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mercoledì 25 giugno 2014

Del calcio e dintorni

Divagazioni e suggerimenti di lettura

Il calcio è importante e fa bene alle ossa. Senza calcio le ossa non si sviluppano. Il calcio è un elemento essenziale per le ossa. Non è che lo puoi sostituire con un elemento simile. Lo stronzio, per dire, somiglia tanto al calcio ma non può sostituirlo. Se hai bisogno di calcio devi prendere calcio, altrimenti le ossa avranno problemi. Il latte è ricco di calcio e io adoro il latte, da piccolo ne consumavo quantità industriali, almeno un paio di litri al giorno. Di giorno quando avevo sete bevevo latte e di notte mettevo il cartone pieno sul comodino e la mattina era vuoto, c'erano ancora i tetrapak a forma di tetraedro, ve li ricordate? Anche adesso mi piace il latte ma come lo bevevo da bambino... Papà dice sempre che avrebbe dovuto avere una mucca insieme a me e mi ricorda che quando lui era bambino una mucca ce l'aveva per davvero, la portava al pascolo, la mungeva, andava in giro in bicicletta a vendere il latte che aveva munto la mattina presto. Vendeva il latte anche alla mamma di una bambina che lui trovava molto graziosa, la lasciava giocare con la campana appesa al manubrio della bicicletta. La campana serviva per avvisare dell'arrivo del latte e la bambina si divertiva come una matta a farla scampanellare a più non posso. Chi l'avrebbe detto allora che quella bambina era già mia mamma? Valle a capire le strade che prende il destino. "Palla è, palla! Quella rotola!" diceva il vecchio dottore del paese alzando un po' le spalle con tono di rassegnata accettazione degli eventi più imprevedibili che rotolano e rimbalzano qua e là senza apparente connessione con il calcio che ha fatto muovere quella dispettosa palla. Non che l'assorta constatazione del vecchio dottore si riferisse alle bizzarrie del destino, no, serviva a darsi ragione di un inatteso risultato calcistico, a fornire un motivo per non rodersi il fegato per un esito che la morale avrebbe definito ingiusto.
Il vecchio dottore concentrava in quella sentenza la più rovinosa critica al determinismo storico che sia mai stata mossa a Marx. "La realtà è complicata, e la razionalità non è di questo mondo", scriveva Edmondo Berselli in un gioiello di 100 pagine dove al calcio si intrecciano politica, filosofia e storia. E già, perché il calcio è sineddoche della storia, una parte per il tutto, dove in campo entra la metodica imprevedibilità dell'estro, il misurato capriccio dell'improvvisazione e il più mancino dei tiri può cambiare il corso degli eventi, sempre fantasticando dove sarebbero potuti andare altrimenti. Materia strana il calcio che quando Carlo Emilio Gadda ne scriveva si firmava Gianni Brera. Una volta il calcio era diverso. Anche noi eravamo diversi, neanche ci riconosceremmo se ci incontrassimo per strada, per questo evitiamo i posti dove sappiamo di trovarci. Sì, nel calcio ci sono storture, violenza, vezzi e vizi miliardari, combine e via e via, proprio come nella storia che di combine è magazzino stracolmo, vedi alla voce Truman, De Gasperi e Pio XII. Se non basta consultare la voce Togliatti che tifava per il Grande Torino che si schiantò sul muro di una chiesa, quando si dice che il calcio è una metafora! Non ho mai capito il tifo salvo quando me lo hanno spiegato al corso di microbiologia. Lì mi hanno parlato dell'agente eziologico, del periodo di incubazione, dei sintomi e tutto il resto. Qualche volta ho avuti quei sintomi, non era facile riconoscerli a 13 anni. Faceva caldo e il torneo mondiale era giocato in oratori giganteschi dove vanno quelli bravi, mica quelli come me che li mettevano sempre in porta perché "se la palla ti colpisce almeno la pari e cerca di non evitarla", cosa che facevo puntualmente. La squadra di casa vinse il mondiale quell'estate e per festeggiare si va al mare tutti insieme "corri papà, corri", altre macchine sulla strada, "supera papà, supera supera, suona suona suona" e papà costretto a suonare la tromba dell'auto e io sul sedile posteriore che salto e non vedo l'ora di arrivare, mia mamma che dice di stare buono e l'auto che urla esausta e quando arriviamo al mare esala gli ultimi rantoli sfiatati.
Alla fine della partita di quattro anni prima non c'era nulla da festeggiare dall'altra parte della campagna italiana. Corradino aveva 11 anni e guardava la partita Argentina-Olanda a casa di Marilù del bosco che aveva uno dei pochi televisori a colori nel paese dove, a parte i quattro soli a motore, i mezzi di trasporto erano tirati o spinti a forza d'animale o di contadino. Corradino non poteva tifare per la squadra di Videla quella sera, ne aveva uno in casa e che i "ladroni di casa" perdessero era il minimo che potesse invocare ma le cose andarono diversamente, "poteva bastare, chissà, un'allacciatura di scarpino diversa o un taglio diverso dell'erba a governare il rimbalzo del pallone" e i suoi campioni olandesi avrebbero alzato la coppa al cielo. “E invece, e invece...” e invece la storia è un pallone informe come quelli che usavamo all'oratorio per le partite che chi arriva prima a dieci vince e poi c'è la rivincita, la bella e poi si va a casa che a una certa ora devi rientrare. La storia è un pallone informe e nemmeno una divinità potente come Sredni Vashtar può prevederne i rimbalzi. Tra i personaggi da antologia della memoria come solo l'adolescenza sa disegnare e le distopie fantascientifiche dell'amico Gianni, Corradino segue i fili degli avvenimenti, dal Videla privato all'odiosa signorina De Ropp, dallo zio storno che gli frega un casso dell'Aldo Morto e con le Brigate Rosse tratta ma non cede a don Gioele che con voce baritonale crea l'incanto insieme al "contrappunto stridulo e quasi sguaiato delle agguerritissime turbovecchie, pronte a conquistarsi il loro brandello di Paradiso con le unghie". Dove nascono gli eventi se non dalla parola scritta su un taccuino rosso? Corradino ha scritto di desiderare la morte di chi lo ha fatto soffrire e quando qualcuno muore lui si sente responsabile di omicidio. Oh, la tragica onnipotenza dell'adolescenza, sempre sul filo dell'innocente colpevolezza, quando basta desiderare qualcosa per credere che possa accadere e la finzione è solo la faccia notturna della realtà. Ogni vecchio adolescente troverà molte cose in comune con Corradino e il suo alter ego, io ne ho trovate tante ma soprattutto la passione per il calcio, io quello del latte e lui quello dei campi sportivi.

martedì 17 giugno 2014

Bulimia comunicativa


Mettere in scena l'incomunicabilità per vendere la "comunicazione", quella del nuovo millennio! Questo è il rovesciamento semantico di alcune pubblicità.

Ne è la rappresentazione la pubblicità della tim di qualche mese fa con le ragazze giulive messaggianti o impegnate in un chiacchiericcio al cellulare che non può essere rimandato per dare ascolto al tipo che vuole parlare e che, una volta liberate, gli chiedono cosa volesse dire ma ormai lo ha dimenticato. Questo è il fascismo di oggi. Nelle risate che quella tristissima scena vuole suscitare e suscita c'è lo stesso amaro sapore delle risate di un fascista che dileggia la sua vittima. Il nocciolo è l'indifferenza dell'altro, il suo annullamento. A tutto questo il mercato ci insegna a ridere.



Una volta tradotto il messaggio di questa pubblicità è: se vuoi parlare senza la mediazione di un ammennicolo ultratecnologico sei un dinosauro e meriti l'estinzione.

Benvenuti nel terzo millennio, dove tutti chattiamo, twittiamo, feisbukkiamo, essemmessaggiamo, blogghiamo, postiamo perché siamo una community. Tutti comunichiamo per non dire nulla che ci spaventeremmo a morte di prendere impegni che non siano a distanza di rete per almeno una decina di nodi.

giovedì 12 giugno 2014

Prodotto Interno Laido

Allegoria dell'Europa dedita
alle attività economiche.
Di recente ISTAT ha diffuso il comunicato che a partire dal prossimo settembre verrà adottato dagli Stati dell'Unione europea il nuovo sistema dei conti nazionali e regionali, in altre parole nel calcolo del PIL (Prodotto Interno Lordo) saranno considerate anche attività illegali come traffico di sostanze stupefacenti, servizi della prostituzione e contrabbando (di sigarette o alcol).
Per qualche testata è una buona notizia perché la variazione del Pil stimata per l'Italia potrebbe essere tra l’1% e il 2% e questo abbasserebbe il rapporto deficit/Pil, fa niente se si tratta di un Pil criminale, quando si tratta di crescere non si guarda in faccia nessuno e tutta l'Europa parla come un sol uomo!
Altre fonti, distinguono tra attività sommerse ma legali (già conteggiate dai tempi di Craxi, ovviamente!) e attività illegali che faranno parte della nuova contabilità. Considerando queste ultime la variazione potrebbe essere nell'intervallo da 8% a 10%. In tal caso il "beneficio" sul rapporto deficit/Pil sarebbe ancora più evidente, un beneficio da maquillage ma pur sempre un beneficio. Come dire? Un delinquente ben vestito fa sempre la sua bella figura.

Ora, poiché il Pil è il principale indicatore per definire politiche economiche ci si augura che i conti dell'economia legale e quelli dell'economia illegale siano mantenuti separati, anche se niente lo fa presagire, altrimenti verrebbe da chiedersi che tipo di politiche si metteranno in atto per "contrastare" le attività della criminalità organizzata visto il "beneficio economico" che apportano.

Tralascio ogni considerazione di carattere etico che mi farebbe mettere in discussione l'utilizzo del segno positivo nei conti provenienti da attività illecite. Poiché la nuova contabilità sarà adottata dall'intera Europa ho cercato di informarmi sulla faccenda lottando contro i miei stessi pregiudizi! Non ce l'ho fatta, continua a sembrarmi una follia, una gigantesca follia continentale ma io sono ingenuo. E' l'Europa che ce lo chiede! Propongo solo una variazione per i termini sottesi all'acronimo PIL, potrebbero andare bene Prodotto Interno Lurido o Prodotto Interno Laido ma ci sono tante altre opzioni.

martedì 10 giugno 2014

Road to nowhere

Il giorno dopo il mio voto alla lista Tsipras dissi "speriamo di non doverci pentire" a due mie amiche con cui condivido da decenni sogni e delusioni in politica. Quando voti a sinistra le profezie che qualcosa vada a puttane si sprecano!

In breve
atto 1°: la decisione di Barbara Spinelli di mettersi in testa alla lista per poi rinunciare al seggio non mi piaceva affatto, non mi piaceva fin dall'inizio, ad ogni modo era ragionevole che volesse portare il suo contributo e lasciare il seggio al primo non eletto.
atto 2°: l'appoggio di Sel alla lista Tsipras era indirizzato alla creazione di una formazione di sinistra alternativa alle politiche che l'Europa ha portato avanti fino ad ora, anche con il sostegno dei partiti cosiddetti socialdemocratici. Invece il giorno dopo il voto Vendola non ha resistito a manifestare la volontà di far confluire Sel nel PD.
atto 3°: Spinelli cambia idea sul seggio e decide di andare in Europa.

Insomma un tripudio di voltafaccia. Per carità voltafaccia sofferti, ragionati, fondati, raggiunti a fatica con notti insonni da Innominato manzoniano, altrimenti non sarebbero voltafaccia di sinistra!

venerdì 6 giugno 2014

Scegli la tua natura

Sempre natura, se fortuna trova
discorde a sé, com'ogne altra semente
fuor di sua regïon, fa mala prova.

E se 'l mondo là giù ponesse mente
al fondamento che natura pone,
seguendo lui, avria buona la gente.

Ma voi torcete a la religïone
tal che fia nato a cignersi la spada,
e fate re di tal ch'è da sermone;

onde la traccia vostra è fuor di strada.

Dante Alighieri, Divina Commedia, Paradiso, VIII, vv. 139-148.


Tilda Swinton

Enrico Procentese.

Roma pride 2014

giovedì 5 giugno 2014

Proposta assurda per un paese assurdo

Giovanni Bellini, Allegoria sacra,
c. 1490-1504, part.
Nelle pubbliche amministrazioni si istituisce la figura del concussore, ovvero colui che ha il mandato istituzionale di scuotere l'albero per far cadere i frutti!

Il concussore è tassativamente anonimo. Il concussore, senza regolarità alcuna, tenta di corrompere il soggetto che a diverso titolo partecipa alla res publica, sia esso soggetto privato o cittadino cui sono affidate funzioni pubbliche. L'azione del concussore si estende anche alle attività private.

Qualora il soggetto concusso ceda alle lusinghe del concussore scatta immediatamente l'arresto e la decadenza da qualunque mandato pubblico per almeno vent'anni.

E' assurdo, lo so, ma dieci anni di questa cura in Italia e per un po' ci togliamo di torno i morti di fame in doppiopetto.
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