Steve McCurry, Tailor in Monsoon, Porbandar, India (1983). |
È un abito fatto di scampoli di memorie, rattoppi di storie, alcune felici, altre tristi, tutte ugualmente importanti. Senza quell'abito saremmo nudi, esposti alle intemperie.
Ognuno ha il suo abito, non si possono indossare abiti altrui.
Eppure a volte accade il miracolo di potersi scambiare i vestiti con qualcuno.
È un miracolo tremendo perché scambiarsi i vestiti può essere fatale se non è fatto con cautela e poi ci vuole attenzione a capire quali vestiti scambiarsi, perché non è possibile scambiarseli tutti. Per molti abiti è possibile solo dirsi a vicenda come ci stanno addosso e anche questo non è da poco.
Scambiarsi i vestiti è arte che si impara tra errori e speranze, quando il tragico miracolo accade si scambiano i vestiti della festa e quelli che si vorrebbe lasciare nell'armadio. I vestiti della buona e della cattiva sorte, fino a quando il vecchio sarto continuerà a prendere le misure.
Questo sarto è un meraviglioso e inesorabile stilista.
RispondiEliminaIo penso che in realtà siamo tutti degli arlecchino multicolore, che prendiamo un pezzo di stoffa qui e là, dove più ci piace o dove possiamo, per costruirci un abito che chiamiamo "me stesso". Ciò che ci distingue è l'abilità nel trovare le toppe giuste, del giusto spessore, di un colore che si intoni con gli altri, da mettere proprio li, dove ce n'era più bisogno e, soprattutto, nel riconoscere che siamo frutto di scambi ed interazioni continue con gli altri. Riconoscere che nessun uomo è un'isola e che non siamo monadi (ma al massimo semplicemente "mona"), è il punto di partenza perché sia tu il sarto e anche lo stilista.
RispondiEliminaCiao
Una fotto bellissima che dice molto... mi hai fatto venire in mente ciò che mi ha raccontato un amico, ovvero che in manicomio toglievano i vestiti privati una volta dentro, una totale spersonalizzazione...
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