Il terremoto non è nell'Arma, come titola l'articolo del Corriere della Sera. Il terremoto è nello Stato. So perfettamente che è facile intervenire a fatti compiuti ma in questi casi mi sono sempre chiesto se veramente mancassero indizi o segnali di un comportamento che doveva allertare l'attenzione dei vertici. Mi chiedo se veramente una valutazione psicologica attenta non avesse potuto far sorgere qualche dubbio circa la corretta condotta di un esponente delle forze dell'ordine.
E' un lavoro complesso e merita rispetto, chi lo svolge ha enormi responsabilità e proprio per questo deve rispondere ai più alti criteri dell'etica. Lo stesso ha il dovere di fare chi ricopre posizioni di vertice e proprio per le posizioni che ricopre ha responsabilità ancora maggiori. Allora la domande si fanno ancora più assillanti.
Davvero mancavano indizi di un atteggiamento violento? Davvero sono mancati segnali, frasi, occhiate, battute tra colleghi che potevano destare attenzione? Quali sono i criteri di valutazione psicologica di un soggetto che per mestiere è tenuto a portare armi che possono uccidere? Quali sono le regole di ingaggio di chi per mestiere è titolare dell'uso della forza per evitare lo stato di natura dove ognuno può usare la forza per appianare le contese? Quale responsabilità hanno i vertici e gli stessi colleghi che per corporativismo hanno chiuso uno o entrambi gli occhi di fronte a segnali, frasi, occhiate, battute che rivelavano un carattere incline all'abuso di potere? Quanto questa trascuratezza, chiamiamola così, ha inciso in quello che è accaduto nella scuola Diaz, nella caserma di Bolzaneto? Quanto questa trascuratezza, chiamiamola così, ha deciso la morte di Federico Aldrovandi, di Giuseppe Uva, di Stefano Cucchi e di tanti altri? Quanto questa trascuratezza, chiamiamola così, ha deciso dei depistaggi, delle coperture, delle menzogne che hanno infangato i processi? Infine quanto questa trascuratezza, chiamiamola così, sta decidendo della putrefazione della fiducia nello Stato?
Questi crimini sono colpi mortali allo Stato perché coinvolgono chi è chiamato a farne rispettare le leggi. Proprio per la delicatezza del compito le autorità sono tenute a espellere questi soggetti al primo (ripeto, al primo) segnale di carattere incline all'abuso di potere. Proprio per la delicatezza del compito le autorità che non lo hanno fatto se quei segnali ci sono stati devono rispondere di quei crimini.
Non si tratta di responsabilità penale, quella è personale e circoscritta ai fatti. Io parlo di una responsabilità storica, di una responsabilità politica di fronte allo Stato. Una responsabilità per occhi meno miopi di quelli che giustamente deve avere il diritto penale.
"Concludiamone dunque che il mondo sarebbe assai migliore se ciascuno si accontentasse di quello che dice, senza aspettarsi che gli rispondano, e soprattutto senza chiederlo né desiderarlo." José Saramago
giovedì 23 luglio 2020
mercoledì 22 luglio 2020
Passeggiata romana
Roma è la città dei generosi nasoni
che danno da bere ai viandanti assetati,
Roma è la città delle rovine prepotenti
degne della reverenza dei caduti,
Roma è la città dei vecchi casolari
che piangono l'orizzonte dell'infanzia.
Roma è la città millantatrice di salvezza,
continua a fare promesse che non sa mantenere.
Roma è il mausoleo dove giace il tempo
e noi figli suoi per nascita o adozione
siamo gramigna sulla tomba
incustodita.
che danno da bere ai viandanti assetati,
Roma è la città delle rovine prepotenti
degne della reverenza dei caduti,
Roma è la città dei vecchi casolari
che piangono l'orizzonte dell'infanzia.
Roma è la città millantatrice di salvezza,
continua a fare promesse che non sa mantenere.
Roma è il mausoleo dove giace il tempo
e noi figli suoi per nascita o adozione
siamo gramigna sulla tomba
incustodita.
sabato 11 luglio 2020
ancora oggi ride
La partita finisce con la vittoria dell'Italia. Il partigiano non trattenne la sua gioia, esultò fuori dal protocollo. Non sono mai stato tifoso ma a 13 anni fui travolto dall'onda che investiva tutto il paese, non quello di oggi, con la P maiuscola, proprio il paese, quello dove sono cresciuto. Fuori dai suoi confini c'era il mare e allora è lì che si va per festeggiare. Tutti in auto, papà e mamma davanti, io dietro. Altre auto lungo la strada, tutte con una sola destinazione, il mare, tutte strombazzanti clacson eccitati. Corri papà, corri, supera, supera, suona, suona, suona. Non poteva superare ma suonare il clacson sì e allora suona papà e papà suonava il clacson all'impazzata, suona di più, suona di più, mamma che rideva, suona ancora, ancora, non ti fermare, suona ancora. La fila di auto incolonnate... suona ancora. Arrivammo a destinazione con il clacson dell'auto sfiatato che dava gli ultimi rantoli di un raglio senza forza, papà sconsolato e mamma che rideva che a raccontarla ancora oggi ride.
lunedì 6 luglio 2020
Mia madre ha il volto di luna piena
Mia madre ha il volto di luna piena,
la sera si leva con il vento.
Con un sorriso sulle labbra
e un occhio mezzo chiuso
accenna a uno scherzo,
un nascondiglio dove cercarla.
Fa capolino dietro case basse.
Lei non capisce i palazzi alti,
sono posti innaturali
gabbie di gente lontana.
Al telefono ci diciamo
che guardiamo lo stesso cielo.
la sera si leva con il vento.
Con un sorriso sulle labbra
e un occhio mezzo chiuso
accenna a uno scherzo,
un nascondiglio dove cercarla.
Fa capolino dietro case basse.
Lei non capisce i palazzi alti,
sono posti innaturali
gabbie di gente lontana.
Al telefono ci diciamo
che guardiamo lo stesso cielo.
sabato 4 luglio 2020
il ritardo della lavanda
Canto il ritardo della lavanda
e lacrime di caffè,
canto parole anchilosate
per un battito di ciglia.
Da una goccia di sangue
sgorgano i giorni di luglio
e la pioggia che rinfresca.
In attesa di un sole che mi rinneghi
conto le cose che abbiamo fatto
e quelle che non faremo.
e lacrime di caffè,
canto parole anchilosate
per un battito di ciglia.
Da una goccia di sangue
sgorgano i giorni di luglio
e la pioggia che rinfresca.
In attesa di un sole che mi rinneghi
conto le cose che abbiamo fatto
e quelle che non faremo.
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