. A darne conferma è il procuratore capo di Agrigento Renato Di Natale con un imbarazzato "È un atto dovuto, non potevamo fare altrimenti".
Ed è proprio un atto dovuto perché la legge lo prevede e il magistrato non può fare altro che applicare la legge, se non lo facesse sarebbe passibile di interventi disciplinari. Quella stessa legge prevede anche la multa di 5.000 euro per i sopravvissuti. Ce li facciamo dare in contanti o basta un bonifico?
Quella legge è stata scritta da Bossi e da Fini ed è stata difesa e votata da tutta la banda del governo Berlusconi, ministro Alfano compreso ovviamente. Per dirla tutta quella legge prevede, tra le altre cose, anche il reato di favoreggiamento all'immigrazione clandestina per quei pescatori che aiutano i profughi in mare, il sequestro del mezzo con cui questa gente campa e compagnia bella.
Uno Stato che accetta di avere una legge simile è uno stato fascista e i suoi cittadini sono fascisti e questa infamia ricade anche su quei cittadini che non riconoscono e non accettano l'infamia di quella legge.
Solo una nuova Resistenza ci può sollevare da questa infamia, nessuna chiacchiera da salotto può farlo.
giovedì 3 ottobre 2013
lo spread dell'anima
![]() |
| ansa |
teniamoci pronti a salpare per un nuovo mare
che il nostro esonda cadaveri e fumo di carne rancida,
dove il sole tramonta non si fanno più affari,
la televisione trasmette bagliori di albe sintetiche
- in alto i cuori, ogni specchio è stato rotto
e le notizie arrivano sempre da un altrove
per edificare il carattere e favorire la digestione
in questi tempi di malumore,
la notizia più attesa è un rantolo di indignazione
per tornare assolti agli impegni quotidiani
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