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sabato 25 aprile 2026

W l'Italia liberata

Buon 25 aprile, giorno della liberazione dalla dittatura nazifascista. 🌹

Oggi si celebra la resistenza partigiana, che ha contribuito in maniera decisiva alla liberazione di questo Paese dai criminali di guerra nazisti e dai criminali di guerra della repubblica di Salò. Gli stessi criminali, che amnistiati da un governo democratico, hanno continuato a inoculare il loro veleno nel corpo di questa Nazione, fino a portare i loro nipoti a ricoprire ruoli centrali nelle istituzioni. Il loro intento è scardinare l'apparato democratico dall'interno. Inutile lasciarsi andare a proclami di ingenua fiducia, senza la costante resistenza di chi sente viva la costituzione antifascista ci riusciranno. 

W l'Italia liberata 🇮🇹

venerdì 24 aprile 2026

Il nome giusto delle cose

“Rifarei omaggio ai partigiani e ai caduti di Salò", questo ha detto il signor La Russa. A me piace chiamare le cose con il loro nome. I caduti di Salò sono stati criminali di guerra. Caduti o meno, da quelle file arrivavano i delinquenti che hanno collaborato con i nazisti per le stragi di Sant'Anna di Stazzema, Marzabotto, Fosse ardeatine, le stragi di Padule di Fucecchio e altre. Stragi con migliaia di morti civili, compiute con il supporto attivo o la complicità di formazioni fasciste repubblichine, quei "caduti di Salò" che omaggerà domani il signor La Russa. Io non so voi come definite uno che omaggia dei criminali di guerra, caduti o meno. Io ritengo doveroso chiamare le cose con il loro nome. Questo vale anche per uno che omaggia criminali di guerra.

domenica 5 aprile 2026

Raso terra

Credo quia absurdum, credo perché assurdo. È la celebre frase attribuita a Tertulliano, riferita all'inafferrabilità logica della fede e della resurrezione, in particolare. Ma è davvero così inafferrabile la resurrezione? 

L'evento materiale può rimanere inafferrabile alla ragione, ma questa inafferrabilità è irrilevante a fronte della necessità antropologica della resurrezione. È questa necessità che rende la resurrezione qualcosa di umano. La resurrezione del divino è un fatto squisitamente umano. Meschinamente umano, direi. La storia delle religioni ne è piena. Il cristianesimo non ha alcun primato su questo terreno. Lascio alle menti eccelse come quella di Kierkegaard i voli sublimi sulle ali di un concetto tanto ricco. Io resto qui, raso terra, e penso con sgomento a quanto di consolatorio e assolutorio c'è nella resurrezione. E penso che i bambini di Gaza non torneranno mai più, penso che nessuna vittima di nessuna guerra tornerà e che non c'è resurrezione che possa alleviare colpe e silenzi. Resto qui, raso terra, a pensare che neanche Cristo sarebbe voluto risorgere in un mondo che si serve della resurrezione per sconfiggere quella morte che dà con tanta libertà. Resto qui, raso terra, a pensare che la morte non è affatto sconfitta quando trova così tanto grano da mietere.