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lunedì 18 luglio 2011

Giustizia o rivalsa

Voglio contribuire anch'io, nel mio piccolo, alla diffusione di questo blog http://isegretidellacasta.blogspot.com/
Il blog è nato dall'iniziativa di un "precario arrabbiato" che è stato licenziato dopo 15 anni di servizio a Montecitorio.
Voglio contribuire alla diffusione di questo blog ma con una riserva e qualche domanda. E' noto che il precariato espone ad una condizione di ricattabilità, lo so bene, ma mi chiedo: se il precario non fosse stato licenziato tutto quello che sta denunciando sarebbe restato segreto? Se il contratto del precario avesse avuto un seguito sarebbe stato sufficiente per tacere le ingiustizie di cui sta dando documentato resoconto?
Cosa muove l'iniziativa del precario? Un senso di giustizia o la rivalsa? Pensateci attentamente, non è la stessa cosa. Il senso di giustizia precede eventuali torti subiti, quello di rivalsa, sebbene altrettanto legittimo e direttamente connesso alla giustizia, è successivo.
Ecco, questa è la mia riserva, queste le mie domande.

giovedì 14 luglio 2011

La libertà per la morte

"Nessuno può assumersi il morire di un altro. Ognuno può, sì, «morire per un altro». Ma ciò significa sempre: sacrificarsi per un altro in una determinata cosa. Ma questo morire-per... non può mai significare che all'altro sia così sottratta la propria morte. Ogni Esserci deve assumersi sempre in proprio la morte. Nella misura in cui la morte «è», essa è sempre essenzialmente la mia morte. Essa esprime una possibilità di essere caratteristica, in cui ne va dell'essere puro e semplice dell'Esserci sempre proprio di qualcuno. Nel morire si fa chiaro che la morte è costituita ontologicamente dal carattere dell'esser-sempre-mio e dall'esistenza." Martin Heidegger, Essere e Tempo, 1927, § 47. Ed. Longanesi, 1971, a cura di Franco Volpi.

***

Martedì scorso la Camera ha approvato il cosiddetto testamento biologico, una norma che, nella più solida tradizione degli ultimi anni, calpesta i principi di libertà personale e di coscienza che, oltre a far parte di una secolare tradizione - non solo laica ma anche cristiana - sono sanciti dalla Costituzione (artt. 2 e 32, c. 2). Il provvedimento deve tornare in Senato ma è difficile immaginare che il testo licenziato dalla Camera possa essere emendato  delle oscenità che contiene. In poche parole una persona può dare disposizioni sulle terapie che accetta gli vengano praticate ma nulla può dire su quelle che rifiuta, in ogni caso il cosiddetto testamento non è vincolante e l'alimentazione/idratazione forzata sono escluse dalle dichiarazioni anticipate di trattamento! Bene, una norma più idiota è difficile concepirla ma già da diverso tempo siamo abituati a continui crescendi dell'imbecillità e dell'arroganza in ambito normativo con leggi scritte e votate da decerebrati schizofrenici.

Altri hanno parlato di questo provvedimento ignobile in maniera più competente di quanto potrei fare io (Stefano Rodotà,  Michele Ainis, Ignazio Marino e anche tra i blog che seguo come Cinzia Sciuto, Francesco Zaffuto, Alessandro Giglioli e chissà quanti altri), forse un tempo avrei potuto aggiungere qualcosa, sicuramente qualche considerazione al riguardo l'ho già espressa a suo tempo (qui e qui) ma adesso non ce la faccio ad aggiungere altro.

Ultimamente sto diventando sempre più insofferente a scrivere di chi palesemente vale meno di un'unghia tagliata dalle dita del mio piede. Non posso farcela a scrivere di ricettatori che siedono in Parlamento o di perfetti idioti incapaci di intendere e volere che fanno lezioni sui nuovi media e siedono nei consigli regionali perché papà è uno importante, di ministri accusati di associazione mafiosa che non vedono alcun motivo per dimettersi, di un fallito imbottito di soldi fatti con la corruzione che inneggia all'evasione fiscale, di un cretino che da del cretino ad un altro cretino, di chi accusa di terrorismo una comunità pacifica di cittadini che chiede in quale direzione porti il progresso di cui ci si riempie la bocca solo perché così fan tutti, di un paese di poveri coglioni governati da massoni che tributano ad un deficiente afasico competenze strategiche che non ha mai avuto e che viene folgorato dal debito nazionale che fino a ieri ha negato avesse alcuna importanza, di mentecatti che si scusano se devono alzare le tasse per le auto di lusso, di trogloditi convinti di saper governare la complessità incendiando casse di leggi, di tagli agli stipendi del 5% sulle eccedenze dei 90.000 euro annui presentati come sacrifici quando le persone normali di euro all'anno ne prendono molti meno e forse nessuno, di cavernicoli che esprimono il loro disappunto mostrando il dito medio ad ogni occasione e che per pulirsi il culo usano il tricolore, di sindacalisti lacché che improvvisamente scoprono la natura illiberale di questo governo, di pagliacci additati come intellettuali che ancora cianciano della rivoluzione liberale ad opera di un fantoccio in disfacimento, di deputati che si vendono per un mutuo, di mezze calzette che si fanno consigliare da un faccendiere già condannato cui le persone normali non chiederebbero di comprare un giornale, di delinquenti che scambiano le tangenti per regali di Natale e di chi benedice tutto questo in nome di un Dio brandito a uso e consumo di un circolo ristretto di culi obesi che dispensano consigli su come affrontare la fame nel mondo.

No, non ce la faccio proprio a scrivere di tutto questo schifo. Aggiungete il caldo di questi giorni e capirete benissimo perché mi viene da vomitare.

venerdì 8 luglio 2011

Vertiginosa lista

Qualche settimana fa sono stato agli Uffizi. In quel museo c'è una tale bellezza che se ne esce a malincuore. Quella che segue è la lista delle opere che mi sono appuntato durante la visita, dire che sono quelle che più mi hanno colpito è come fare torto a tutte le altre. Agli Uffizi bisogna andarci per capire e riandarci e riandarci....


Maestà, c. 1280-1290, part.



Lo sguardo austero e severo dei profeti del Cimabue che guardano l'Apocalisse che non tarderà ad arrivare




Maestà, c. 1310, part.







Il tempo impresso nei fossili del marmo ai piedi dell'angelo di Giotto








Annuciazione, 1333, part.





Lo spavento dipinto da Simone Martini e da Lippo Memmi nella mano che ritrae un mantello




Presentazione al Tempio, 1342, part.






Le visioni di angeli che reggono le redini del mondo di Ambrogio Lorenzetti








Sant'Anna Metterza, c. 1424, part.








La materna trinità di Masolino e Masaccio










Madonna con bambino e due
angeli, c. 1465, part.






L'eterea cristallina delicatezza dei visi femminili di Filippo Lippi









Madonna del Magnificat, c. 1483, part.








La soverchiante dolcezza degli angeli del Botticelli







San Domenico, c. 1475, part.




La metallica secchezza delle mani di Cosmè Tura




Sacra Famigli, c. 1484-1490,
part.





I contorni netti e i visi cupi del Signorelli, coltre di grigio che annuncia il dramma







Annunciazione, c. 1472, part.







Le impalpabili pagine di Leonardo e il velo che si muove con il respiro
Pietà, c. 1493-1494, part.










La pelle vellutata del Perugino, la volumica morbidezza dell'aria che rigonfia gli abiti



Allegoria sacra, c. 1490-1504, part.








L'oscura simbologia di Giovanni Bellini con un Adamo bambino che scuote l'albero proibito
Tondo Doni, c. 1506-1508, part.







L'eroica e triangolare forza di Michelangelo e la sua Maria che è Artemide cacciatrice






Madonna del cardellino, c. 1505-1506, part.






La sublime soavità di Raffaello, "da cui, fin che visse, Madre Natura temette di essere superata, e quando morì temette di morire con lui."





La cena in Emmaus, 1525, part.






Gli allucinati colori del Pontormo, che dipinge la luce in fuga tra le pieghe degli abiti







Ritratto di Lucrezia Panciatichi, c. 1541, part.







L'audacia del Bronzino che scolpisce i ritratti sulla tela







Flora, c. 1515-1517, part.






Le figure rarefatte di Tiziano che più della materia dipinge il tempo




La Madonna dal collo lungo, c. 1534-1539,
part.







L'algida e oscura eleganza del Parmigianino









Sacra Famiglia con Santa Caterina e il giovane
San Giovanni, c. 1562-1565, part.




I parchi colori del Veronese che stempera la nebbia


Ritratto di Jacopo Sansovino, prima del 1546.







Il nero che reclama volti e mani che solo per un attimo lascia liberi, quell'attimo eterna il Tintoretto






La fucina di Vulcano, c. 1564.






L'insostenibile virtuosismo del Vasari









Autoritratto, c. 1570-1575, part.







Gli occhi umidi del Barocci che in un solo terribile momento possono lasciar vedere tutto il dolore di una vita






Venere, un satiro e due cupidi, c. 1588.



La scandalosa licenza del Carracci con un Cupido lussurioso con la lingua avida tra le labbra e una Venere dalla schiena troppo muscolosa
Cupido e Psiche, c. 1709.









Lo Spagnolo che dipinge l'attimo che la brama volle aprire lo scrigno di tutti i segreti





Giuditta e Oloferne, c. 1620, part.







La rabbia di Artemisia Gentileschi a dire che è lei la migliore









E solo alla fine il Caravaggio che sul lucido scudo di Perseo ferma l'immagine riflessa dell'orrore che resta nello sguardo della Gorgone nel momento esatto che la testa le viene mozzata.
Dopo sarai di pietra e non potrai vedere altro.

Testa di Medusa, c. 1595-1598.

martedì 5 luglio 2011

Pregiudizi

Sono fermamente convinto che per guidare un SUV bisogna essere delle vere teste di cazzo. Mi rendo conto però che il mio è un pregiudizio.
Quando capita di guardare bene chi guida il SUV il pregiudizio vacilla, se poi capita di scambiarci due parole allora il pregiudizio diventa un giudizio definitivo!

Censure/Cesure

Probabilmente a pochissimi di voi o a nessuno importerà qualcosa se questo blog chiuderà ma non mi sembra un buon motivo per non provare ad evitare che altri siti e altri blog vengano chiusi. Cliccate sul banner per informarvi di cosa bolle intorno alla pentola della rete.

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