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martedì 29 settembre 2009

La genesi

Parlavo qualche giorno fa della creazione dell'universo. Nominavo Bach, Beethoven, ...mah! Follie! follie! delirio vano è questo! Devo ammettere che all'epoca ero piuttosto giovane e non ho buona memoria per cui sono andato a tentoni. Prima di chiarire il dubbio, e non ho tanta premura di farlo, possiamo prendere per buona questa versione della genesi che sembra di prima mano. A sentire l'autore è un racconto ispirato, e francamente non ho elementi per dubitarne.


Nell'opera buffa Guccini non si dedicò solo ai temi sacri! Da attento osservatore dei costumi sociali già nel 1973 aveva narrato di carriere ottenute con 'sacrifici' discutibili. Il cantautore pensava a carriere facili nel mondo dello spettacolo, non osava immaginare carriere politiche magari a capo di ministeri. All'epoca nessuno aveva ancora "portato nella politica la moralità" ma, per buttarla di nuovo sul sacro, perchè mettere limiti alla provvidenza?

Se volete ascoltare l'opera buffa vi auguro lo stesso divertimento che provai io quando riuscii a trovare questa cassetta che sembrava introvabile. Lo ricordo bene, era l'87 ed era il mio primo anno all'Università e girai tutti i negozi di musica di Lecce per trovare quella cassetta. Arrivai a casa che era ormai tardi e mi misi all'ascolto. Ah! quella notte non la smettevo più di ridere, per fortuna non c'era nessuno nei paraggi della mia stanza, anche se dal giorno dopo ho notato un certo scetticismo negli sguardi dei miei compagni! Non me lo sono mai spiegato!

lunedì 28 settembre 2009

Trova le differenze


Sono due giorni che cerco le differenze, sono convinto che debbano essercene ancora alcune ma non riesco più a scorgerle!


"Quando hai una bella faccia tosta, quello basta, allora quasi tutto è permesso, assolutamente tutto, hai la maggioranza con te ed è la maggioranza che decide quel che è folle e quello che non lo è.", Viaggio al termine della notte, L.F. Cèline.

giovedì 24 settembre 2009

La musica di Dio

Non ricordo se fu Cioran a dire che mentre Dio creava l'universo ascoltava Bach. Può essere, non posso dirmi esperto di musica come Cioran. Diciamo che vedo la cosa in maniera più sanguigna e come Schroeder di Schulz ho una venerazione per Beethoven.
Si dice che Schulz avesse pensato a Bach come idolo del suo personaggio ma preferì Beethoven perchè "suonava più buffo"!

Da parte mia, se devo pensare ad una creazione ex nihilo, non posso fare a meno di pensare ai primi minuti della corale. Un tremolio incerto, quasi un cercare gli accordi giusti, emerge un'idea vaga, prende forma, esplode, si fa impetuosa, non si arresta più e Dio quasi ne perde il controllo, di tanto in tanto si sofferma, si chiede se fa bene a continuare. Se il Dio di Bach è perfetto, limpido, impeccabile, quello di Beethoven lavora nell'incertezza, nel dubbio. Il Dio di Bach è sereno, imperturbabile quello di Beethoven è impetuoso, un torrente in piena, dilaniato dal suo stesso impeto, a volte sembra di vederlo esausto, distrutto dalla fatica della sua stessa creazione.



Adoro di Beethoven i suoi crescendo vertiginosi che all'improvviso si arrestano diffondendo intorno un silenzio esanime. Alcuni dei crescendo a mio avviso più belli sono presenti nel monumentale 4° movimento dell'eroica.
Il crescendo comincia con un soffio e raggiunge la sua apoteosi in poco più di un minuto, improvvisamente si arresta, quasi senza fiato. Lo stesso motivo è richiamato poco dopo e diventa ancora più teso. Nel giro di una manciata di secondi Beethoven ci trascina ad altezze che mozzano il fiato. Ho sempre immaginato questo brano come un'immensa scala a chiocciola, ripidissima, che porta in alto, in alto, ad altezze vertiginose, a velocità folli, fino alla tensione più spasmodica dei violini, le corde sembrano quasi rompersi e infine, dopo l'estrema fatica, la caduta.



Naturalmente non posso essere certo della musica ascoltata da Dio durante la creazione dell'universo e se dovessi sbagliarmi, non solo sulla musica, un giorno chiederò!

mercoledì 23 settembre 2009

Ci sono morti e morti

Ennesimo giorno con incidenti sul lavoro dalle conseguenze fatali.

Le statistiche dell'INAIL parlano di 2-3 morti al giorno sul lavoro in Italia. Un tasso sufficientemente alto da attivare qualche moto di preoccupazione ma soprattutto quei meccanismi di assuefazione che ci fanno ignorare la vera gravità della faccenda, che ci fanno evitare funerali di Stato per le vittime, che ci fanno evitare solenni cortei per le vie delle città in loro onore, che ci fanno evitare lunghe file alle camere ardenti in attesa di rendere omaggio alle salme, che ci fanno evitare dirette tv per le omelie dei funerali.

L'abitudine è la nostra seconda natura, sosteneva qualcuno. Chissà! sarà per questo che ci secca morire, siamo così abituati a vivere.

martedì 22 settembre 2009

Sono un farabutto




domenica 20 settembre 2009

Sinistra moderata

Secondo il prof. Brunetta la sinistra prepara il colpo di Stato. Si possono leggere alcuni estratti della raffinata analisi dell'insigne economista in questo articolo. Come al solito l'eloquio è colto ed elaborato, mai sopra le righe e soprattutto forbito ed educato. La complessità delle argomentazioni potrebbe far sfuggire il nesso con l'attuale quadro politico del paese ma il fine pensatore ci ha abituati ad una visione ampia, che si proietta verso il futuro, incurante delle inezie che popolano la politica nostrana ormai adusa ad un linguaggio scurrile e irrispettoso. Il prof. Brunetta vola alto, a discapito di una élite che naviga a vista e che è ormai logorata dal malcostume e dall'incapacità di distinguere tra interesse pubblico e voglie private, una élite avvezza ai proclami ed alla disperata ricerca dei consensi con frasi ad effetto e scarsa lungimiranza.
Sicuramente il paese beneficerebbe non poco se un simile pensatore potesse occupare un posto di rilievo nel governo, magari potrebbe porre rimedio ai devastanti effetti dell'azione politica di un suo omonimo.

***

Paolo Ferrero chiede per il ministro "l'antidoping", definendo le sue dichiarazioni "perfettamente in linea con un governo para-fascista, xenofobo e razzista, degno di annoverare uno come Brunetta nella propria compagine".

Questa è la prova che la cosiddetta sinistra radicale è sempre più moderata, altrimenti avrebbe chiesto l'antirabbica!

giovedì 17 settembre 2009

Non gridate più

Cessate d'uccidere i morti,
Non gridate più, non gridate
Se li volete ancora udire,
Se sperate di non perire.
Hanno l'impercettibile sussurro,
Non fanno più rumore
Del crescere dell'erba,
Lieta dove non passa l'uomo.

Giuseppe Ungaretti

***

Non vorrei sentire le urla della retorica, quelle gridate sottovoce, le urla dell'orgoglio nazionale, dell'eroismo, della patria, del cordoglio. Non vorrei sentire il silenzio ipocrita del dolore che affratella tutti. Quel dolore che si ostenta per essere dimenticato il giorno dopo.
Il paese si è dissetato di sangue. Possiamo dirci italiani fino alla prossima sorsata.

martedì 15 settembre 2009

Il citaredo

Un sonator di cetra da strapazzo cantava tutto il giorno tra le ben cementate pareti di una stanza, e poiché queste riecheggiavano i suoni, si immaginò d’avere una bella voce potente. Montatosi così la testa, decise che era il caso di affrontare anche il teatro. Ma, giunto sul palcoscenico, cantò veramente da cane e fu cacciato via a sassate.
Così ci sono degli oratori che, fin che si esercitano nelle scuole fanno bella figura, ma, quando affrontano la vita pubblica, si scopre che non valgono nulla.Esopo.

Apollo citaredo

A volte l’entusiasmo cela solo un provincialismo macabro, se poi sorgesse il sospetto che si tratti di volgare cortigianeria nei confronti del potente di turno il quadro sarebbe ancora più desolante. Celebriamo pure i lieti eventi ma arricchire le tragedie di orpelli per incensamenti propagandistici e false dimostrazioni di efficienza è davvero disgustoso (leggi qui e qui).

lunedì 14 settembre 2009

La turpe voglia

"poi chiusa la soglia do sfogo alla mia turpe voglia... ascolto Bach!" Mi sono sempre piaciuti questi versi e la canzone Via Paolo Fabbri 43 di Francesco Guccini. L'ascoltavo quando ancora non ci capivo niente, piacevolmente trascinato da mia zia di cinque anni più grande di me e nel pieno della sua scoperta di un mondo da cambiare. Quel fiume denso e lento di parole che non capivo mi travolgeva. Adesso, a diversi anni di distanza anch'io dopo una giornata difficile chiudo la soglia e do sfogo alla mia turpe voglia.

Amo le variazioni Goldberg di Bach e le interpretazioni di Glenn Gould e per quanto possa sembrare assurdo, non so dire se ascolto di più Bach o Gould quando ascolto le variazioni. Sì, perchè Gould da qualcosa di particolare alla musica che suona. I tasti del pianoforte nelle mani di Gould diventano cristalli puri che si rompono al contatto con le dita del pianista, il suono che ne emerge è un improvviso scoppio che si spegne immediatamente, ogni nota è immersa in un oceano di silenzio. Gould non usa mai il pedale per gettare un ponte tra le note ma solo per fare intravedere lo sforzo delle note di raggiungersi, senza mai riuscirci. Per quanto le sue esecuzioni siano estremamente veloci, quasi spasmodiche all'inizio della sua carriera, ogni nota è circondata da un abisso che la separa dalle altre, ogni nota urla la disperata solitudine della sua purezza e sembra quasi non avere alcun legame con le note che la precedono e che la succedono, salvo il legame che l'autore ha desiderato per loro e che io, ascoltatore, non posso fare a meno di percorrere. L'emozione, tutta particolare, della musica di Gould mi costringe a percorrere quella strada da una nota all'altra saltando tutte le volte l'abisso di silenzio che le separa.
Ascoltare Glenn Gould è un'esperienza fisica e alla fine non so distinguere se ho ascoltato la musica sullo sfondo del silenzio o il contrario. Gould suona il silenzio che l'udito percorre saltando di nota in nota.

Questa esecuzione delle Variazioni Goldberg è del 1981, ad un anno dalla morte del grande pianista, forse il più grande. Aveva 50 anni quando fu colpito da un ictus.


Nel video che segue c'è l'esecuzione del 1955. Due esecuzioni assolutamente differenti, non solo per il tempo che le distingue. Nell'esecuzione del 1955 sentiamo la rapidità di un fulmine su una tastiera vittima del suo pianista alla ricerca frenetica del suono perfetto, con l'esecuzione del 1981 Gould raggiunse quella "specie di quiete autunnale" che tanto desiderava.

sabato 12 settembre 2009

Il complotto

"Noi sappiamo aspettare", dice mio nonno. Ha 80 anni, mi ha insegnato l'arte dell'attesa, io ho la metà dei suoi anni ed ho ancora tanto da imparare. L'attesa non è una cosa che viene naturale, non si può attendere alla leggera, non basta stare seduti. L'attesa chiede partecipazione, l'attesa vuole partecipazione. A volte serve a volte no, ma è importante che la partecipazione ci sia.

Al 50° post di questo blog auspicavo la caduta di Berlusconi, anche se a me sta più a cuore la caduta del berlusconismo. Avevo pensato ad un termine temporale più ampio di quanto non si prospetti adesso, al 100° post.

Chissà magari a breve potremo davvero ringraziare il grande complottatore, il tempo.
"Noi sappiamo aspettare" e presto o tardi questo "sistema" di non pensiero cadrà.

Già, perchè la domanda adesso è più evidente che mai, per quanto tempo ancora questo paese potrà accettare di essere governato da "un personaggio improprio", come lo definisce El Pais? Questo paese è disposto a perdere anche quel poco di credibilità di cui ancora dispone nei confronti degli altri Stati democratici? Per quanto tempo l'Italia potrà fare la corte a Putin, Gheddafi e Ahkmadinejad offendendo gli USA di oggi e l'Europa? Poi vengono le domande sulla mignottocrazia, quelle che fino all'altro ieri avevano divertito il presidente del consiglio e che oggi lo stanno distruggendo.

In 150 anni sono passate tante cose, nei prossimi 150 altrettante ne passeranno.
"Noi sappiamo aspettare." Prima toccherà a Berlusconi, poi dopo un paio di generazioni o forse di più, passerà anche il berlusconismo, e del "miglior politico" degli ultimi 150 anni resterà poco o niente.

"Noi sappiamo aspettare."

venerdì 11 settembre 2009

Ground zero


Quel giorno di 8 anni fa ricordo che ero al lavoro quando lessi sul sito web di Repubblica quello che era accaduto. Ebbi la precisa consapevolezza che da quel giorno il mondo sarebbe cambiato.

E' stato così, il mondo è cambiato, ma per farlo ha atteso 7 anni, fino al giorno dell'elezione di Obama alla presidenza degli Stati Uniti d'America. Da quel giorno il ground zero ha cominciato ad essere il simbolo che doveva essere per tutti fin dal primo momento, non solo per gli USA. Il simbolo di una profonda riflessione sull'assetto delle società cosiddette sviluppate, una riflessione sulle differenze e sulle ingiustizie che dilaniano il mondo. Una riflessione sulla ricerca di un dialogo tra i popoli senza barriere e verità da imporre, di ordine politico o religioso. Non fu così all'inizio, come sono andate le cose lo sappiamo tutti. Parlare a posteriori è facile ma furono in tanti a parlare allora, inascoltati.

Guerre preventive fondate sulla menzogna, esportazioni di democrazia, scontro di civiltà, sono stati questi i mostri partoriti da quel giorno, mostri del linguaggio che hanno alterato il modo di vedere e di vivere il mondo. Oggi, a 8 anni di distanza, forse le cose sono cambiate, almeno questa è la mia speranza. L'era Bush in America è tramontata ma tremo ancora tutte le volte che vedo osannare Blair come una stella della politica internazionale e tremo pensando che Berlusconi è ancora al potere in Italia.

Ground zero è il simbolo di una ricostruzione che non è mai tardi cominciare.

martedì 8 settembre 2009

Destra e sinistra

Feltri chiede "dove vuole arrivare il 'compagno' Fini".
E' evidente che l'articolo sia dettato da un'acredine che nel PdL monta in proporzione alle psicosi di una leadership traballante ma è altrettanto evidente che tanto a destra quanto a sinistra ci sia gente di destra e gente di sinistra, poi c'è chi vota una certa destra e chi vota una certa sinistra, senza magari interrogarsi troppo su questi concetti. Non faccio molta fatica a supporre la categoria cui appartiene Feltri.

Non sta a me chiarire la diade destra-sinistra, non ho né il tempo né la voglia. Diverso tempo fa un maestro come Bobbio scrisse un libro molto chiaro al riguardo, si chiamava Destra e Sinistra. Ragioni e significati di una distinzione politica (Donzelli Editore, 1994). Il libro è di piacevole lettura e anche un direttore di Giornale può leggerlo senza sottrarre molto tempo ai suoi impegni.
Bobbio poneva l'accento su un differente approccio al principio di uguaglianza: "E’ il diverso atteggiamento che gli uomini viventi in società assumono di fronte all’ideale dell’uguaglianza, che è, insieme a quello della libertà e a quello della pace, uno dei fini ultimi che si propongono di raggiungere e per i quali sono disposti a battersi", pag. 71 [...] "sinistra e destra, da un lato il popolo di chi ritiene che gli uomini siano più uguali che diseguali, dall’altro il popolo di chi ritiene che siano più diseguali che uguali", pag. 74-75. Intorno a questi principi cardine ruotano le modalità di concepire l'individuo e la collettività, le modalità dell'azione economica, il ruolo della tradizione o del mutamento e quello dell'appartenenza nazionale. Sia il cittadino di destra che di sinistra, a patto che non siano solo di quelli che votano a destra o a sinistra, devono condividere un contesto istituzionale all'interno del quale muoversi secondo le loro precipue concezioni politiche.
A me sembra che Fini sia un uomo di destra, lo è sempre stato, continua ad esserlo. Quello che mi riesce tutt'ora incomprensibile è come un politico sottile come Fini abbia potuto mettersi al seguito di Berlusconi, forse è stato un disegno di lungo termine che infine lo vedrà alla guida della destra e forse alla presidenza della Repubblica, ma francamente, per quanto io sia consapevole della necessità di consensi che Berlusconi poteva catalizzare, mi risulta davvero indigesto il dubbio che un'alleanza in politica possa configurarsi come collusione ed il sostegno come favoreggiamento.
A mio modesto parere sembra che adesso Fini si muova in un contesto istituzionale e costituzionale che è lo spazio all'interno del quale le visioni di destra e di sinistra si possono esprimere, tutto qui! Distinzioni sottili, se si vuole, ma fondamentali per capire un'altra differenza importante, quella tra uomo di Stato e uomo di parte politica. Ma le differenze, si sa, le possiamo vedere solo se siamo stati educati a farlo, altrimenti fondiamo tutto in un calderone indistinto.
Sicuramente Fini ha fatto tanto per scrollare dalle spalle della destra italiana un passato ingombrante, ma definirlo compagno (e quindi di sinistra, secondo gli attuali disturbi ossessivo-compulsivi) può essere letto solo in due modi: un complimento per gli uomini di sinistra oppure un'ignoranza grossolana della diade destra-sinistra.
La seconda lettura è più che giustificata visto quello che si continua a chiamare destra in Italia da un po' di tempo. Per quanto riguarda poi quello che continuiamo a chiamare sinistra, ahimè, stendiamo una trapunta pietosa. Al riguardo consiglio, come programma per la sinistra, un libro che ho trovato straordinario: Sinistra senza sinistra. Idee plurali per uscire dall'angolo. Autori vari, Feltrinelli, 2008.

domenica 6 settembre 2009

Ammortizzatori

A Cernobbio il ministro Tremonti assicura che i soldi per gli ammortizzatori ci sono.

Dopo accurato esame dei libri contabili, dei registri e delle tabelle di conversione e tenendo conto anche della futura uscita dalla crisi, della ripresa inflativa, della inevitabile crescita dei tassi della BCE e non sottovalutando la prossima espansione del fatturato industriale e dei consumi, emerge con lampante evidenza che ci sono anche ampie disponibilità per cambiare i freni, rimboccare l'olio al motore, controllare la batteria e per un tagliando completo.

martedì 1 settembre 2009

Zitti tutti

"Parli solo il presidente della Commissione, non i portavoce". Altrimenti "non daremo più il nostro voto, bloccando di fatto il funzionamento della Ue, e chiederemo il dimissionamento dei commissari". (leggi)

***

E che cavolo! ora sì che sanno con chi hanno a che fare, e dirò di più, non faremo più entrare tedeschi e spagnoli in Italia, e se sono già qui bloccheremo i loro bagagli a Fiumicino e Malpensa.
(Zitto Cicchitto, non c'è bisogno che mi ricordi che già lo facciamo, ho dato io disposizioni per le esercitazioni perchè si arrivasse preparati al colpo finale.)
Faremo ritardare tutti i nostri aerei.
(Lupi smettila di dire che è così da anni, prima si trattava di un caso, non ti sei accorto che da un po' di tempo è sistematico? Secondo te perchè l'ho fatta comprare la nostra compagnia?)
Faremo trovare chiusi i nostri musei.
(Bravo Bondi, ti sei portato avanti, sussiegoso come sempre! Sì, sì che ti faccio scrivere una poesia da Apicella come ti ho promesso. Dai, animo Bondi, smettila di mugugnare.)
Questi europei non hanno imparato proprio nulla da me. Qui parla solo uno, gli altri zitti e mosca, anzi si divertono tutti perchè giocano al gioco del silenzio, chi parla paga pegno. E voi non volete pagare pegno, vero? E sono ancora calmo perchè se mi girano i cinque minuti vi assicuro che faccio fare un contratto alla De Filippi per una trasmissione a reti unificate su tutta Europa.
(Come sarebbe che questo non me lo fanno fare, io posso tutto, io sono il padrone dell'etere.)
Anzi sapete che vi dico? me la compro la UE, ecco! poi la vendo alle isole Caiman, che lì ho delle conoscenze.
(Non è possibile, non è possibile, che vuol dire non è possibile? Se uno si impegna ce la fa, guardate cosa ho fatto io partendo dal nulla! Che significano quegli sguardi di sospetto?)

***

Pochi mesi dopo il povero sciagurato ebbe una crisi di nervi e si stracciò le vesti e il crine davanti alle telecamere. Fu raccolto, tra pianti e urla, in un lupanare della periferia di Pompei mentre si ostinava a far pesare il suo pene su un bilancione. Era circondato dalle amorevoli cure dei suoi sodali che già pregustavano la fine ormai prossima del loro capo.

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