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lunedì 28 ottobre 2013

Just a perfect day

"... and how Death is that remedy all singers dream of, sing, remember, ...", Kaddish, Allen Ginsberg.

Ieri a Roma un ragazzo di 21 anni si è suicidato, un altro, me lo ha detto mia madre stamattina al telefono, mi ha detto "non sopportava l'omofobia". Per mia madre è chiaro che in Italia e altrove esiste un problema omofobia, non un problema omosessualità. Mi chiedo quanti ancora in Italia e altrove direbbero di questo suicidio (di società) che il ragazzo "non sopportava di essere omosessuale."

"All your two-bit psychiatrists are giving you electric shock...", Lou Reed.

martedì 22 ottobre 2013

Save the date: appuntamento con la Storia

Grillo organizza il terzo Vaffa day.... e sti cazzi?


"Diotima principiò col dichiarare che l'Azione Parallela era una occasione unica per tradurre in realtà il più grande e più importante ideale. - Dobbiamo e vogliamo attuare un'altissima idea. L'occasione si offre e sarebbe imperdonabile lasciarsela sfuggire!
Ulrich chiese ingenuamente: - Ma lei ha in proposito un pensiero preciso?
No, Diotima non l'aveva." L'uomo senza qualità, Robert Musil.

... se Diotima avesse conosciuto Grillo e Casaleggio, loro avrebbero sicuramente saputo trovare l'idea giusta "per tradurre in realtà il più grande e più importante ideale", un bel vaffa day e tutto torna a gonfie vele. Queste sì che sono idee quando non si hanno le palle per fare la storia.

domenica 20 ottobre 2013

La gerarchia delle verità

In un post recente Odifreddi ha fatto notare che la concessione dei funerali a Priebke da parte della Chiesa avrebbe arruolato il criminale nazista nella lista dei "buoni", mentre Welby, cui furono negati i funerali, era stato messo nella lista dei "cattivi". Quindi la negazione dei funerali a Priebke ha di fatto arruolato il criminale nazista nella lista dei "cattivi" al fianco di Welby. Non entrerò nel merito delle contraddizioni della Chiesa e del piacere di Odifreddi di farle notare, non trovo stimolante né l'uno né l'altro argomento.

Tuttavia dall'acceso dibattito avviato dal post di Odifreddi si è alzato un polverone riguardo ad un commento dello stesso Odifreddi in cui afferma: "non entro nello specifico delle camere a gas, perché di esse “so” appunto soltanto ciò che mi è stato fornito dal “ministero della propaganda” alleato nel dopoguerra. e non avendo mai fatto ricerche al proposito, e non essendo comunque uno storico, non posso far altro che “uniformarmi” all’opinione comune. ma almeno sono cosciente del fatto che di opinione si tratti, e che le cose possano stare molto diversamente da come mi è stato insegnato, affinché credessi ciò che mi è stato insegnato."

Aggiungo che perché la propaganda funzionasse bene sono stati marchiati a fuoco migliaia di comparse tutte felicissime di farsi imprimere il numero sul braccio pur di testimoniare la vita e la morte nei campi di concentramento. Per non far trapelare la macchinazione sono state organizzate scuole di preparazione teatrale perché tutti gli attori, ma proprio tutti, riferissero la stessa versione. Pur di dare forza alla loro testimonianza alcuni soggetti, come Primo Levi, sono stati addirittura d'accordo a suicidarsi dopo aver scritto pagine che fanno torcere le budella ad una persona minimamente dotata di senso del dolore.

Pochi giorni fa Odifreddi è tornato sull'argomento con un altro post dove, con la lucidità che gli è consueta, pari almeno alla sua arroganza, spiega quello che ha voluto dire nel commento riferendo della gerarchia delle verità nelle discipline matematiche, scientifiche e storiche. "Si parte dalle verità matematiche, che sono dimostrate in maniera logica e controllabili da chiunque abbia un’alfabetizzazione adeguata. Si passa alla verità scientifiche, che non sono mai completamente assodate, e sempre sottoposte a continue verifiche sperimentali, spesso effettuabili solo da chi abbia adeguati mezzi tecnologici. Si arriva poi alle verità storiche, che si basano su testimonianze di varia mano, relative a fatti unici e non riproducibili, e che dunque non possono mai avere il grado di affidabilità delle verità scientifiche, per non parlare di quelle matematiche."

Ed è proprio qui il punto. Le verità storiche "si basano su testimonianze di varia mano" e per quanto abbiano differente statuto delle verità matematiche e scientifiche, se quelle testimonianze concordano e non hanno smentite ragionevoli allora rappresentano un accertamento di fatti avvenuti.
A differenza di Odifreddi quello che so dei campi di sterminio tedeschi, come di quelli dell'Italia coloniale, lo "so" grazie a quel tipo di testimonianze. Poiché Odifreddi dice chiaramente di non essere uno storico sono sicuro che "un’alfabetizzazione adeguata" possa guidarlo nella scelta delle letture storiche e non rimanere in balia del "ministero della propaganda". Potrebbe farsi consigliare delle letture da qualche attento storico, parlare con qualche vecchio sopravvissuto dei campi di sterminio, ancora ce ne sono, leggere i resoconti di testimoni diretti non più presenti ma che hanno lasciato una quantità enorme di sale da spargere su una ferita che deve rimanere aperta. Sono sicuro che in questo modo Odifreddi potrebbe farsi un'idea più compiuta e meno banale anche di verità non matematiche. Per farlo ci vuole tempo e Odifreddi potrebbe guadagnarlo evitando di rispondere frettolosamente ai diversi interlocutori del suo blog prestando tra l'altro il fianco ai vari Riotta e al mitico "popolo della rete" cui "interessa solo ripetere ciò che appare nei 150 caratteri che costituiscono ormai il limite massimo dell’attenzione e dell’approfondimento." (NdR, i caratteri concessi da twitter sono 140, ma questo errore non è grave, si possono scrivere minchiate anche superando 150 cartelle!)

Detto questo, il discorso che la storia è scritta da chi vince è un discorso antico come il mondo ma proprio per questo andrebbe affrontato con cautela, evitando di cadere nelle trappole di una comunicazione frettolosa e forse inconsciamente più asservita al piacere di rilevare le fallacie altrui che a colmare le proprie.

PS - Stavolta d'accordo con Odifreddi trovo una sciocchezza la proposta di una legge contro il negazionismo, per i motivi esposti in questo post, che peraltro riprende una lettera aperta del 2007 di diversi storici. Troverei più adeguato un invito a fare autocritica del nostro passato coloniale, in Italia pensiamo tutti di essere buoni e santi ma non è stato così e non è così.

giovedì 17 ottobre 2013

Nota di servizio con benvenuto

Dopo quasi 5 anni di onorata carriera da blogger e 601 post che non si può certo dire siano stati virali, nell'ultimo post ricevo ben 6 commenti da 5 nuovi utenti più uno che ho cancellato perché era giusto un pelo sotto l'asticella che ho deciso. Una bella sorpresa! A parte la cattiveria forse infondata che uno e trino è già sul mercato da tempo ma uno e pentano sarebbe una inattesa novità, devo riconoscere che qualcosa è accaduto e allora val la pena di buttar giù due righe.
Ammetterete che 6 utenti con nickname differenti non riconducibili ad alcun profilo che nel giro di due giorni scrivono commenti in questo blog sono un evento epocale. Perciò mi perdonino gli ospiti abituali se non li menziono ma è buona educazione dare il benvenuto ai nuovi ospiti, fatto salvo l'utente/commento cancellato, naturalmente.
Visitatori, se pensate di conquistare visibilità lasciando commenti in questo blog vi ringrazio del credito di stima ma è mio dovere informarvi che il vostro tempo a scrivere commenti è assai più prezioso del mio a rispondere o a non rispondere, nel senso che io ho un'autostima sufficiente ai miei bisogni e non ho l'esigenza di investire tempo ad accrescerla rispondendo a qualunque cinguettio ma se la vostra autostima deve crescere mi permetto di consigliare siti più frequentati di questo che, vi assicuro, non sarà faticoso trovare. Questo blog, oltre a non avere l'affluenza che immagino vi aspettiate e che io stesso a volte e inopinatamente spero, presenta altre insidie. Fermo restando che i commenti che non superano l'asticella di cui sopra verranno eliminati appena il padrone di casa ne prende visione, come recita l'avvertimento, è anche utile considerare che il suddetto padrone di casa è abbastanza scorbutico e imprevedibile da decidere a sua discrezione di fare piazza pulita dei commenti non perché esprimano dissenso ma perché, peggio, non dicono nulla ed ecco che tutto lo sforzo di digitazione svanirebbe in un attimo. Uno spreco di energia imperdonabile perché la vita è breve.
Datemi retta cercate siti più fichi, la rete offre innumerevoli angoli dove lasciare un segno della propria esistenza entro i 140 caratteri.


martedì 15 ottobre 2013

Shutdown

"Cari colleghi
Mi mancate! E' veramente un'esperienza desolante camminare in queste sale. L'incapacità del Congresso di approvare una legge di stanziamenti ha fatto sì che più del 93% dei nostro staff di quasi 17.000 persone non sia al lavoro. Questa è una situazione molto scoraggiante e posso solo immaginare quali impatti possa avere questo arresto su di voi e sulla vostra famiglia."

Così comincia la lettera ai dipendenti di Gina McCarthy, direttrice dell'EPA (Agenzia per la Protezione Ambientale statunitense). Il 93% di quasi 17.000 persone... 15.810 lavoratori rimangono a casa per lo shutdown. 15.810 solo nell'EPA, poi vanno considerate tutte le altre attività federali. Lo shutdown è la chiusura di tutte le attività federali per l'indisponibilità dei repubblicani ad approvare la legge di bilancio, una ritorsione della destra statunitense per la riforma sanitaria di Obama.
Shutdown...così si spengono migliaia di persone, come si fa con il computer.

martedì 8 ottobre 2013

Profezia

Profezia, (1964) di Pier Paolo Pasolini
Da Alì dagli occhi azzurri, Garzanti, Milano 1996.

                                                                           A Jean-Paul Sartre, che mi ha raccontato
                                                                           la storia di Alì dagli Occhi Azzurri


                            Era nel mondo un figlio
                            e un giorno andò in Calabria:
                            era estate, ed erano
                            vuote le casupole,
                            nuove, a pandizucchero,
                            da fiabe di fate color
                            della fame. Vuote.
Come porcili senza porci, nel centro di orti senza insalata, di campi
senza terra, di greti senza acqua. Coltivate dalla luna, le campagne.
Le spighe cresciute per bocche di scheletri. Il vento dallo Jonio
                            scuoteva paglia nera
                            come nei sogni profetici:
                            e la luna color della fame
                            coltivava terreni
                            che mai l’estate amò.
                            Ed era nei tempi del figlio
                            che questo amore poteva
                            cominciare, e non cominciò.
                            Il figlio aveva degli occhi
                            di paglia bruciata, occhi
                            senza paura, e vide tutto
                            ciò che era male: nulla
                            sapeva dell’agricoltura,
                            delle riforme, della lotta
                            sindacale, degli Enti Benefattori,
                            lui - ma aveva quegli occhi.

                            Ogni oscuro contadino
                            aveva abbandonato
                            quelle sue casupole nuove
                            come porcili senza porci,
                            su radure color della fame,
                            sotto montagnole rotonde
                            in vista dello Jonio profetico.
                            Tre millenni passarono
non tre secoli, non tre anni, e si sentiva di nuovo nell’aria malarica
l’attesa dei coloni greci. Ah, per quanto ancora, operaio di Milano,
lotterai solo per il salario? Non lo vedi come questi qui ti venerano?
                            Quasi come un padrone.
                            Ti porterebbero su
                            dalla loro antica regione,
                            frutti e animali, i loro
                            feticci oscuri, a deporli
                            con l’orgoglio del rito
                            nelle tue stanzette novecento,
                            tra frigorifero e televisione,
                            attratti dalla tua divinità,
                            Tu, delle Commissioni Interne,
                            tu della CGIL, Divinità alleata,
                            nel sicuro sole del Nord.

                            Nella loro Terra di razze
                            diverse, la luna coltiva
                            una campagna che tu
                            gli hai procurata inutilmente.
                            Nella loro Terra di Bestie
                            Famigliari, la luna
                            è maestra d’anime che tu
hai modernizzato inutilmente. Ah, ma il figlio sa: la grazia del sapere
è un vento che cambia corso, nel cielo. Soffia ora forse dall’Africa
e tu ascolta ciò che per grazia il figlio sa. Se egli poi non sorride
                            è perchè la speranza per lui
                            non fu luce ma razionalità.
                            E la luce del sentimento
                            dell’Africa, che d’improvviso
                            spazza le Calabrie, sia un segno
                            senza significato, valevole
                            per i tempi futuri! Ecco:
                            tu smetterai di lottare
                            per il salario e armerai
                            la mano dei Calabresi.

                            Alì dagli Occhi Azzurri
                            uno dei tanti figli di figli,
                            scenderà da Algeri, su navi
                            a vela e a remi. Saranno
                            con lui migliaia di uomini
                            coi corpicini e gli occhi
                            di poveri cani dei padri
sulle barche varate nei Regni della Fame. Porteranno con sè i bambini,
e il pane e il formaggio, nelle carte gialle del Lunedì di Pasqua.
Porteranno le nonne e gli asini, sulle triremi rubate ai porti coloniali.
                            Sbarcheranno a Crotone o a Palmi,
                            a milioni, vestiti di stracci
                            asiatici, e di camicie americane.
                            Subito i Calabresi diranno,
                            come da malandrini a malandrini:
                            «Ecco i vecchi fratelli,
                            coi figli e il pane e formaggio!»
                            Da Crotone o Palmi saliranno
                            a Napoli, e da lì a Barcellona,
                            a Salonicco e a Marsiglia,
                            nelle Città della Malavita.
                            Anime e angeli, topi e pidocchi,
                            col germe della Storia Antica
                            voleranno davanti alle willaye.

                            Essi sempre umili
                            Essi sempre deboli
                            essi sempre timidi
                            essi sempre infimi
                            essi sempre colpevoli
                            essi sempre sudditi
                            essi sempre piccoli,
essi che non vollero mai sapere, essi che ebbero occhi solo per implorare,
essi che vissero come assassini sotto terra, essi che vissero come banditi
in fondo al mare, essi che vissero come pazzi in mezzo al cielo,
                            essi che si costruirono
                            leggi fuori dalla legge,
                            essi che si adattarono
                            a un mondo sotto il mondo
                            essi che credettero
                            in un Dio servo di Dio,
                            essi che cantavano
                            ai massacri dei re,
                            essi che ballavano
                            alle guerre borghesi,
                            essi che pregavano
                            alle lotte operaie...

                            … deponendo l’onestà
                            delle religioni contadine,
                            dimenticando l’onore
                            della malavita,
                            tradendo il candore
                            dei popoli barbari,
                            dietro ai loro Alì
dagli Occhi Azzurri - usciranno da sotto la terra per uccidere –
usciranno dal fondo del mare per aggredire - scenderanno
dall’alto del cielo per derubare - e prima di giungere a Parigi
                            per insegnare la gioia di vivere,
                            prima di giungere a Londra
                            per insegnare a essere liberi,
                            prima di giungere a New York,
                            per insegnare come si è fratelli
                            - distruggeranno Roma
                            e sulle sue rovine
                            deporranno il germe
                            della Storia Antica.
                            Poi col Papa e ogni sacramento
                            andranno su come zingari
                            verso nord-ovest
                            con le bandiere rosse
                            di Trotzky al vento...


sabato 5 ottobre 2013

Allarmi siam fascisti

All'armi, all'armi cantavano a squarciagola gli invasati testosteronici del triste ventennio italiano. Oggi possiamo far cadere un accento ma sempre fascisti restiamo! Non è una notizia nuova, "gli italiani sono dei fascisti inconsapevoli o fascisticamente tracotanti. Altro che popolo sovrano." Lo diceva Giorgio Bocca e altri prima di lui hanno saputo riconoscere questo cancro degli italiani. "Il fascismo conviene agli italiani perché è nella loro natura e racchiude le loro aspirazioni, esalta i loro odi, rassicura la loro inferiorità", scriveva Ennio Flaiano.

I superstiti del naufragio di Lampedusa, sono indagati per immigrazione clandestina. Fatta eccezione per i minori, tutti gli altri profughi sono iscritti nel registro degli indagati per immigrazione clandestina, come prevede la legge Bossi-Fini. A darne conferma è il procuratore capo di Agrigento Renato Di Natale con un imbarazzato "È un atto dovuto, non potevamo fare altrimenti".

Ed è proprio un atto dovuto perché la legge lo prevede e il magistrato non può fare altro che applicare la legge, se non lo facesse sarebbe passibile di interventi disciplinari. Quella stessa legge prevede anche la multa di 5.000 euro per i sopravvissuti. Ce li facciamo dare in contanti o basta un bonifico?

Quella legge è stata scritta da Bossi e da Fini ed è stata difesa e votata da tutta la banda del governo Berlusconi, ministro Alfano compreso ovviamente. Per dirla tutta quella legge prevede, tra le altre cose, anche il reato di favoreggiamento all'immigrazione clandestina per quei pescatori che aiutano i profughi in mare, il sequestro del mezzo con cui questa gente campa e compagnia bella.

Uno Stato che accetta di avere una legge simile è uno stato fascista e i suoi cittadini sono fascisti e questa infamia ricade anche su quei cittadini che non riconoscono e non accettano l'infamia di quella legge.

Solo una nuova Resistenza ci può sollevare da questa infamia, nessuna chiacchiera da salotto può farlo.

giovedì 3 ottobre 2013

lo spread dell'anima

ansa

teniamoci pronti a salpare per un nuovo mare
che il nostro esonda cadaveri e fumo di carne rancida,
dove il sole tramonta non si fanno più affari,
la televisione trasmette bagliori di albe sintetiche
- in alto i cuori, ogni specchio è stato rotto
e le notizie arrivano sempre da un altrove
per edificare il carattere e favorire la digestione
in questi tempi di malumore,
la notizia più attesa è un rantolo di indignazione
per tornare assolti agli impegni quotidiani



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